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Origine e storia del LaPerm

Cucciolo di LaPerm dal pelo riccio seduto

Foto: Bebopscrx · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

1982, un frutteto di ciliegi in Oregon

La razza comincia con un gattino brutto. Nel 1982, nel fienile di una fattoria di ciliegi vicino a The Dalles, in Oregon, una gatta da lavoro di nome Speedy partorisce una cucciola completamente nuda, con la sola trama tabby disegnata sulla pelle. Linda Koehl, che con il marito gestiva il frutteto, la chiama Curly e la lascia crescere fra i gatti della colonia. Nei mesi successivi il pelo arriva, e arriva riccio. Il primo LaPerm della storia era calvo, e questo dettaglio racconta già quasi tutto della razza.

Curly non resta un caso isolato. I suoi figli nascono ricci a loro volta, e nel giro di pochi anni buona parte dei gatti della fattoria porta lo stesso mantello ondulato, senza che nessuno avesse pianificato niente. Solo a quel punto Koehl capisce di avere in mano una mutazione spontanea e comincia un programma di allevamento controllato. Tutti i LaPerm registrati oggi nel mondo discendono da quella gatta nata in un fienile dell’Oregon, che a otto settimane sembrava soltanto un gattino malato.

Un riccio dominante: perché cambia le regole

Nei gatti arricciati che si conoscevano prima il riccio era recessivo: nel Cornish Rex e nel Devon Rex servono due copie del gene perché il mantello si arricci, e da due gatti a pelo liscio possono nascere cuccioli ricci senza che nessuno se lo aspetti. Nel LaPerm funziona all’opposto. Il carattere si comporta come dominante, e una sola copia basta: chi ha il riccio lo mostra, chi non lo mostra non lo porta e non lo trasmette.

La conseguenza pratica è che il pedigree si legge a occhio nudo. Un LaPerm accoppiato con un gatto a pelo liscio dà in media metà cuccioli ricci e metà lisci, e i secondi, chiamati varianti, sono gatti sani e regolarmente iscritti che semplicemente non hanno il mantello della razza. Il gene del LaPerm è distinto da quello del Selkirk Rex e dagli altri rex noti, e per il riccio del LaPerm non esiste oggi un test del DNA come quelli disponibili per le altre razze arricciate.

Dal fienile ai registri internazionali

Il percorso di riconoscimento è stato rapido per una razza nata per caso. TICA ha portato il LaPerm allo status di campionato nel 2003, la Cat Fanciers’ Association lo ha accettato per la registrazione nel 2000 e ammesso al campionato nel 2008, il Governing Council of the Cat Fancy britannico gli ha dato il campionato nel 2012. La FIFe, di cui l’ANFI è il socio italiano, lo riconosce dal decennio scorso con due codici distinti, LPL per il pelo lungo e LPS per il pelo corto.

Quei due codici dicono una cosa importante: il LaPerm non è una razza a pelo lungo con una versione corta accessoria. Le due varietà convivono da sempre nella stessa popolazione e possono comparire nella stessa cucciolata, perché la lunghezza del pelo è governata da un gene diverso da quello del riccio. Si sceglie la varietà, non la qualità: un LaPerm a pelo corto non è un LaPerm incompleto, ha soltanto onde più aderenti al corpo invece di boccoli lunghi.

Il nome e un pool genetico tenuto aperto

Il nome viene dall’inglese della zona del fiume Columbia, dove per tradizione linguistica sono entrate parole francesi usate come se fossero locali: la perm, cioè la permanente. È una scelta insolita fra le razze feline, che di solito prendono il nome da un luogo o da un aspetto. Chi immagina un gatto costruito in laboratorio si sbaglia di parecchio: qui la selezione umana è arrivata dopo la mutazione, e per anni si è limitata a decidere quali gatti della fattoria far riprodurre insieme.

L’altra eredità di quell’origine contadina è la larghezza della base genetica. Per decenni i registri hanno ammesso l’incrocio con gatti domestici non appartenenti ad alcuna razza, e TICA lo consente tuttora, mentre la CFA ha chiuso quella possibilità per i gattini nati dal gennaio 2025. Un pool ampio è un vantaggio sanitario, perché riduce la consanguineità che sta dietro a molte malattie ereditarie, con effetti che si leggono anche nei dati su quanto vive un gatto. Per il resto resta un gatto da appartamento, con un pettine a denti larghi e un tiragraffi solido nella lista della spesa.

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