Curiosità e aneddoti sul Bombay

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Un nome indiano per un gatto del Kentucky
Il bombay non ha nessun legame con l’India se non nell’immaginazione di chi lo ha creato. Nikki Horner scelse il nome della città indiana perché il gatto che aveva in mente doveva ricordare la pantera nera dei racconti coloniali, ma l’animale è nato e si è formato interamente negli Stati Uniti, in Kentucky, da due razze occidentali. È un nome di marketing riuscito, applicato a un progetto di selezione dichiarato apertamente fin dall’inizio.
La formula con cui la razza viene descritta nei cataloghi americani è rimasta la stessa da mezzo secolo: il monello vestito di pelle laccata con gli occhi da monetina di rame. È una descrizione più precisa di quanto sembri, perché mette insieme le tre cose che lo standard chiede davvero, cioè il nero uniforme, la lucentezza del mantello e il colore caldo degli occhi, e lascia fuori tutto il resto come dettaglio secondario.
Perché un gatto nero diventa rossiccio
Capita a molti bombay e allarma sempre i proprietari: il mantello vira verso il bruno rossiccio, soprattutto sulla linea dorsale e sui fianchi. La causa più comune è banale, cioè l’esposizione prolungata al sole dietro una finestra, e il colore torna con la muta successiva senza che serva fare nulla. Nei gatti da esposizione è il motivo per cui il quadrato di sole preferito viene limitato nelle settimane precedenti una mostra.
Esiste però una seconda spiegazione, meno nota e più interessante. La ricerca sulla nutrizione felina ha mostrato che il gatto ha bisogno di più fenilalanina o tirosina per depositare la melanina nel pelo di quanta gliene serva per la crescita, e che l’arrossamento del pelo nero in soggetti con apporti insufficienti si corregge aggiungendo tirosina alla dieta. Un nero che arrugginisce senza sole è quindi una domanda da girare al veterinario, non un difetto estetico da accettare, e vale lo stesso principio generale per cui un mantello povero è spesso un sintomo, come si vede fra le cause per cui il gatto perde il pelo.
Gli occhi rame e il pregiudizio sul gatto nero
Il colore degli occhi è l’altro carattere su cui lo standard non transige: dall’oro al rame, con il rame preferito e il verde escluso. È un tratto che si sviluppa lentamente, e in alcuni soggetti l’intensità cala leggermente con l’età, cosa che negli allevamenti si sa e si mette in conto. Il contrasto fra quel colore caldo e il nero uniforme è esattamente l’effetto che la razza cercava, e resta la ragione per cui è riconoscibile a distanza.
C’è poi un aspetto meno allegro che riguarda tutti i gatti neri, non solo questa razza: nei canili e nelle colonie sono i soggetti che restano più a lungo senza famiglia, e le fotografie dei gatti neri funzionano peggio negli annunci di adozione. Chi si innamora dell’estetica del bombay ma non trova un allevamento serio farebbe bene a guardare in un rifugio: un gatto nero adottato non è un bombay, ma è lo stesso gatto che nessuno guarda.
La famiglia allargata e le eredità nascoste
Il bombay non è l’unico esperimento costruito sul burmese. Dallo stesso ceppo derivano il tonkinese, nato dall’incrocio con il siamese, il burmilla, che viene dall’incontro con il cincillà persiano ed è il capostipite del gruppo asian, e l’australian mist, ottenuto da burmese, abissino e gatti domestici tigrati. È una famiglia numerosa che condivide molto più della somiglianza fisica, a partire dal temperamento socievole, dalla vocalità e da una tolleranza scarsa per la solitudine.
Condivide anche le predisposizioni, ed è il motivo per cui i test per l’ipokaliemia e per la deformità cranica del burmese sono offerti per tutta la parentela. Anche le esigenze domestiche sono le stesse: compagnia, punti caldi, superfici verticali e un piano di gioco quotidiano, cioè l’impianto descritto in arricchimento ambientale per gatti. Un albero per gatti davanti alla finestra e una cuccia a ciambella coprono la parte materiale; il resto è tempo passato con il gatto, che è quello che questa famiglia di razze chiede davvero.