Maobau

Gattini e riproduzione del Russo Blu

Russo Blu dal pelo grigio-azzurro in piedi

Foto: Tkeiger at en.wikipedia · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

Che cosa chiedere quando non esiste un test di razza

Nel russo blu non c’è una malattia ereditaria con un test genetico dedicato come l’HCM del maine coon o la retinopatia dell’abissino, e questo cambia il modo di valutare un allevamento: senza un referto da esibire, contano la trasparenza e i documenti ordinari. Vanno chiesti il pedigree di un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni, e la possibilità di vedere la madre insieme ai gattini nell’ambiente in cui sono cresciuti.

Le domande utili sono le più concrete. A che età sono morti i riproduttori delle generazioni precedenti e per che cosa; quanti parti ha fatto la madre e a che intervallo; quale gruppo sanguigno hanno i genitori, perché dall’unione di una madre di gruppo B con un padre di gruppo A i gattini rischiano l’isoeritrolisi neonatale, una distruzione dei globuli rossi che si manifesta nei primissimi giorni di vita. Un allevatore serio risponde con numeri, non con rassicurazioni generiche sulla robustezza della razza.

Il gattino timido: la socializzazione fa la differenza

In una razza naturalmente riservata, le prime settimane pesano più che altrove. La finestra sensibile per la socializzazione del gatto si chiude presto, molto prima che nel cane, e un gattino che in quel periodo non ha incontrato persone diverse, rumori domestici, il fondo dell’aspirapolvere e magari un cane, resta diffidente da adulto. È il motivo per cui i cuccioli vanno cresciuti in casa e non in box separati, e per cui l’allevamento va guardato prima di guardare il gattino.

Chi porta a casa un soggetto già timido non ha perso la partita, ma deve lavorare in sottrazione: niente forzature, nessun braccio imposto, cibo e giochi che compaiono in presenza delle persone e spariscono quando il gattino resta da solo, così che la compagnia diventi la cosa da cui derivano tutte le cose buone della giornata. Il gatto deve poter scegliere di avvicinarsi, e ci mette settimane. I passaggi utili, con i tempi realistici, sono descritti in la socializzazione del gattino.

Cucciolata, parto e prime settimane

La gestazione dura circa nove settimane e nella maggioranza dei casi il parto non richiede assistenza, ma il veterinario va allertato prima della data prevista e non durante, perché nessuna nascita è di routine e un parto che si complica lascia pochissimo tempo per organizzarsi. Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre: all’ambiente serve solo di essere caldo, tranquillo e riparato, in un angolo poco frequentato della casa, e una cuccia nido morbida e lavabile funziona meglio di qualunque struttura elaborata.

L’unico controllo davvero indispensabile è il peso quotidiano dei gattini: la crescita giorno per giorno è il primo indicatore che qualcosa non va, molto prima che si veda a occhio. Il passaggio al cibo solido segue i tempi e i modi descritti in lo svezzamento del gattino, e va fatto senza accelerare, perché un gattino separato troppo presto dalla madre porta con sé problemi comportamentali che si vedono mesi dopo.

I primi giorni nella nuova casa

Un gattino di questa razza va accolto restringendo lo spazio, non allargandolo. Una stanza sola con tutte le risorse, lettiera lontana dalle ciotole, un nascondiglio a terra e uno in alto, e l’accesso al resto della casa concesso a poco a poco nei giorni successivi. Le prime quarantotto ore sotto un mobile sono la norma e non un problema: quello che conta è che esca da solo, e per farlo gli serve non essere cercato.

Conviene farsi dare dall’allevamento lo stesso substrato usato fin lì, perché cambiare tipo di lettiera nel momento in cui cambia tutto il resto è il modo più semplice per creare un problema di eliminazione: il ragionamento è in la prima lettiera del gattino. Per il viaggio va bene un trasportino morbido fino a 7 kg, che per un cucciolo è sufficiente, mentre da adulto servirà comunque un modello rigido, scelto sulla visita veterinaria più difficile e non sulla comodità di chi lo trasporta.

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