Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Russo Blu

Foto: Tkeiger at en.wikipedia · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Un appetito grande in un gatto di taglia media
La CFA è esplicita su un punto che la maggior parte delle schede di razza salta: i russo blu hanno un grande appetito e, se non ricevono esercizio interattivo frequente, rischiano di diventare obesi, con tutto quello che ne consegue. Non è un dettaglio caratteriale, è la principale questione sanitaria di questa razza. Il gatto chiede, la persona cede, e la ciotola sempre piena diventa la normalità perché un gatto silenzioso che insiste sul cibo è difficile da ignorare.
La struttura fisica peggiora l’inganno. Il russo blu è lungo e leggero di ossatura, e il doppio mantello che sta staccato dal corpo maschera i primi due chili di troppo meglio di qualunque altro pelo corto. Un maschio adulto raramente supera i quattro chili e mezzo secondo la CFA, e una femmina sta fra i due e i tre chili e mezzo: su numeri così piccoli, mezzo chilo in più è una quota enorme del peso corporeo.
Come si stabilisce la razione, davvero
Le indicazioni stampate sulle confezioni sono medie di popolazione, calcolate su un gatto adulto sterilizzato di attività moderata, e vanno usate come punto di partenza e non come prescrizione. Il metodo che funziona è un altro: si pesa il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia, si valuta il punteggio di condizione corporea passando le mani sulle coste e guardando il profilo dall’alto, e si corregge del dieci per cento alla volta. La razione giusta è quella che tiene il peso stabile.
La sterilizzazione abbassa il fabbisogno energetico in modo netto e immediato, e il momento in cui la maggior parte dei gatti comincia a ingrassare è proprio quello: la razione va ridotta subito, nelle settimane dell’intervento, e non quando il sovrappeso è già visibile a occhio nudo. Due o tre pasti misurati al giorno funzionano meglio della ciotola libera, e il metodo completo per calcolare le quantità è in quanto deve mangiare un gatto.
Perché il peso conta più in questa razza
Il sovrappeso nel gatto non è un problema estetico: è il principale fattore di rischio modificabile per il diabete mellito, e il russo blu parte già da un’incidenza più alta della media secondo i dati assicurativi svedesi. A questo si aggiungono l’artrosi, che nel gatto è molto più frequente di quanto si creda e resta silenziosa per anni, e le difficoltà a fare la toelettatura, con la parte posteriore del mantello che diventa opaca e sporca perché il gatto non ci arriva più.
Far dimagrire un gatto è lento e va fatto sotto controllo veterinario, perché un calo troppo rapido può innescare una lipidosi epatica. Molto meglio non farlo ingrassare, e per riuscirci serve muovere il gatto quanto controllare la ciotola: due sessioni brevi di gioco al giorno, cibo distribuito in punti diversi della casa e qualcosa che lo obblighi a lavorare, anche solo una palla interattiva automatica ricaricabile. Le implicazioni cliniche del sovrappeso sono in il gatto grasso.
Acqua e umido: la parte che si dimentica
Il gatto è un animale che ricava tradizionalmente l’acqua dalla preda e beve poco spontaneamente. Una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, e molti gatti compensano male, e alzare la quota di umido è il modo più efficace per aumentare l’apporto idrico complessivo. Il confronto onesto fra le due opzioni, con i pro e i contro reali di ciascuna, è in crocchette o umido per il gatto.
L’umido ha anche un vantaggio pratico su una razza che tende a ingrassare: a parità di volume nella ciotola porta meno calorie, e riempie di più. Sulle ciotole d’acqua contano il numero e la posizione più della forma: lontane dal cibo e dalla lettiera, in più punti della casa, riempite ogni giorno. Se il gatto mostra interesse per l’acqua in movimento, una fontanella silenziosa da 2,2 litri aumenta davvero le occasioni di bere, purché si smonti facilmente per essere lavata.