Cura del pelo e salute dell’American Bobtail

Foto: torbakhopper from San Francisco [ dead link ] · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons
Due lunghezze di pelo, un solo metodo
La razza esiste a pelo corto e a pelo semilungo, entrambe con un doppio mantello che la CFA descrive come resistente e poco incline a infeltrirsi. La manutenzione è modesta: una spazzolata alla settimana con un set pettine e spazzola basta per la varietà corta, mentre quella semilunga chiede una passata in più e attenzione a culotte, ascelle e collare. I nodi nascono dove il gatto non arriva, non dove il pelo è più lungo.
Nei cambi di stagione la perdita aumenta ed è fisiologica, mentre una caduta a chiazze, con croste o zone arrossate, non lo è mai: le cause da escludere sono raccolte in perché il gatto perde il pelo. Pettinare serve anche a controllare, perché sotto un doppio mantello un nodulo o una dermatite restano invisibili per settimane. Nel bobtail conviene aggiungere alla routine un controllo della coda corta e della zona sotto di essa.
La coda corta: che cosa va controllato davvero
Su questo la CFA è più onesta di molti allevatori e va citata per esteso: la mutazione della coda potrebbe rendere il gatto suscettibile a problemi di colonna e di anche, alcuni dei quali ereditabili, e i soggetti che nascono completamente privi di coda, cosa che accade occasionalmente, possono avere problemi di continenza. Non è il quadro del Manx, ma una coda accorciata riguarda la colonna, e la colonna va guardata invece che data per scontata.
La differenza rispetto al Manx è sostanziale e va detta per non spaventare nessuno più del necessario. Nel Manx la mutazione, che riguarda il gene T, agisce sulla parte terminale della colonna fino a coinvolgere sacro e midollo spinale, con il quadro noto come sindrome del Manx, e i gattini con due copie non arrivano alla nascita. Nell’American Bobtail non è descritto niente di simile, e lo standard chiede una coda visibile e funzionante, non l’assenza di coda.
In pratica, il controllo si fa con tre domande. Il gattino cammina normalmente, senza un posteriore che si muove in blocco o un appoggio anomalo. Usa la lettiera in modo regolare, senza perdite di urina o feci. E la coda, per quanto corta, si muove ed è sensibile al tatto senza dolore. Se una di queste risposte è incerta, la valutazione veterinaria viene prima dell’acquisto e non dopo, perché un problema di continenza è molto più semplice da riconoscere in allevamento che da gestire in casa per quindici anni.
Anche, articolazioni e peso
La CFA cita esplicitamente i problemi di anche fra quelli a cui la mutazione potrebbe predisporre, e la displasia dell’anca nel gatto è una condizione reale, documentata soprattutto in razze di taglia grande e pesante. In un animale robusto come questo la valutazione radiografica dei riproduttori ha senso, e chiederla non è un’offesa: è quello che si fa da decenni per le razze canine di taglia grande. Una radiografia vale più di dieci rassicurazioni verbali dell’allevatore.
Nel gatto adulto un problema articolare resta silenzioso a lungo e poi si manifesta come rigidità, salti evitati, difficoltà a entrare in una lettiera con i bordi alti, minor cura del pelo sulla schiena. Sono i segnali descritti in l’artrosi del gatto, e vanno presi sul serio perché il gatto non zoppica quasi mai in modo evidente. Rendere la casa accessibile aiuta: gradini intermedi, lettiere con un lato basso, una cuccia morbida e lavabile a terra.
Le voci che valgono per ogni gatto
Non essendoci in questa razza patologie ereditarie con un test dedicato e ampiamente validato, restano da fare le verifiche generali. La cardiomiopatia ipertrofica è la malattia cardiaca più comune del gatto secondo il Cornell Feline Health Center, si diagnostica con l’ecocardiografia e non con l’auscultazione, e un allevamento che fa controllare il cuore dei riproduttori da un cardiologo sta facendo una cosa sensata anche in assenza di un obbligo formale.
Al resto pensano le regole di sempre: profilo vaccinale aggiornato, antiparassitari, controllo del peso, attenzione ai denti, visite più ravvicinate dopo i sette anni. Il peso conta doppio in un gatto già robusto e potenzialmente esposto sul fronte articolare, perché ogni chilo in più si scarica sulle stesse strutture. Il modo di ridurlo senza affamare l’animale, con tempi realistici e controlli mensili, è descritto in il gatto grasso, e la regola di fondo è che un calo troppo rapido nel gatto è pericoloso quanto il sovrappeso stesso.