Gattini e riproduzione del Persiano

Foto: travel oriented · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
PKD negativo scritto, non raccontato
International Cat Care dà a chi cerca un persiano un’indicazione che vale più di qualunque altra: chiedere all’allevatore la prova che i riproduttori sono risultati negativi al test per il rene policistico. La parola chiave è prova. Un referto di laboratorio con il nome del gatto, il numero di microchip e il genotipo, non una frase al telefono. Un allevamento serio testa e mostra i referti, e li tiene pronti perché sa che verranno chiesti.
Il genotipo si legge facilmente. N/N significa nessuna copia della variante e nessuna trasmissione ai figli; N/P significa un soggetto affetto, che passerà la variante a circa metà della cucciolata; P/P è considerato letale. Poiché la trasmissione è autosomica dominante, come chiarisce la UC Davis, non esistono portatori sani: chi ha la variante è malato, anche se le cisti non danno ancora segno. Un accoppiamento fra due N/N è l’unico che chiude la questione.
Il test genetico da solo, però, non basta. Lo studio su settanta gatti fra persiani ed exotic esaminati fra la decima e la quattordicesima settimana ha mostrato cisti all’ecografia nel 41,4% dei soggetti contro il 37,1% di positività genetiche, con sei gatti ecograficamente positivi ma geneticamente negativi. DNA ed ecografia si controllano a vicenda, e un allevamento che fa entrambe le cose sta lavorando meglio di uno che ne fa una sola.
La conformazione dei genitori conta quanto i test
C’è una seconda cosa da guardare, e non è scritta su nessun referto: il muso dei riproduttori. International Cat Care chiede di scoraggiare attivamente l’allevamento per tratti conformazionali estremi che compromettono il benessere, e cita esplicitamente la brachicefalia estrema. Lo stesso standard CFA prova a porre due limiti, perché richiede narici sufficientemente aperte da permettere al gatto una respirazione senza restrizione e squalifica il tartufo posizionato sopra la linea superiore dell’occhio completamente aperto.
Tradotto in una visita all’allevamento: guardare i genitori mentre respirano da fermi, ascoltare se russano, verificare se gli occhi lacrimano di continuo e se il pelo del muso è macchiato. Un gattino nato da soggetti con un muso meno estremo avrà quasi sempre meno problemi respiratori e oculari da adulto. È l’unica selezione che un acquirente può influenzare davvero, semplicemente scegliendo dove comprare e soprattutto dove non comprare.
Parto e prime settimane
La gestazione del gatto dura circa nove settimane. Uno studio del 2024 su 853 cucciolate di 45 razze ha rilevato una distocia con necessità di intervento veterinario nel 14,9% dei casi e un taglio cesareo nel 10,7%, con il rischio più basso attorno ai 64 giorni di gestazione; le differenze fra razze non erano statisticamente significative, e il gruppo persiani ed exotic si collocava sotto il 3% di cesarei. International Cat Care segnala comunque per la razza una predisposizione alla distocia.
Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre, e l’intervento umano serve a garantire un ambiente caldo, riparato e silenzioso e a pesare i gattini ogni giorno. Una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo poco frequentato basta e avanza. Nei gattini brachicefali va sorvegliata la suzione, perché un muso molto corto può renderla faticosa, e il passaggio al cibo solido segue i tempi descritti in lo svezzamento del gattino.
Quando arriva a casa
La finestra sensibile per la socializzazione del gatto si chiude presto, e un gattino cresciuto in una stanza isolata resta timoroso da adulto. Nel persiano c’è un elemento in più: in quelle settimane va abituato al pettine, alla pulizia degli occhi e alla manipolazione delle zampe, perché sono operazioni che lo accompagneranno per tutta la vita. I passaggi utili, con le finestre temporali entro cui vanno fatti, sono elencati in la socializzazione del gattino.
Nei primi giorni conviene limitare lo spazio a una stanza con tutte le risorse e allargarlo per gradi, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando all’inizio lo stesso substrato dell’allevamento, come spiegato in la prima lettiera del gattino. Un trasportino morbido per il trasferimento va bene per il viaggio di arrivo, ma il modello rigido servirà comunque per il veterinario, e conviene comprarlo subito invece di scoprirlo il giorno della prima visita.