Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Persiano

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Prendere il cibo con quel muso non è scontato
La prima variabile in questa razza non è la formula ma la meccanica. Un gatto con la mandibola corta e i denti non allineati fatica ad afferrare le crocchette da una superficie piana, e spesso le spinge fuori dalla ciotola prima di riuscire a prenderle. Molti persiani mangiano di lato, usando i premolari invece degli incisivi. Le crocchette a forma di ciambella o schiacciata, pensate per i musi corti, risolvono spesso il problema meglio di qualunque cambio di marca.
Anche la ciotola conta. Serve bassa, larga e con i bordi svasati, in modo che il muso non sbatta e i baffi non tocchino le pareti; un contenitore profondo obbliga il gatto a immergere la faccia, sporca il pelo attorno alla bocca e peggiora le macchie. Il cibo umido richiede la stessa attenzione, con l’aggiunta di una pulizia del muso dopo il pasto, che nei soggetti a pelo chiaro fa la differenza fra un mantello pulito e uno perennemente macchiato.
Umido, acqua e reni
In una razza con una predisposizione ereditaria alla malattia renale l’apporto idrico non è un dettaglio. Il gatto beve poco per natura e una dieta di sole crocchette lo costringe a compensare, cosa che molti soggetti fanno male. Aumentare la quota di alimento umido è il modo più efficace di alzare l’acqua introdotta, e il confronto onesto fra le due opzioni, con i vantaggi e i limiti di ciascuna, è in crocchette o umido per il gatto.
Sull’acqua contano il numero e la posizione dei punti di abbeverata più della loro forma: lontani dal cibo, lontani dalla lettiera, distribuiti in stanze diverse. Una fontana per gatti da 2,5 litri funziona bene con i soggetti attratti dall’acqua in movimento, a patto di smontarla e lavarla con regolarità. Una fontana sporca è peggio di una ciotola pulita, e la manutenzione è il vero criterio di scelta fra i modelli in commercio.
Il peso in un gatto che si muove poco
Il persiano è poco atletico per costruzione e per temperamento, e questo lo espone al sovrappeso più di altre razze. Le linee guida AAHA e AAFP dividono la vita del gatto in fasi, con il gattino fino a un anno, il giovane adulto da uno a sei, l’adulto maturo da sette a dieci e il senior oltre i dieci, e a ogni passaggio il fabbisogno scende. Continuare a somministrare la stessa razione a sette anni che a due è l’errore più comune.
Il controllo va fatto con le mani e con la bilancia, non a occhio, perché il mantello lungo nasconde tutto. Le coste devono essere palpabili sotto una copertura sottile e la vita visibile dall’alto quando il pelo è appiattito. Una pesata mensile sulla stessa bilancia intercetta le derive prima che diventino chili, e il metodo per calcolare la razione corretta è descritto in quanto deve mangiare un gatto.
L’altra metà del lavoro è aumentare il movimento senza pretendere acrobazie. Distribuire il cibo in più punti della casa obbliga a qualche spostamento in più nell’arco della giornata, e una breve sessione di gioco prima del pasto principale sfrutta la sequenza naturale caccia, mangia, lava, dormi, che è anche il modo più semplice per far muovere un gatto pigro senza forzarlo. Anche una palla interattiva a movimento automatico può servire a innescare l’attività in un soggetto pigro, purché non diventi l’unico stimolo della giornata.
Boli di pelo: quando la dieta c’entra
Un gatto che ingerisce ogni giorno grandi quantità di pelo lungo produce più boli, e nel persiano il fenomeno è strutturale. Il rimedio più efficace non è alimentare ma meccanico: il pelo tolto con il pettine non finisce nello stomaco del gatto. Le diete ricche di fibra e le paste al malto hanno un ruolo di supporto, non di sostituzione, e vanno usate su indicazione veterinaria invece che per abitudine.
La distinzione da tenere presente è fra un vomito occasionale con un bolo, che rientra nella norma, e un vomito frequente, che non c’entra quasi mai con il pelo e merita accertamenti. Il quadro completo, compresi i segnali che indicano un’ostruzione, è in i boli di pelo nel gatto. Nel persiano vale una regola in più: se i boli aumentano all’improvviso, la prima cosa da controllare è la frequenza con cui viene pettinato.