Educazione e intelligenza dell’American Bobtail

Foto: torbakhopper from San Francisco [ dead link ] · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto che impara volentieri
CFA e TICA concordano nel descrivere un’intelligenza sopra la media, e chi convive con questa razza lo verifica presto: sono gatti che aprono porte a leva, che imparano dove si tiene il cibo e che ripetono volentieri una sequenza se porta a qualcosa di utile. Il metodo che funziona è il rinforzo, cioè far seguire immediatamente al comportamento qualcosa che il gatto vuole. Il rinforzo deve arrivare entro un secondo, altrimenti l’associazione non si costruisce.
Il bocconcino resta il rinforzo più maneggevole e va scalato dalla razione quotidiana per non trasformare l’addestramento in un ingrasso; per alcuni soggetti funzionano meglio un gioco breve o qualche foglia di erba gatta canadese a fine sessione. Le sessioni utili durano due o tre minuti e si chiudono prima che il gatto si stanchi. Il quadro delle capacità cognitive su cui si lavora è in quanto è intelligente un gatto.
Guinzaglio, trasportino e maneggiamento
Questa è una delle poche razze in cui l’abitudine alla pettorina e al guinzaglio riesce con una certa frequenza, sfruttando la tolleranza ai cambiamenti. Si comincia in casa, con la pettorina indossata per pochi minuti e associata a qualcosa di buono, e si esce solo quando il gatto la ignora completamente. Non è un obbligo e non va forzato: un gatto teso al guinzaglio è un gatto in pericolo, e in quel caso conviene fermarsi.
Molto più importante è il trasportino. Un trasportino rigido con apertura superiore lasciato aperto in casa tutto l’anno, con una coperta dentro, smette in fretta di essere un oggetto minaccioso e trasforma la visita dal veterinario da lotta in procedura. Va abbinato all’abitudine a farsi maneggiare zampe, orecchie, bocca e coda per pochi secondi al giorno. Il metodo completo, con i tempi realistici, è in il gatto e il trasportino.
Cosa non funziona: punizione, spruzzi, voce alta
Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per la collottola non insegnano niente e producono un effetto collaterale preciso: il gatto impara a evitare la persona, non il comportamento. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile, e la punizione lavora esattamente contro quel principio. Un animale che si nasconde quando arrivi non ha capito la regola, ha classificato te come imprevedibile.
L’alternativa è gestire l’ambiente e rendere conveniente il comportamento che vuoi. Se sale sul piano di lavoro, il piano va sgomberato e va offerto un punto alto più comodo accanto; se graffia il divano, il tiragraffi va spostato dove il gatto vuole graffiare, non dove sta bene all’arredamento. Si sposta il comportamento, non si spegne, ed è l’unico approccio che regge nel tempo con un animale abbastanza sveglio da aggirare i divieti.
Problemi di gestione tipici di questa razza
Un gatto grande, curioso e capace di risolvere problemi arriva dove gli altri non arrivano: maniglie a leva, sportelli pesanti, top della cucina, cassetti. La soluzione non è la punizione ma la meccanica, cioè fermi per gli sportelli, cibo fuori vista, farmaci chiusi, niente sacchetti lasciati sul tavolo. Le ragioni per cui un gatto occupa i piani alti valgono per tutti, e sono spiegate in perché il gatto sale sui mobili.
L’altra questione è il gioco che diventa troppo intenso. Un morso dato per gioco da un adulto di questa stazza fa male anche senza intenzione, e i bambini vanno protetti dall’entusiasmo prima che dall’aggressività. Le mani non devono mai fare da preda: si usano bacchette e giochi a distanza, e la sessione si chiude prima del picco di eccitazione, quando il gatto è ancora attento ma non ancora sopra le righe.