Gioco e stimoli consigliati per l’Abissino

Foto: Karin Langner-Bahmann · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Quanto gioco serve davvero
Per una razza definita dalla CFA estremamente attiva e giocosa, dieci minuti al giorno non bastano. Un abissino adulto ha bisogno di più sessioni interattive quotidiane, distribuite nell’arco della giornata invece che concentrate in un unico blocco, perché il ciclo di attività del gatto è fatto di picchi brevi e ripetuti. Tre sessioni da otto minuti valgono più di mezz’ora di fila, che oltretutto pochi gatti sostengono senza perdere interesse.
Il momento migliore resta quello che precede i pasti, perché ricalca la sequenza naturale caccia, mangia, pulisci, dormi. Una sessione che finisce con la cattura e subito dopo con la ciotola lascia un gatto rilassato per ore; una interrotta a metà, con il gioco che sparisce nell’armadio mentre l’animale è ancora carico, produce frustrazione e a volte morsi rivolti alle caviglie di chi passa: la sessione va chiusa, non spenta.
La caccia va completata, non solo iniziata
La bacchetta con le piume resta lo strumento più efficace, ma va mossa come si muove una preda: a scatti, in fuga, sparendo dietro un mobile, mai agitata davanti al muso. Il gatto deve poter avvistare, avvicinarsi, restare in agguato e infine afferrare qualcosa di concreto. Un set di nove giochi con piume permette di alternare i pezzi e di ritirarli dopo l’uso, cosa necessaria perché fili e piume ingeriti sono una causa frequente di occlusione.
Con un abissino conviene aumentare la difficoltà. Far arrivare la preda da dietro un ostacolo, farla salire su una mensola, obbligare a un salto: un gatto che cattura al primo tentativo si annoia in tre giorni. Se invece un soggetto sembra ignorare qualunque proposta, prima di concludere che non gli piace giocare vale la pena leggere perché il gatto non gioca, perché spesso il problema è il tipo di movimento e non la motivazione.
Problemi da risolvere e cibo da cercare
L’attività che stanca di più un abissino non è la corsa: quello che lo stanca è pensare. Contenitori da aprire, premi nascosti dentro scatole di cartone, porzioni di crocchette distribuite in cinque punti diversi della casa e cambiate ogni giorno di posto occupano la testa e riducono in modo misurabile i comportamenti da noia. Vale la regola di cominciare da livelli banali e complicare per gradi, altrimenti il gioco viene abbandonato e non ripreso.
Fra le proposte da lasciare a terra funzionano bene i giochi che si muovono da soli, come una palla automatica interattiva, e i tunnel in cui nascondersi e da cui uscire di scatto, come un tunnel pieghevole per gatti. Non sostituiscono il gioco con le persone, ma riempiono le ore vuote. La rotazione è essenziale: tre o quattro oggetti alla volta, cambiati ogni pochi giorni, perché quello che resta sempre in vista smette di essere un gioco.
Le corse notturne e l’erba gatta
Un abissino che ha dormito troppo di giorno si accende la sera, e chi ci vive conosce le corse in corridoio a mezzanotte. Non è un difetto: è energia non spesa che trova l’unica finestra libera della giornata. La soluzione è spostare il gioco più impegnativo in tarda serata e farlo seguire dal pasto principale, come spiegato in perché il gatto corre di notte, e non rispondere mai alle richieste dell’alba, perché cedere una volta su dieci le rinforza.
L’erba gatta va provata senza aspettative, perché la risposta dipende da un tratto ereditario e una quota di gatti non reagisce affatto. Nei soggetti che rispondono, qualche foglia di erba gatta canadese in foglie sfregata su un tiragraffi trascurato è il modo più rapido per farlo adottare, e distribuita sul tappeto prima di una sessione alza il livello di attivazione. Nei gatti che non rispondono non succede nulla, ed è del tutto normale.