Carattere e convivenza in famiglia dell’Abissino

Foto: Karin Langner-Bahmann · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto che non sta fermo
La CFA descrive l’abissino con tre aggettivi che vale la pena prendere alla lettera: indaffarato, attivo e con un’agenda propria. È un gatto che non passa la giornata a dormire su un cuscino, che si interessa a qualunque cosa succeda in casa e che vuole partecipare, e che secondo la stessa CFA non è un gatto da grembo se non per pochi minuti alla volta. Affettuoso non significa tranquillo, ed è la confusione che manda in crisi chi lo sceglie per l’aspetto.
Chi cerca un gatto che si adatti a una casa silenziosa e a lunghe assenze sta guardando la razza sbagliata. L’abissino chiede interazione quotidiana, cambia continuamente attività, e in una giornata normale passa dal davanzale alla libreria al lavandino senza soste lunghe. In compenso è un compagno straordinario per chi ha tempo e vuole un animale presente: partecipa a tutto, impara in fretta e non si annoia se gli si dà qualcosa da fare.
Vive in verticale, e apre le porte
La FIFe lo descrive senza giri di parole: salta e si arrampica su e dentro tutti i mobili, apre porte e sportelli. Non è un’esagerazione da scheda di razza, è la prima cosa che nota chi ne accoglie uno. Un abissino sceglie il punto più alto della stanza: sopra gli armadi, sopra le porte, in cima alla libreria, e considera qualunque maniglia un problema da risolvere. Una casa senza percorsi in alto diventa una casa in cui salta sui mobili che ti servono.
La risposta non è impedirglielo ma offrirgli alternative migliori. Un albero per gatti da 143 centimetri vicino a una finestra e un percorso di mensole da parete per gatti che colleghi due punti alti spostano l’attività dove non dà fastidio. Le ragioni per cui il gatto cerca sistematicamente l’altezza, e i criteri per decidere quali superfici lasciargli e quali no, sono raccolte in perché il gatto sale sui mobili, e qui valgono più che in qualunque altra razza.
Con le persone, i bambini e gli altri animali
L’abissino è socievole e curioso, e in genere non ha il problema della diffidenza verso gli estranei che caratterizza altre razze: tende ad andare a vedere chi è arrivato invece di sparire. Con i bambini funziona bene proprio per la vivacità, a patto che valgano le regole di sempre, cioè vie di fuga sempre disponibili e nessun obbligo di farsi prendere in braccio, come descritto in il gatto e i bambini.
Con altri animali la FIFe segnala un dettaglio utile: va d’accordo con gli altri, ma tende a dominare. Tradotto, in una casa con più gatti l’abissino occupa i posti migliori, arriva primo alla ciotola e decide i tempi del gioco, e un coinquilino timido può finire schiacciato senza che ci sia mai un litigio vero. Servono risorse abbondanti e distribuite, e una presentazione fatta per gradi come spiegato in come presentare due gatti.
Che cosa succede quando si annoia
Un abissino privo di stimoli non diventa un gatto tranquillo: diventa un gatto che si inventa un lavoro. Aprire i pensili della cucina, far cadere oggetti dai ripiani, rovistare nei cestini, mordicchiare le persone che passano, correre di notte. Sono tutti comportamenti normali per la specie che in questa razza compaiono prima e con più intensità, semplicemente perché il serbatoio di energia è più grande. La noia si vede negli oggetti prima ancora che nel gatto.
La contromisura non è la sgridata, che non insegna nulla e peggiora il rapporto, ma l’organizzazione della giornata: due o tre sessioni di gioco interattivo, cibo distribuito in punti diversi della casa e qualcosa da smontare o esplorare. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto mettono fra i pilastri l’opportunità di esprimere il comportamento predatorio, e in questa razza è la voce che pesa di più.