Accessori consigliati per l’Abissino

Foto: Karin Langner-Bahmann · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Il criterio: altezza, solidità, niente fronzoli
Con questa razza si compra poco e si compra solido. Il primo criterio è l’altezza, perché un abissino usa lo spazio in verticale e ignora quasi tutto quello che sta a venti centimetri da terra. Il secondo è la stabilità: un gatto atletico che salta da un metro e mezzo scarica una forza notevole su una piattaforma, e una struttura che oscilla viene abbandonata. Il terzo è la sicurezza, cioè niente parti staccabili, fili liberi o imbottiture sfilacciabili.
Fuori da questi tre filtri l’elenco delle cose davvero necessarie si accorcia parecchio: una struttura verticale, due formati di tiragraffi, una lettiera curata, acqua fresca, un punto caldo per dormire e un trasportino serio. Tutto il resto va aggiunto guardando il singolo gatto. Un accessorio che il tuo abissino ignora non è un affare mancato: è denaro speso per l’arredamento, e con questa razza succede spesso, perché sceglie da solo dove stare e non cambia idea per farti contento.
Verticalità e tiragraffi
La spesa più utile è la struttura più alta che la stanza consente. Un albero per gatti da 143 centimetri offre piattaforme larghe abbastanza da contenere un adulto sdraiato e punti di osservazione a quote diverse, che è esattamente quello che questo gatto cerca, mentre un percorso di mensole da parete per gatti aggiunge metri utilizzabili senza occupare pavimento. Il confronto fra le tipologie e i criteri di scelta sono nella guida ai migliori tiragraffi per gatti.
Sul graffio servono due formati. Un tiragraffi verticale in sisal da 80 centimetri copre il gatto che si allunga in piedi, mentre un cartone orizzontale copre quello che graffia da sdraiato, e i due comportamenti convivono nello stesso animale. Con un abissino conviene anche un modello con pista e pallina, che unisce graffio e gioco autonomo: la posizione resta comunque più importante del modello, e va scelta dove il gatto passa davvero.
Lettiera e gestione quotidiana
La vaschetta va scelta lunga almeno una volta e mezza il gatto senza la coda, aperta se il soggetto rifiuta i modelli chiusi, e messa in un punto tranquillo ma con due vie d’uscita. Sul substrato la scelta è personale: una lettiera vegetale da 20 litri è leggera da movimentare e ha poca polvere, l’agglomerante classico controlla meglio gli odori. Il confronto completo fra i materiali è nella guida alle migliori lettiere per gatti.
Sugli attrezzi la differenza la fa una paletta in alluminio a fori larghi, che setaccia in fretta senza piegarsi sotto il peso del granulato e rende meno faticoso il passaggio quotidiano, che è l’unica cosa che previene i rifiuti. In una casa con più gatti la regola resta una vaschetta a testa più una, distribuite in stanze diverse e mai in fila lungo la stessa parete, perché due lettiere affiancate contano come una sola.
Acqua, riposo e trasporto
Con una razza predisposta ai problemi renali, l’acqua merita un accessorio dedicato: una fontanella da 2,5 litri aumenta le occasioni di bere nei gatti che preferiscono l’acqua in movimento, a patto che si smonti facilmente per il lavaggio settimanale, perché una fontana lavata male è peggio di una ciotola pulita. L’acciaio ha il vantaggio di non trattenere gli odori e di reggere il lavaggio frequente meglio della plastica, che si graffia e diventa difficile da igienizzare.
Per il riposo bastano due o tre punti in stanze diverse, tutti lavabili, di cui almeno uno caldo: un’amaca da termosifone è la soluzione che questa razza usa di più d’inverno, perché unisce calore e posizione elevata. Sul trasporto vale la regola generale, cioè un modello rigido apribile dall’alto e scelto sulla visita più difficile e non sul viaggio più comodo: il confronto per taglia e tipo di spostamento è nella guida ai migliori trasportini per gatti.