Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Nebelung

Foto: Nebelung · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Un appetito più grande del gatto che lo porta
Il nebelung è un gatto di taglia media, muscoloso ma leggero di ossatura, con un appetito che non corrisponde alle sue dimensioni. È il tratto che il GCCF segnala come il rischio numero uno della razza, e chi ci vive lo conferma: il gatto chiede, chiede in modo garbato e insistente, e la persona cede. Da lì alla ciotola sempre piena il passo è breve. La razione giusta è quella che tiene stabile il peso, non quella stampata sulla confezione.
Le indicazioni sui sacchi sono medie di popolazione, calcolate su un adulto sterilizzato di attività moderata, e vanno usate come punto di partenza. Il metodo che funziona è pesare il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia, annotare il numero, valutare la condizione corporea con le mani e correggere del dieci per cento alla volta, aspettando qualche settimana prima di giudicare. Il procedimento completo, con le quantità di riferimento, è descritto in quanto deve mangiare un gatto.
Il momento in cui quasi tutti ingrassano
La sterilizzazione abbassa il fabbisogno energetico in modo netto e immediato, e il momento in cui la maggior parte dei gatti comincia a mettere su peso è esattamente quello. La razione va ridotta subito, nelle settimane dell’intervento, e non quando il sovrappeso è già visibile: recuperare dopo richiede mesi di gestione, mentre prevenire richiede solo di pesare il cibo. Due o tre pasti misurati al giorno funzionano molto meglio della ciotola libera, che è il modo più semplice per accumulare grammi senza accorgersene.
L’altro passaggio critico è il primo anno. Un gattino cresce in fretta e va nutrito di conseguenza, ma la transizione all’alimento per adulti si fa in genere entro i dodici mesi, salvo indicazione diversa del veterinario. Il mantello, in questa razza, continua a svilupparsi più a lungo del corpo, e vedere un giovane adulto ancora un po’ spoglio non è un motivo per aumentare le porzioni: il pelo definitivo arriva con i mesi e con la stagione, non con le calorie in più.
Il pelo che nasconde i chili
Il doppio mantello del nebelung sta staccato dal corpo e la lunghezza media aggiunge volume, il che rende la valutazione a occhio del tutto inaffidabile. Il controllo va fatto con le mani: le coste devono essere palpabili sotto uno strato sottile, la vita deve vedersi dall’alto quando si scosta il pelo, il profilo laterale non deve essere convesso. In un gatto che pesa quattro chili, trecento grammi in più sono una quota enorme del peso corporeo, e a occhio non si vedono affatto.
Il sovrappeso nel gatto non è un problema estetico. È il principale fattore di rischio modificabile per il diabete, peggiora l’artrosi, che resta silenziosa per anni, e compromette la toelettatura: un gatto che non arriva più alla parte posteriore del corpo sviluppa un mantello opaco e nodi proprio dove sono più fastidiosi. Far dimagrire un gatto, poi, è lento e va fatto sotto controllo veterinario, perché un calo troppo rapido può innescare una lipidosi epatica: molto meglio non farlo ingrassare, distribuendo il cibo in più punti della casa e facendo precedere il pasto da qualche minuto di gioco, magari con qualche foglia di erba gatta canadese per rendere interessante un giocattolo trascurato.
Vale anche il contrario, e in questa razza è più insidioso. Un dimagrimento lento sotto un mantello denso passa inosservato per mesi, e quando diventa visibile la perdita è già importante. È il motivo per cui il numero sulla bilancia, annotato con regolarità, vale più di qualunque impressione: trasforma una sensazione in una curva, che è l’unico dato con cui un veterinario può lavorare davvero quando qualcosa comincia a cambiare.
Acqua e umido, la parte che si dimentica
Il gatto ricava tradizionalmente l’acqua dalla preda e beve poco spontaneamente. Una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, e molti soggetti compensano male: alzare la quota di umido resta il modo più efficace per aumentare l’apporto idrico complessivo. L’umido ha anche un vantaggio pratico su un gatto che tende a ingrassare, perché a parità di volume nella ciotola porta meno calorie. Il confronto onesto fra i due formati è in crocchette o umido per il gatto.
Sull’acqua contano il numero e la posizione delle ciotole più della loro forma: lontane dal cibo e dalla lettiera, distribuite in più stanze, riempite ogni giorno. Se il gatto mostra interesse per l’acqua in movimento, una fontanella in acciaio da 2,6 litri aumenta davvero le occasioni di bere, e l’acciaio si lava meglio della plastica. Il criterio vero di scelta è la facilità di smontaggio: una fontana lavata male è peggio di una ciotola pulita ogni mattina.
Attenzione a non confondere una buona idratazione con un consumo eccessivo. Un gatto che comincia a bere molto più del solito, che svuota le ciotole e cerca acqua ovunque, va portato dal veterinario: è uno dei primi segnali di malattia renale, diabete e ipertiroidismo, e in questa razza il primo della lista merita attenzione. La soglia oltre la quale il consumo smette di essere una variazione normale, con gli esami da fare, è descritta in il gatto beve troppo.