Gioco e stimoli consigliati per il Nebelung

Foto: Nebelung · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Qui il gioco è anche prevenzione
In molte razze il gioco è arricchimento; in questa è anche gestione del peso. Un gatto tranquillo, casalingo e con un appetito vivace ha bisogno di due sessioni quotidiane per bruciare quello che mangia, e non è un consiglio generico: è la contromisura più economica che esista contro il problema sanitario numero uno della razza. Dieci minuti due volte al giorno valgono più di un’ora concentrata nel fine settimana, per il peso come per l’umore.
Il momento migliore è prima dei pasti, perché ricalca la sequenza naturale della caccia: individuazione, appostamento, inseguimento, cattura, e subito dopo il pasto. Una sessione che finisce con una preda catturata e con la ciotola chiude il ciclo e lascia un gatto rilassato; una sessione interrotta a metà, con il gioco che sparisce nell’armadio mentre l’animale è ancora eccitato, produce frustrazione e a volte morsi. Le linee guida AAFP e ISFM mettono l’opportunità di esprimere il comportamento predatorio fra i pilastri di un ambiente sano.
La bacchetta, usata come si deve
La bacchetta con le piume resta lo strumento migliore perché mette distanza fra la mano e i denti e permette di controllare il ritmo. Va mossa come si muove una preda: a scatti, in fuga, sparendo dietro un mobile, con pause di appostamento, e mai agitata davanti al muso. Il gatto deve poter avvistare, avvicinarsi, restare in agguato e infine afferrare qualcosa di concreto. Un set di bacchette e giochi con piume permette di alternare i pezzi e di scoprire quale movimento preferisce.
Due avvertenze contano più di qualunque tecnica. Le bacchette con fili, nastri e piume vanno riposte dopo l’uso, perché il filo ingerito è una delle emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto. E il puntatore laser va usato con cautela o evitato, perché non permette nessuna cattura reale e in molti soggetti genera frustrazione; se proprio lo si usa, va chiuso facendolo atterrare su un oggetto fisico che il gatto possa prendere fra le zampe.
Vale anche la regola di tenere le mani fuori dal gioco fin dall’inizio. Un gattino a cui si lasciano mordere le dita diventa un adulto che considera le mani una preda legittima, e correggerlo dopo costa molto più che impostarlo bene subito: il percorso, con i tempi realistici, è descritto in il gattino morde le mani. In un gatto riservato, poi, il gioco con le mani è anche il modo più rapido per rendere ambigua la vicinanza fisica.
Che cosa lasciare a terra per le ore in cui non ci sei
Il gioco autonomo non sostituisce quello interattivo, ma riempie le ore vuote. Funzionano gli oggetti che si muovono da soli, come una palla interattiva a movimento automatico, i tunnel in cui nascondersi e i contenitori da cui estrarre il cibo. La regola è ruotare: tre o quattro giochi alla volta, cambiati ogni pochi giorni, perché un oggetto sempre disponibile smette di essere un gioco e diventa arredamento nel giro di una settimana.
I giochi di manipolazione, cioè quelli che rilasciano cibo quando vengono spinti o ruotati, spostano una parte della razione dalla ciotola all’attività e sono particolarmente utili in un gatto sedentario. Vanno introdotti facili, altrimenti vengono abbandonati e non ripresi. Anche l’erba gatta va provata senza aspettative, perché la reazione dipende da un tratto ereditario e una quota consistente di adulti non risponde affatto: qualche foglia di erba gatta canadese sfregata su un tiragraffi ignorato è il modo più rapido per farlo adottare.
Se smette di giocare, non è il carattere
Un nebelung adulto che perde interesse per il gioco sta segnalando qualcosa, e la spiegazione caratteriale è quasi sempre la più comoda e la meno probabile. Prima di accettarla conviene escludere dolore, sovrappeso, problemi articolari e alterazioni metaboliche, tutte cose che riducono l’attività in modo lento e silenzioso. La casistica completa, comprese le cause ambientali e comportamentali, è raccolta in perché il gatto non gioca, ed è la prima cosa da leggere quando il cambiamento dura più di due settimane.
L’estremo opposto è il gatto che si accende alle undici di sera e gira per casa a tutta velocità. Non è un disturbo del sonno, è energia non spesa che trova l’unica finestra libera della giornata, e la soluzione è spostare il gioco, non aumentarlo: una sessione impegnativa in tarda serata seguita dal pasto principale in genere risolve in una decina di giorni. Le altre contromisure sono descritte in perché il gatto corre di notte.