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Cura del pelo e salute del Nebelung

Nebelung grigio a pelo semilungo in giardino

Foto: Nebelung · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

Un semilungo che non si comporta come quello del persiano

Il mantello del nebelung è doppio, di media lunghezza sul corpo e più lungo sulla coda, con una gorgiera al collo e una culotte sui posteriori. La differenza con un pelo lungo da persiano è sostanziale e va detta subito, perché è il motivo principale per cui questa razza è gestibile: la tessitura è serica e scorrevole, non lanosa, e non si infeltrisce come quella del persiano. Nessuno deve mettere in conto toelettature professionali periodiche né rasature di emergenza.

Questo non significa che non serva nulla. TICA è chiara: la pettinatura regolare è obbligatoria per prevenire nodi e per togliere il pelo morto, e in pratica due o tre passaggi alla settimana bastano quasi sempre, con una frequenza maggiore nelle settimane di muta. Serve un pettine a denti larghi per aprire e uno più fitto per rifinire, mentre le spazzole a setole passano sopra il sottopelo senza rimuoverlo. Una spazzola con pettine per cani e gatti copre entrambe le funzioni.

Dove si annoda, e perché il pelo ingerito conta

I nodi non nascono dove il pelo è più lungo, nascono dove c’è attrito e dove il gatto non arriva a leccarsi: ascelle, inguine, dietro le orecchie e alla base della coda. Sono anche i punti che la mano di chi pettina salta più facilmente, perché sono scomodi. Il modo di lavorare che funziona è sempre lo stesso: pochi minuti, spesso, con il gatto rilassato, invece di una seduta lunga quando il nodo si è già formato e la manipolazione è diventata dolorosa.

Un mantello semilungo significa anche più pelo che finisce nello stomaco. Vomitare un bolo ogni tanto è comune, vomitare spesso non lo è, e la distinzione conta perché il vomito frequente il più delle volte non c’entra con il pelo: la casistica è riassunta in i boli di pelo nel gatto. Pettinare resta la contromisura più efficace, e ha il vantaggio collaterale di far scoprire noduli, croste e zone dolenti settimana dopo settimana.

Va guardata anche la pelle sotto. Una perdita di pelo diffusa nei cambi di stagione è fisiologica, una caduta a chiazze con croste o arrossamenti no, così come non è normale un gatto che si spela leccandosi sempre nello stesso punto. Le cause possibili sono molte, dai parassiti esterni alle allergie fino alle malattie ormonali, e vanno viste dal veterinario invece che aspettate, perché un mantello denso nasconde a lungo sia i noduli sia il dimagrimento.

Nessun test genetico di razza: che cosa chiedere allora

Qui va detta una cosa che gli annunci di vendita omettono al contrario. Nel nebelung, come nel russo blu da cui deriva, non esiste a oggi un test genetico di razza per una malattia ereditaria specifica, come sono invece la mutazione MYBPC3 per il maine coon o le malattie da accumulo del korat. Il GCCF descrive la razza come robusta e senza patologie correlate note. Assenza di test non significa assenza di rischi: significa che non esiste una scorciatoia documentale.

Il peso si sposta quindi tutto sulla trasparenza dell’allevamento, che in una razza rara conta doppio. Quello che un allevatore serio mostra senza farsi chiedere è il libretto sanitario dei riproduttori, il profilo vaccinale e le sverminazioni della cucciolata, l’ecocardiografia dei genitori fatta da un cardiologo, e la storia delle linee: di che cosa sono morti i nonni e a che età. Un venditore che risponde soltanto che la razza è sana sta pronunciando l’unica frase che nessun allevatore può garantire.

C’è poi la questione della consanguineità, che in una popolazione piccola non è un dettaglio teorico. Chiedere il coefficiente di consanguineità della cucciolata, o almeno se e come vengono usati gli incroci ammessi con il russo blu, distingue in due minuti chi lavora sulle linee da chi accoppia i due gatti che ha in casa. È la domanda più utile che si possa fare in questa razza, e va fatta prima di vedere le foto dei gattini, non dopo.

Peso, glicemia e le voci ordinarie del libretto

La questione sanitaria più concreta di questa razza non è ereditaria in senso stretto: è il peso. Il nebelung ha un appetito vivace e una vita casalinga tranquilla, e il GCCF segnala proprio l’appetito vorace come il rischio principale, quello che trasforma un gatto elegante in un gatto grasso. Il mantello che sta staccato dal corpo peggiora l’inganno, perché nasconde i primi due chili di troppo meglio di qualunque pelo corto aderente. Il controllo si fa con le mani, non a occhio.

Il motivo per cui vale la pena insistere è che sul russo blu, cioè sulla popolazione da cui il nebelung deriva, i dati assicurativi svedesi pubblicati sul Journal of Veterinary Internal Medicine hanno rilevato un’incidenza di diabete mellito nettamente più alta della media felina. Sul nebelung non esistono studi e sarebbe scorretto trasferire un numero: quello che si può dire è che il fattore di rischio modificabile resta il peso, e che ci si agisce con la razione e con due sessioni di gioco al giorno, aiutandosi con una palla interattiva a movimento automatico nelle ore vuote. I segnali da sorvegliare sono descritti in il diabete del gatto.

Per il resto il programma è quello di qualunque gatto: profilo vaccinale aggiornato sul rischio reale di esposizione, controllo dei parassiti, visita annuale da adulto e semestrale dopo i sette anni, con esami del sangue e delle urine di base. La bocca è il capitolo più trascurato, perché gengiviti e riassorbimenti dentali producono un dolore cronico silenzioso che si manifesta con segnali minimi, come masticare da un lato solo: la casistica è in i denti del gatto.

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