Carattere e convivenza in famiglia dell’Exotic Shorthair

Foto: Jacklee · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Un persiano con qualche molla in più
La CFA descrive l’Exotic come dolce, affettuoso e tranquillo, con un temperamento simile a quello del persiano ma un po’ più attivo e giocoso, eredità della componente a pelo corto rimasta nelle prime generazioni. Nella pratica significa un gatto che sale su una sedia o su un tavolo basso senza pensarci, che risponde a una bacchetta con più prontezza e che poi, esattamente come il persiano, si sistema addosso a qualcuno e ci resta per ore.
Questa differenza di qualche grado va presa per quello che è. Non stiamo parlando di un abissino: resta un gatto raccolto, poco atletico, costruito per stare in casa e per muoversi su distanze corte. Chi cerca un compagno che apra gli sportelli e faccia percorsi verticali complicati sbaglia razza; chi cerca presenza costante e attività moderata trova quasi sempre quello che sperava, purché non confonda la calma con l’assenza di bisogni.
Parla con gli occhi, non con la voce
C’è una frase nella scheda di razza della CFA che vale la pena tenere a mente: questi gatti ti parlano con i loro grandi occhi più che con la voce, e sentirai le fusa molto più spesso di un miagolio. È una razza silenziosa, e in condominio è un vantaggio. Ha però un costo pratico: i suoi segnali passano inosservati più facilmente, e un gatto che non protesta è un gatto che nasconde bene il fastidio e il dolore.
A complicare le cose c’è il muso appiattito, che rende meno leggibile l’espressione facciale rispetto a un gatto dal muso normale. Restano la postura, la posizione delle orecchie e soprattutto il cambiamento di abitudini rispetto alle settimane precedenti. Nemmeno le fusa sono un indicatore affidabile di benessere, perché compaiono anche in situazioni di stress e di malattia: la questione è spiegata in le fusa quando il gatto sta male, e in questa razza conviene averla presente.
Con bambini, cani e altri gatti
La tolleranza è reale e la CFA lo indica come compatibile con bambini e altri animali, ma proprio perché reagisce poco va protetto. Un gatto che si allontana invece di difendersi, e che non ha la struttura per sottrarsi saltando in alto, ha bisogno di vie di fuga raggiungibili a un metro da terra e di un posto in cui nessuno lo insegue. Le regole di base restano quelle descritte in il gatto e i bambini, applicate con più attenzione del solito.
Con un secondo gatto conta il ritmo più del sesso o dell’età. Un giovane iperattivo in casa con un Exotic adulto produce una pressione costante che il residente subisce in silenzio per mesi. L’inserimento va fatto per gradi, con separazione iniziale, scambio di odori e risorse doppie, seguendo la procedura descritta in come presentare due gatti; nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo senza sostituire la gestione degli spazi.
Il contatto quotidiano fa parte del patto
Anche con il pelo corto, la convivenza con un Exotic prevede le mani addosso al gatto quasi tutti i giorni. Gli occhi vanno puliti, il muso asciugato dopo i pasti, le pieghe controllate, le unghie tagliate, il mantello pettinato una volta alla settimana come raccomanda la CFA. Un adulto che non si lascia toccare non è un carattere difficile, è un problema sanitario che si è lasciato crescere, e che da adulto si risolve molto peggio di quanto si prevenga da gattino.
Conviene trasformare la manutenzione in una routine fissa invece che in un’emergenza settimanale. Stessa ora, stesso posto, sessioni corte che finiscono prima che il gatto si stanchi, un set pettine e spazzola tenuto in vista e non nascosto in un cassetto. Un gatto abituato così arriva anche in ambulatorio in condizioni diverse, e in una razza che dal veterinario ci va più della media questa è una differenza che si accumula per quindici anni.