Gioco e stimoli consigliati per l’Exotic Shorthair

Foto: Jacklee · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Più vivace del persiano, ma su distanze corte
La CFA descrive l’Exotic come un po’ più attivo e giocoso del persiano, ed è una differenza che si vede soprattutto nei primi anni. Resta però un gatto raccolto, che lavora bene su distanze brevi e male sugli inseguimenti lunghi. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano la possibilità di esprimere il comportamento predatorio, e la sequenza è la stessa di tutti i gatti: individuazione, appostamento, inseguimento, cattura. Cambia l’ampiezza, non la motivazione.
L’errore tipico è concludere che non gioca dopo due tentativi fatti con lo strumento sbagliato. Un topo di peluche lanciato in fondo al corridoio non ottiene niente; una bacchetta mossa lentamente a trenta centimetri dal muso, con pause di appostamento e l’oggetto che sparisce dietro un bordo e riappare, quasi sempre sì. La differenza sta nella velocità e nella distanza, non nella quantità di giocattoli che ci sono in casa.
Bacchette, sessioni corte e due regole di sicurezza
La formula che funziona è cinque minuti due o tre volte al giorno, sempre agli stessi orari, sul pavimento. Un set di bacchette e giochi con piume permette di controllare il ritmo e tiene le mani lontane dai denti, e la regola resta muovere la preda lontano dal gatto e mai verso di lui. Ogni sessione va chiusa con una cattura riuscita, seguita possibilmente da un piccolo pasto: è quello che completa il ciclo e porta al riposo invece che all’eccitazione.
Le due avvertenze di sicurezza contano più di qualunque consiglio tecnico. Fili, nastri e piume vanno riposti dopo l’uso, perché l’ingestione di materiale filiforme è una delle emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto. E il puntatore laser va evitato o usato con molta cautela, perché non consente nessuna cattura reale e genera frustrazione; se proprio lo si usa, va chiuso facendolo atterrare su un oggetto fisico che il gatto possa prendere davvero.
Scatole, tunnel e olfatto: l’arricchimento che non affatica
Con un gatto poco motorio la leva più efficace è l’olfatto, ed è anche uno dei cinque pilastri delle linee guida internazionali. Scatole di cartone nuove, sacchetti di carta, qualche crocchetta nascosta in punti diversi della casa e un tunnel pieghevole da 130 centimetri riempiono la giornata senza chiedere un solo salto. Le ragioni per cui il gatto ama le scatole valgono in tutte le razze, e qui hanno il vantaggio di costare zero.
Il graffio rientra nello stesso capitolo, perché serve anche a lasciare segnali visivi e olfattivi. Un Exotic graffia meno di un gatto atletico e preferisce quasi sempre i supporti orizzontali: un tiragraffi in cartone ondulato appoggiato accanto al punto di riposo viene usato molto più di un palo alto relegato in un angolo. Il tiragraffi va dove passa il gatto, non dove sta bene all’arredamento, ed è la ragione per cui tanti restano nuovi per anni.
Il respiro durante il gioco è un parametro
In questa razza il gioco è anche un test. Un gatto sano si stanca e si ferma, poi riparte; un gatto con vie aeree compromesse comincia a respirare rumorosamente dopo pochi minuti, tiene la bocca socchiusa, si sdraia sul fianco per riprendere fiato. Il rumore respiratorio sotto sforzo non è entusiasmo ed è la ragione per cui vale la pena guardare il gatto mentre gioca invece che guardare solo il gioco.
Allo stesso modo, un adulto che smette del tutto di rispondere agli stimoli non sta diventando tranquillo con l’età. Prima di attribuirlo al temperamento vanno esclusi il dolore articolare, il sovrappeso, i problemi oculari che rendono faticoso seguire con lo sguardo un oggetto in movimento rapido e appunto le difficoltà respiratorie, che in questa razza vanno sempre nella lista. La casistica completa, con le cause mediche e quelle ambientali, è raccolta in perché il gatto non gioca, e conviene leggerla prima di rassegnarsi.