Maobau

Cura del pelo e salute dell’Exotic Shorthair

Exotic Shorthair grigio e bianco seduto in casa

Foto: Jacklee · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Pelo corto non vuol dire senza manutenzione

L’equivoco che accompagna questa razza è tutto qui. Lo standard CFA descrive un mantello denso, folto e di lunghezza media, sollevato dal corpo da un sottopelo ricco: è più corto di quello del persiano, non è un pelo raso. La CFA indica la pettinatura come necessaria per gestire la perdita e mantenere il mantello in ordine, con una passata alla settimana sufficiente per gran parte dell’anno e una frequenza maggiore nei periodi di muta. Il risparmio è di tempo, non di attenzione.

Serve un pettine metallico che arrivi al sottopelo, perché le spazzole a setole lisciano la superficie e lasciano intatto lo strato che si compatta davvero; un set pettine e spazzola per sottopelo basta per tutta la vita del gatto. I nodi veri sono rari ma non impossibili nelle zone di attrito, cioè ascelle, inguine e base della coda. La caduta stagionale è normale, mentre chiazze, croste e prurito non lo sono: le cause sono quelle elencate in perché il gatto perde il pelo e vanno viste dal veterinario.

Brachicefalia: respiro, occhi e denti

L’Exotic ha lo stesso cranio del persiano, quindi ha gli stessi problemi. Cats Protection lo include esplicitamente fra le razze brachicefale, insieme a persiano, himalayano, british e scottish fold, e riconduce a quella conformazione quattro ordini di guai: la sindrome ostruttiva delle vie aeree dei brachicefali, l’affollamento dentale con conseguente malattia parodontale, l’infiammazione delle pieghe cutanee e la difficoltà a chiudere bene le palpebre su occhi grandi e sporgenti. Il russare non è un tratto di razza: è un segno respiratorio.

Sul fronte oculare la conseguenza più visibile è la lacrimazione continua. I dotti lacrimali corti e deformati non drenano nel naso, le lacrime scendono sul pelo e nei soggetti chiari lasciano le classiche macchie brune; la pelle che resta sempre bagnata si irrita e può ulcerarsi. La pulizia va fatta ogni giorno con garze o salviette senza alcol, una per occhio, asciugando dopo. La chiusura palpebrale incompleta espone inoltre la cornea, e un occhio socchiuso o improvvisamente opaco è un motivo per andare dal veterinario in giornata.

La bocca chiude il quadro. Un cranio accorciato non riduce il numero dei denti, che si affollano e si allineano male, e la malattia parodontale diventa quasi una regola con l’età. L’igiene orale va impostata da gattino, con le tappe e gli strumenti descritti in i denti del gatto, e i controlli della bocca vanno inseriti nella visita annuale. È il capitolo su cui si può fare di più, perché il tartaro si previene meglio di quanto si curi.

PKD: il test genetico e l’ecografia

La malattia del rene policistico è la patologia ereditaria che pesa di più su questa razza. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis la riconduce a una variante del gene PKD1 a trasmissione autosomica dominante ed elenca l’Exotic Shorthair fra le razze in cui il test va fatto, insieme al persiano e ai suoi derivati. Basta una copia per essere malati: un soggetto N/P svilupperà la malattia e la trasmetterà a circa metà dei figli, mentre il genotipo P/P è considerato letale.

Le cisti compaiono presto, spesso prima dei dodici mesi, mentre l’insufficienza renale arriva molto più tardi: è una nefropatia a esordio tardivo, e un gatto giovane con le cisti sta benissimo. Il test genetico e l’ecografia non sono alternativi ma complementari. Uno studio su settanta gatti fra persiani ed exotic esaminati fra la decima e la quattordicesima settimana di vita ha trovato cisti all’ecografia nel 41,4% dei soggetti e positività genetiche nel 37,1%, con alcuni animali positivi a un esame e negativi all’altro.

Nella pratica quotidiana questo significa due cose. La prima è che i referti dei riproduttori vanno chiesti prima di scegliere il gattino. La seconda è che in un gatto predisposto alla nefropatia l’apporto idrico conta davvero, tutti i giorni: più alimento umido, più punti di abbeverata, e per i soggetti attratti dall’acqua in movimento una fontanella in acciaio da 2,6 litri. Il quadro clinico della malattia, con i segnali da riconoscere, è descritto in la malattia renale del gatto.

Le altre voci del libretto: retina e cuore

La UC Davis elenca per l’Exotic Shorthair anche il test per l’atrofia progressiva della retina di tipo PRA-pd, una forma ereditaria recessiva descritta nel persiano che porta alla cecità. Essendo recessiva basta non accoppiare mai due portatori, quindi si gestisce con un tampone e un po’ di attenzione nel programma di riproduzione. Non è una voce drammatica come la PKD, ma è un esame in più che un allevamento serio ha già fatto e che sa spiegare.

Sul cuore la razza rientra nella predisposizione descritta per il persiano dal Cornell Feline Health Center. Per questo gruppo non esiste un test genetico validato come quello del Maine Coon, quindi lo strumento è l’ecocardiografia, indicata quando compaiono segni sospetti e prima di un’anestesia. Un gatto senza soffio non è un gatto sano dal punto di vista cardiaco, e la cardiomiopatia ipertrofica resta silenziosa fino allo scompenso o al tromboembolo. Nel resto della sorveglianza servono controlli annuali, peso sotto controllo e una cuccia morbida e lavabile in un punto tranquillo dove osservare il respiro a riposo.

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