Alimentazione e fabbisogni nutrizionali dell’Exotic Shorthair

Foto: Jacklee · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
La prima variabile è meccanica, non nutrizionale
Prima ancora di scegliere la marca conviene guardare come questo gatto prende il cibo. Una mandibola corta e denti affollati rendono difficile afferrare una crocchetta tonda da una superficie piana, e molti soggetti la spingono fuori dalla ciotola prima di riuscirci, oppure mangiano di lato usando i premolari. Il problema è la presa, non l’appetito, e le crocchette schiacciate o a ciambella pensate per i musi corti risolvono spesso una situazione che si attribuiva alla schizzinosità.
La ciotola conta quanto il contenuto. Va bassa, larga e con i bordi svasati, in ceramica o acciaio, perché un contenitore profondo obbliga il muso a immergersi, bagna il pelo attorno alla bocca e peggiora le macchie che la lacrimazione già produce. Dopo il pasto una passata con una garza umida sul muso è parte della routine, non un vezzo estetico, e nei soggetti a mantello chiaro fa la differenza fra una faccia pulita e una perennemente segnata.
Acqua e umido in una razza con i reni fragili
In un gatto predisposto per via ereditaria alla malattia renale l’apporto idrico smette di essere un dettaglio. Il gatto beve poco per natura e una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare, cosa che molti soggetti fanno male. Aumentare la quota di alimento umido è il modo più efficace di alzare l’acqua introdotta ogni giorno, e il confronto onesto fra le due opzioni, con i vantaggi e i limiti di ciascuna, è in crocchette o umido per il gatto.
Sull’acqua contano il numero e la posizione dei punti più della loro forma: lontani dal cibo, lontani dalla lettiera, distribuiti in stanze diverse e riempiti ogni giorno. Per i soggetti attratti dall’acqua corrente una fontana da 2,5 litri aumenta le occasioni di bere, ma il criterio di scelta è la manutenzione: quanti pezzi si smontano davvero e quanto è facile trovare i filtri. Una fontana lavata male è peggio di una ciotola pulita ogni mattina.
Il peso in un gatto che si muove poco
L’Exotic è poco atletico per costruzione, e questo lo espone al sovrappeso più di una razza da appartamento qualsiasi. Le linee guida AAHA e AAFP sulle fasi della vita distinguono il gattino fino a un anno, il giovane adulto da uno a sei, l’adulto maturo da sette a dieci e il senior oltre i dieci, e a ogni passaggio il fabbisogno cambia. Continuare a dare a sette anni la stessa razione che si dava a due è l’errore più comune, e il metodo per correggerla è in quanto deve mangiare un gatto.
Il controllo si fa con le mani e con la bilancia. Le coste devono essere palpabili sotto una copertura sottile, la vita visibile dall’alto, il profilo laterale non convesso; una pesata al mese sulla stessa bilancia intercetta le derive prima che diventino chili. In un brachicefalo ogni chilo di troppo pesa sul respiro oltre che sulle articolazioni, perché riduce ulteriormente l’efficienza di un apparato già penalizzato, e aumenta il rischio metabolico esattamente come in qualunque altro gatto.
L’altra metà del lavoro è far muovere il gatto senza pretendere acrobazie. Distribuire il cibo in due o tre punti della casa obbliga a qualche spostamento in più, e una breve sessione di gioco prima del pasto principale sfrutta la sequenza naturale caccia, mangia, lava, dormi. Anche una palla interattiva a movimento automatico può innescare l’attività in un soggetto pigro, a patto che resti un complemento e non l’unico stimolo della giornata.
Meno pelo del persiano, boli comunque
Chi passa da un persiano a un Exotic si aspetta di aver chiuso il capitolo dei boli, e resta sorpreso. Il sottopelo è denso e la muta stagionale è abbondante, quindi la quantità di pelo ingerita durante la pulizia resta significativa. Il rimedio più efficace non è alimentare ma meccanico: il pelo tolto con il pettine non finisce nello stomaco. Le diete ricche di fibra e le paste al malto hanno un ruolo di supporto e vanno usate su indicazione veterinaria, non per abitudine.
La distinzione utile è fra un vomito occasionale con un bolo, che rientra nella norma, e un vomito frequente, che con il pelo non c’entra quasi mai e merita accertamenti. Il quadro completo, compresi i segnali che fanno sospettare un’ostruzione, è in i boli di pelo nel gatto. Se i boli aumentano all’improvviso, la prima cosa da controllare non è l’alimento ma da quanto tempo il gatto non viene pettinato, e la seconda è se la muta stagionale è appena cominciata: due domande che risolvono la maggior parte dei casi senza cambiare niente nella ciotola.