Maobau

Gattini e riproduzione dell’Exotic Shorthair

Exotic Shorthair grigio e bianco seduto in casa

Foto: Jacklee · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

I referti che un allevamento deve mostrarti

La distinzione fra un allevamento e un rivenditore si fa con i documenti, non con le fotografie. Vanno chiesti il pedigree di un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni e soprattutto i referti dei due riproduttori. Un allevamento serio testa e mostra i referti senza che tu debba insistere e senza spiegazioni sul perché nel suo caso non servano. Il referto è un documento di laboratorio con nome del gatto, microchip e genotipo, non una frase al telefono.

I test da chiedere per questa razza sono due, più un esame. Il primo è il test genetico per la variante PKD1 del rene policistico, che la UC Davis raccomanda esplicitamente per l’Exotic Shorthair: il genotipo N/N indica un soggetto libero, N/P un soggetto affetto che trasmette a metà dei figli, mentre P/P è considerato letale. Il secondo è il test per l’atrofia progressiva della retina PRA-pd, recessivo, che si gestisce evitando l’accoppiamento fra due portatori. L’esame è l’ecografia renale, che intercetta cisti anche in soggetti geneticamente negativi.

Guardare il muso dei genitori conta quanto i referti

C’è una seconda verifica che non è scritta su nessun documento: la conformazione dei riproduttori. Lo standard CFA fissa un limite esplicito, squalificando lo stop posizionato alla stessa altezza o più in alto del bordo superiore dell’occhio completamente aperto, e Cats Protection porta avanti una campagna perché l’allevamento dei gatti con tratti estremi venga regolamentato, inserendo l’Exotic fra le razze brachicefale a rischio. Il limite esiste ed è scritto: sta a giudici, allevatori e acquirenti applicarlo.

Tradotto in una visita all’allevamento significa quattro osservazioni concrete. Guardare i genitori mentre respirano da fermi e ascoltare se russano; verificare se gli occhi lacrimano di continuo e se il pelo del muso è macchiato; controllare che le narici siano aperte e non ridotte a due fessure; chiedere di vedere i gatti muoversi qualche minuto. Un gattino nato da soggetti con un muso meno estremo avrà quasi sempre meno problemi respiratori e oculari da adulto: è l’unica selezione che un acquirente può influenzare, scegliendo dove comprare e soprattutto dove non comprare.

Parto: la distocia nei brachicefali

La gestazione del gatto dura circa nove settimane e nella maggioranza dei casi il parto non richiede assistenza, ma nelle razze selezionate il quadro cambia. Lo studio classico di Gunn-Moore e Thrusfield pubblicato su Veterinary Record nel 1995, condotto su 2.928 cucciolate, ha rilevato distocia nel 5,8% dei parti complessivi contro lo 0,4% delle colonie di gatti non di razza, e ha trovato che i crani brachicefalici e dolicocefalici presentavano livelli di distocia significativamente più alti rispetto ai mesocefalici. La testa rotonda del gattino è parte del problema.

In pratica il veterinario va allertato prima della data prevista e non durante, e va concordato in anticipo dove andare di notte. Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre: all’uomo tocca garantire un ambiente caldo, riparato e silenzioso, e pesare i gattini ogni giorno alla stessa ora, perché la curva di crescita quotidiana è il primo indicatore che qualcosa non va. Una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo poco frequentato funziona meglio di qualunque struttura elaborata, e il passaggio al cibo solido segue i tempi descritti in lo svezzamento del gattino.

Quando arriva a casa

La finestra sensibile per la socializzazione del gatto si chiude presto, molto prima che nel cane, e un gattino cresciuto in una stanza isolata resta timoroso da adulto. In questa razza c’è un elemento in più: in quelle stesse settimane va abituato al pettine, alla pulizia degli occhi e alla manipolazione di zampe e bocca, perché sono operazioni che lo accompagneranno per tutta la vita. I passaggi utili, con le finestre temporali entro cui vanno fatti, sono elencati in la socializzazione del gattino.

Nei primi giorni conviene limitare lo spazio a una stanza con tutte le risorse e allargarlo per gradi, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando all’inizio lo stesso substrato dell’allevamento, come spiegato in la prima lettiera del gattino. Un trasportino morbido per il trasferimento va bene per il viaggio di arrivo, ma il modello rigido servirà comunque, e conviene comprarlo subito invece di scoprirlo il giorno della prima visita.

Select the fields to be shown. Others will be hidden. Drag and drop to rearrange the order.
  • Image
  • SKU
  • Rating
  • Price
  • Stock
  • Availability
  • Add to cart
  • Description
  • Content
  • Weight
  • Dimensions
  • Additional information
Click outside to hide the comparison bar
Compare