Exotic Shorthair: la vita in appartamento

Foto: Jacklee · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto d’interni, e non solo per abitudine
L’Exotic vive bene in appartamento e non ha alcun bisogno di uscire, ma la ragione non è caratteriale. Un apparato respiratorio penalizzato dalla conformazione del cranio, occhi sporgenti facilmente traumatizzabili e una struttura raccolta e poco veloce lo rendono un animale mal attrezzato per l’esterno libero. Il giardino non è un premio per questa razza: è un moltiplicatore di ferite oculari, parassiti e situazioni in cui il gatto deve correre e non ci riesce.
Questo non vuol dire che basti una casa qualunque. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto indicano cinque pilastri, fra cui un luogo sicuro e risorse multiple e separate: cibo, acqua, lettiere, punti da graffiare e zone di riposo distribuiti in stanze diverse invece che ammassati in un angolo. Conta la distribuzione più dei metri quadri, e vale anche per una casa piccola: due lettiere in stanze diverse funzionano meglio di due lettiere affiancate nello stesso bagno.
Il caldo è il limite vero
L’intolleranza alle temperature elevate è la conseguenza più sottovalutata della brachicefalia. Il gatto disperde calore soprattutto aumentando la frequenza del respiro, e vie aeree ristrette rendono quel meccanismo molto meno efficiente; il sottopelo denso peggiora ulteriormente le cose trattenendo il calore. Un Exotic che respira a bocca aperta è un’emergenza, non un gatto accaldato: va portato subito in un ambiente fresco e poi dal veterinario, senza aspettare che si riprenda da solo.
La prevenzione va organizzata prima dell’estate e costa poco. Stanze in ombra nelle ore centrali, acqua fresca in più punti, superfici fredde accessibili come piastrelle o un ripiano basso, nessuna trasferta in auto nelle ore calde e nessun trasporto aereo, che per i brachicefali molte compagnie non accettano nemmeno. I segnali di allarme e le misure da prendere sono elencati in il gatto e il caldo, e qui la soglia di attenzione va tenuta più bassa del solito.
Lettiera: aperta, grande e pulita due volte al giorno
La vaschetta va scelta grande, con almeno un lato basso e senza coperchio. Il modello chiuso concentra gli odori e l’umidità in uno spazio ristretto, e un gatto che già respira con difficoltà lo usa malvolentieri o smette di usarlo. Il numero resta uno in più del numero dei gatti in casa, distribuiti in stanze diverse e lontani da cibo e acqua. Molti rifiuti nascono dal contenitore, non dal carattere, e le cause complete sono in perché il gatto non usa la lettiera.
Sul substrato, i granulati molto fini si attaccano al pelo delle zampe e si spargono ovunque: una lettiera vegetale da 20 litri è più leggera e meno polverosa dei minerali classici, e i cambi vanno fatti in modo graduale mescolando il nuovo al vecchio. Un tappetino in silicone davanti alla vaschetta trattiene la maggior parte del granulato trasportato fuori e si risciacqua in dieci secondi. E vale una regola in più: in una razza predisposta alla nefropatia, un cambiamento nelle abitudini urinarie va portato dal veterinario prima che dal comportamentalista.
Dove dorme e su che cosa
A differenza delle razze arrampicatrici, l’Exotic passa la maggior parte del tempo a terra o su superfici raggiungibili con un salto corto. Le cucce vanno quindi previste a livello del pavimento e su sedute basse, in più stanze, tutte lavabili, perché anche un pelo corto ma denso lascia parecchio in giro. Una cuccia a ciambella da 50 centimetri con bordo di appoggio è il formato che questi gatti usano di più, e costa meno di una struttura verticale che resterà vuota.
La scelta del posto la fa il gatto, non l’arredamento. I criteri sono sempre gli stessi, temperatura, visuale sull’ambiente e distanza dai passaggi rumorosi, e sono descritti in dove dorme il gatto. Con questa razza conviene assecondarli e mettere semplicemente una cuccia lavabile nei due o tre punti che il gatto ha già scelto da solo, invece di spendere in una struttura elaborata e poi trovarla sistematicamente vuota. Osservare prima e comprare dopo è il modo più economico di attrezzare la casa.