Maobau

Gattini e riproduzione dell’American Bobtail

American Bobtail tigrato che cammina in giardino

Foto: torbakhopper from San Francisco [ dead link ] · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons

Razza giovane, quindi più domande e non meno

Su una razza con pochi decenni di registri organizzati non esistono programmi di screening consolidati come quelli di razze antiche, e questo sposta il peso sulla trasparenza del singolo allevamento. Vanno chiesti il pedigree rilasciato da un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni, la possibilità di vedere la madre e l’ambiente in cui i gattini crescono. Meno storia significa più documenti da chiedere, non meno domande da fare all’allevatore.

Una domanda specifica riguarda la provenienza dei riproduttori. La CFA consente ancora la registrazione di gatti domestici a pelo corto o lungo con coda corta naturale, entro limiti e con approvazioni scritte, e vieta l’uso di soggetti senza coda, di altre razze riconosciute e di sangue selvatico. Un allevatore serio sa spiegare da dove viene ogni linea del suo pedigree; uno che si limita a parlare dell’aspetto selvatico dei suoi gatti sta vendendo un’immagine.

Colonna e continenza: le verifiche che vanno fatte comunque

La CFA scrive esplicitamente che la mutazione della coda potrebbe predisporre a problemi di colonna e di anche, in parte ereditabili, e che i soggetti che nascono completamente privi di coda possono avere problemi di continenza. Non è la sindrome del Manx, dove la stessa mutazione arriva a coinvolgere sacro e midollo spinale, ma è un motivo sufficiente per controllare: andatura, sensibilità e uso regolare della lettiera vanno verificati prima di portare a casa un gattino.

Le conseguenze pratiche sulla selezione sono due. La prima è che i soggetti completamente privi di coda non vanno usati in riproduzione, e la CFA li esclude esplicitamente dal programma. La seconda è che un allevamento serio toglie dalla riproduzione i gatti che hanno mostrato problemi di questo tipo, invece di ripetere l’accoppiamento sperando in una cucciolata migliore. È una scelta che si vede nei fatti, cioè nei gatti tolti dalla riproduzione, e non nelle dichiarazioni di principio scritte sul sito dell’allevamento.

Nelle cucciolate compaiono ogni tanto gattini con la coda di lunghezza normale. Non sono un difetto di salute e non hanno niente di problematico: semplicemente non sono ammessi in esposizione, e vengono ceduti come animali da compagnia, in genere a un prezzo inferiore e con obbligo di sterilizzazione. Per chi cerca il carattere della razza e non il titolo espositivo sono una scelta ragionevole, e il gatto che ne esce è identico agli altri in tutto il resto.

Cucciolata, parto e prime settimane

La gestazione dura circa nove settimane e nella maggioranza dei casi il parto non richiede assistenza, ma il veterinario va allertato prima della data prevista e non durante. Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre: all’ambiente serve solo di essere caldo, tranquillo e riparato, e una cuccia nido morbida e lavabile in un angolo poco frequentato della casa funziona meglio di qualunque struttura elaborata comprata per l’occasione. Il rumore e il passaggio di persone sono i due fattori che disturbano di più una gatta nei primi giorni.

I gattini vanno pesati ogni giorno, perché la crescita quotidiana è il primo indicatore che qualcosa non va, molto prima di qualunque altro segnale visibile. Un gattino che non cresce va portato dal veterinario nel giro di ore, non di giorni. Il passaggio al cibo solido segue i tempi e i modi descritti in lo svezzamento del gattino, senza anticipi e senza forzature sulle quantità: in una razza che matura lentamente non c’è nessun vantaggio ad accelerare le tappe.

Quando arriva a casa

La finestra sensibile per la socializzazione del gatto si chiude presto, molto prima che nel cane, e un gattino che in quel periodo non ha incontrato persone, rumori domestici e altri animali resta timoroso da adulto. È il motivo per cui i gattini vanno cresciuti in casa e non in box separati, e per cui l’età minima di cessione ha un senso sanitario e comportamentale insieme. I passaggi utili sono elencati in la socializzazione del gattino.

Nei primi giorni conviene limitare lo spazio a una stanza con tutte le risorse e allargarlo gradualmente, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando lo stesso substrato dell’allevamento. Per il viaggio va bene un trasportino morbido per il trasferimento, ma non basterà a lungo: servirà un modello rigido di taglia adulta entro il primo anno, e conviene comprarlo subito e lasciarlo aperto in casa fin dall’inizio, così il gattino lo usa come cuccia prima ancora di associarlo alla visita dal veterinario.

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