Alimentazione e fabbisogni nutrizionali dell’American Bobtail

Foto: torbakhopper from San Francisco [ dead link ] · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto robusto non è un gatto che mangia sempre
Il fabbisogno segue il peso e l’attività, non il nome della razza. Un American Bobtail adulto è un animale pesante e compatto, e le quantità stampate sulle confezioni sono medie calcolate su una popolazione, spesso generose, da adattare al singolo soggetto pesandolo. La razione giusta è quella che tiene stabile il peso, non quella suggerita dal sacco: due gatti dello stesso peso possono avere fabbisogni diversi del venti per cento in base a quanto si muovono.
Il metodo è semplice e va applicato con costanza: pesare il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia, valutare la condizione corporea con le mani sulle coste, correggere del dieci per cento alla volta e aspettare qualche settimana prima di correggere ancora. Le linee guida AAHA e AAFP distinguono il gattino, il giovane adulto, l’adulto maturo dopo i sette anni e il senior dopo i dieci. Il metodo completo è in quanto deve mangiare un gatto.
Una crescita lenta che non va accelerata
TICA segnala che l’American Bobtail impiega dai due ai tre anni per completare lo sviluppo. Questo non significa tenerlo a cibo per gattini per tre anni: la fase di crescita rapida si esaurisce molto prima e il passaggio all’alimento per adulti si fa in genere entro il primo anno, salvo indicazione diversa del veterinario. Quello che continua più a lungo è il riempimento della struttura, cioè muscolo e ossatura, e non si accelera aumentando le porzioni.
Anzi, spingere sulla crescita è un errore concreto in una razza robusta e potenzialmente esposta sul fronte articolare: un cucciolo pesante che cresce in fretta carica di più articolazioni ancora immature. Meglio una crescita regolare e un peso corretto in ogni fase. Nel gattino i pasti sono frequenti e piccoli, mentre nell’adulto due o tre razioni misurate al giorno funzionano meglio della ciotola sempre piena, che è il modo più semplice di accumulare peso senza accorgersene.
Acqua e umido: la parte che si dimentica
Il gatto beve poco e in natura ricava l’acqua dalla preda: una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, cosa che molti soggetti fanno male. Alzare la quota di umido resta il modo più efficace di aumentare l’apporto idrico complessivo, e il confronto onesto fra i due formati è in crocchette o umido per il gatto. Non esiste un formato giusto in assoluto: esiste quello che il singolo gatto mangia e tollera bene.
Sull’acqua contano la posizione e il numero delle ciotole più della loro forma, quindi lontane dal cibo e dalla lettiera, distribuite in più punti e riempite ogni giorno. Per i soggetti che preferiscono l’acqua in movimento una fontanella in acciaio da 2,6 litri aumenta davvero le occasioni di bere, e l’acciaio si lava meglio della plastica. Una fontana pulita male è peggio di una semplice ciotola lavata tutti i giorni con acqua calda.
Il peso è il vero indicatore
In una razza dove tutti si aspettano un gatto grosso, il sovrappeso passa inosservato per anni: il doppio mantello nasconde, la struttura larga confonde, e la frase è di taglia robusta copre parecchi etti di troppo. Il controllo va fatto con le mani, non con lo sguardo: le coste devono essere palpabili sotto una copertura sottile, la vita visibile dall’alto, il profilo laterale non convesso. Muscolo e grasso pesano uguale sulla bilancia ma non sulle articolazioni.
Il sovrappeso è un fattore di rischio riconosciuto per il diabete e per i problemi articolari, e in questa razza la seconda voce merita attenzione particolare. Chi ha un soggetto sedentario può distribuire il cibo in più punti della casa e spostare una parte della razione su giochi di manipolazione. L’erba gatta di buona qualità, per esempio in foglie canadesi, serve a rendere interessante il gioco che precede il pasto, non a sostituire una razione ridotta.