Carattere e convivenza in famiglia del Certosino

Foto: Heikki Siltala - catza.net · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto che sta nella stanza senza chiedere niente
Il certosino è la razza che meglio incarna l’idea di gatto discreto. Ti segue di stanza in stanza, si sistema a un metro da dove lavori e resta lì, senza sollecitare, senza salire in braccio ogni cinque minuti, senza reclamare. La TICA lo descrive come calmo, devoto e piuttosto riservato, e chi ci vive conferma il quadro. Chiede presenza, non attenzione continua, ed è la differenza principale rispetto alle razze orientali e allo sphynx.
Questo temperamento ha un rovescio che va detto: un gatto così educato non protesta quando qualcosa non va. Non miagola per la ciotola sporca, non insiste per uscire da una stanza, non fa scenate. Il proprietario di un certosino deve quindi guardare più di quanto ascolti, perché le informazioni arrivano dal corpo e dalle abitudini, non dalla voce. La lettura di base delle posture è quella descritta in il linguaggio dei gatti.
La voce: molti non miagolano affatto
Sulla vocalità questa razza è un caso limite. La CFA scrive che molti certosini hanno una voce minuscola che usano di rado, e che altri sono del tutto muti; le schede della comunità di razza aggiungono che alcuni soggetti fanno le fusa ma non riescono a miagolare, e che chi ci riesce produce un suono acuto e sottile, quasi un cinguettio. È una caratteristica che rende la convivenza in condominio semplice come con pochissime altre razze.
Il silenzio, però, va interpretato bene. Un gatto che non usa la voce comunica con la postura, la posizione delle orecchie, la coda e la scelta dei posti in cui sta, e l’assenza di miagolii non significa assenza di richieste. Vale la pena imparare a riconoscere i segnali di disagio prima che diventino evidenti, perché in un animale così silenzioso il margine fra il primo segno e il problema conclamato è più stretto del solito.
Il legame con una persona e la tolleranza per la solitudine
Molti certosini scelgono una persona della casa e stabiliscono con lei un rapporto più stretto che con gli altri, senza per questo diventare ostili o timorosi con il resto della famiglia. È un attaccamento tranquillo, fatto di presenza nella stessa stanza più che di contatto fisico insistente. La TICA segnala anche una discreta tolleranza per le ore da solo, cosa che rende questa razza compatibile con orari di lavoro normali, a differenza di altre.
Tollerare non significa però stare bene con una casa vuota dieci ore al giorno. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto mettono fra i pilastri un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile: orari regolari e sessioni brevi valgono più di attenzioni concentrate nel fine settimana. Le contromisure che funzionano quando si è fuori molte ore sono le stesse descritte per il gatto lasciato solo, ambiente compreso: un punto di riposo caldo e riparato come una cuccia a ciambella da 50 centimetri vicino a una finestra vale più di qualunque gioco lasciato a terra.
Con bambini, cani e altri gatti
La fama di gatto equilibrato è meritata, ma il fattore che decide non è la razza: è come viene gestito l’inserimento. Due gatti messi insieme senza preparazione litigano quale che sia il pedigree, e un certosino, che tende a evitare il conflitto aperto, spesso si limita a ritirarsi e smette di usare le risorse contese. La procedura corretta, con separazione iniziale e scambio graduale di odori, è quella descritta in come presentare due gatti.
Con i bambini funziona bene proprio perché non è un gatto reattivo, ma la regola resta quella generale: vie di fuga sempre disponibili e nessun obbligo di farsi prendere in braccio. Nelle prime settimane di convivenza, quando gli equilibri sono ancora da costruire, un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo, e un secondo punto di riposo in alto, lontano dal passaggio, fa il resto del lavoro senza costare niente.