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Gattini e riproduzione del Certosino

Certosino (Chartreux) grigio-blu in primo piano

Foto: Heikki Siltala - catza.net · CC BY 3.0 · via Wikimedia Commons

Che cosa deve mostrarti un allevamento

Il certosino è una razza numericamente piccola, e questo ha un lato buono e uno cattivo: gli allevamenti seri si conoscono fra loro, ma la scarsità alimenta un mercato di gatti blu venduti come certosini senza esserlo. La distinzione si fa con i documenti. Vanno chiesti il pedigree rilasciato da un’associazione riconosciuta, il libretto sanitario con vaccinazioni e sverminazioni, e i referti sanitari dei due riproduttori, senza doverli chiedere due volte.

I referti che contano sono due. Il primo è l’ecocardiografia dei riproduttori fatta da un cardiologo, perché il Cornell Feline Health Center elenca il certosino fra le razze in cui la cardiomiopatia ipertrofica è più frequente e nella razza non esiste una variante genetica da testare. Il secondo è la valutazione ortopedica delle rotule, dato che la lussazione rotulea è la predisposizione che la CFA segnala esplicitamente. Un allevamento serio mostra i referti senza spiegazioni difensive.

Come si leggono quei referti

Sull’ecocardiografia il punto da capire è che non è un esame che si fa una volta e vale per sempre. La cardiomiopatia ipertrofica può comparire in età adulta in un gatto risultato normale a due anni, quindi la domanda giusta all’allevatore non è se l’esame sia stato fatto, ma quando è stato fatto l’ultimo e con quale cadenza vengono ricontrollati i riproduttori. Un referto di cinque anni fa su un gatto che è ancora in riproduzione dice poco.

Sulle rotule il discorso è più semplice ma altrettanto concreto: la valutazione è clinica, si fa con la manipolazione dell’articolazione e produce un grado. Un soggetto con lussazione conclamata non dovrebbe essere riprodotto, e questo vale a prescindere da quanto sia bello il suo mantello o da quanti titoli abbia vinto. Chi alleva un numero limitato di soggetti ha meno margine di scelta, ed è proprio per questo che la trasparenza sui reperti conta di più.

Un ultimo controllo riguarda l’identità della razza. Un gattino blu senza pedigree non è un certosino, è un gatto blu, e non porta con sé nessuna delle informazioni sanitarie legate alla selezione. Può essere un ottimo animale da compagnia e non c’è niente di male a sceglierlo, ma va comprato per quello che è e al prezzo che è, non come esemplare di una razza francese di cui non esiste alcuna documentazione.

Cucciolata e prime settimane

La gestazione del gatto dura circa nove settimane e nella maggioranza dei casi il parto non richiede assistenza. Questo non significa lasciarlo al caso: il veterinario va allertato prima della data prevista e non durante, e il nido va preparato in anticipo in un angolo tranquillo e senza correnti della casa. Una cuccia nido morbida e lavabile funziona meglio di qualunque struttura elaborata, purché sia in un punto che la madre percepisce come riparato.

Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre e l’intervento umano si limita a due cose: garantire un ambiente stabile e pesare i gattini ogni giorno alla stessa ora, perché la crescita quotidiana è il primo indicatore che qualcosa non va. Il passaggio al cibo solido segue i tempi e le modalità descritte in lo svezzamento del gattino, che non cambiano in funzione della razza.

Quando arriva a casa

La finestra sensibile per la socializzazione del gatto si chiude presto, molto prima che nel cane, e un gattino che in quel periodo non ha incontrato persone, rumori domestici e altri animali resta timoroso da adulto. In una razza già riservata di suo, un difetto di socializzazione produce un gatto che si nasconde per anni. I passaggi utili e i tempi sono elencati in la socializzazione del gattino, e vanno chiesti anche all’allevatore.

Nei primi giorni conviene limitare lo spazio a una stanza con tutte le risorse a portata e allargarlo per gradi, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando all’inizio lo stesso substrato dell’allevamento. Un tappetino in silicone per la lettiera riduce da subito il granulato sparso per casa. E il pettine va introdotto nella prima settimana, come gioco: un adulto che non si lascia pettinare è un problema per i dieci anni successivi.

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