Cura del pelo e salute dell’Anatolian

Foto: Malssuchen · CC0 · via Wikimedia Commons
Un pelo corto senza sottopelo lanoso
Lo standard WCF descrive un mantello corto, di tessitura fine ma al tatto piuttosto ruvido, e soprattutto privo di sottopelo lanoso. È una combinazione che semplifica la vita: senza sottopelo denso il pelo non si infeltrisce e la manutenzione si riduce a una passata settimanale con un pettine per gatti a pelo corto, che serve più a togliere il pelo morto e a controllare la pelle che a districare qualcosa.
L’assenza di sottopelo ha però un costo in inverno. Questi gatti cercano attivamente il caldo e soffrono le case tenute a diciotto gradi molto più di un norvegese o di un siberiano. La perdita di pelo aumenta nei cambi di stagione ed è normale, mentre una caduta a chiazze o con croste non lo è: le cause sono le stesse descritte in perché il gatto perde il pelo e vanno viste dal veterinario, non aspettate.
Bianco e sordità: il punto che conta davvero
Lo standard ammette qualunque quantità di bianco, e nella popolazione anatolica i soggetti bianchi sono frequenti. Qui sta il problema sanitario più serio della razza. Il gene dominante W, che produce il mantello bianco, è associato agli occhi blu e alla sordità congenita: nell’orecchio interno lo strato di cellule pigmentate degenera nelle prime settimane di vita e la perdita di udito è definitiva. Non è una malattia che peggiora, ma non si cura e non si recupera.
I numeri aiutano a capire dove sta il rischio. I gatti bianchi sordi rappresentano circa l’uno o l’uno e mezzo per cento della popolazione felina complessiva, ma la probabilità cambia molto con gli occhi: un bianco con due occhi blu ha da tre a cinque volte più probabilità di essere sordo rispetto a un bianco senza occhi blu, e un bianco con un occhio solo blu circa il doppio. Il pelo lungo aumenta ulteriormente il rischio di sordità bilaterale.
L’occhio impari, che nei gatti turchi è considerato un pregio estetico, va quindi guardato anche in questa chiave. L’unico modo per sapere davvero come sente un gattino è il test BAER, che registra la risposta uditiva del tronco encefalico ed è rapido e non invasivo. Il test si fa una volta sola e distingue anche la sordità da un solo orecchio, che a occhio nudo è praticamente invisibile e che spiega molti comportamenti attribuiti alla distrazione.
Vivere con un gatto sordo, in pratica
Un gatto sordo può avere una vita perfettamente normale, ma dentro casa. Fuori non sente né automobili né cani né richiami, e il rischio non è teorico: è la prima causa evitabile di incidenti in questi soggetti. Le finestre vanno messe in sicurezza con reti, e il balcone chiuso. Chi decide di far uscire un gatto bianco senza sapere se sente sta scommettendo su un’informazione che poteva ottenere con una visita e mezz’ora di tempo.
La comunicazione si sposta su vibrazioni e segnali visivi. Battere il piede sul pavimento, accendere e spegnere una luce, avvicinarsi entrando nel campo visivo invece che da dietro: sono accorgimenti che si imparano in una settimana. Vale anche la regola di svegliarlo con delicatezza, perché un gatto sordo toccato di sorpresa reagisce come reagirebbe chiunque. Il fatto che tenda a nascondersi in situazioni nuove non è timidezza ma prudenza, e va rispettato.
Che cosa manca: nessun programma sanitario di razza
Sul fronte delle malattie ereditarie l’Anatolian ha un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è che, essendo una popolazione naturale poco selezionata, non porta con sé il carico di patologie legate a un fondatore comune, come accade nelle razze costruite su pochi soggetti. Lo svantaggio è che non esiste nessun programma di screening di razza, nessun registro sanitario e nessun test obbligatorio: l’assenza di dati non è una garanzia, è solo assenza di dati.
In concreto significa che i controlli restano quelli di qualunque gatto, fatti però con più costanza: profilo vaccinale aggiornato, antiparassitari regolari se il gatto ha accesso all’esterno, controllo annuale e visite più ravvicinate dopo i sette anni. Nei soggetti che cacciano davvero il rischio parassitario è più alto della media, e la scelta del prodotto va fatta con il veterinario, come spiega la guida ai migliori antiparassitari per gatti. Nessun test sostituisce i controlli fatti con regolarità.
Un’ultima raccomandazione riguarda l’idratazione, che in un gatto attivo e abituato a climi secchi merita attenzione. Le ciotole vanno distribuite in più stanze, lontano dal cibo e dalla lettiera, e per i soggetti che preferiscono l’acqua corrente una fontanella in acciaio da 2,6 litri aumenta davvero il numero di volte in cui il gatto beve. L’acciaio si lava meglio della plastica, e una fontana sporca è peggio di una ciotola pulita.