Gioco e stimoli consigliati per il Sacro di Birmania

Foto: Camerawn · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Energia media, sessioni corte e regolari
Il gioco del gatto riproduce la caccia e ha una struttura precisa: individuare, avvicinarsi, agguato, scatto, presa. Con una razza dall’energia moderata la tentazione è di saltare la parte faticosa e limitarsi a muovere un giocattolo davanti al muso, ma è proprio la sequenza completa che dà soddisfazione. Con un set di bacchette con piume si fa sparire il bersaglio dietro un mobile, si lascia che venga bloccato e si chiude sempre con una cattura riuscita.
Due sessioni da otto o dieci minuti al giorno, una nel pomeriggio e una prima dell’ultimo pasto, coprono il fabbisogno di un adulto che vive in casa. Meglio corte e regolari che lunghe e rare: un gatto tranquillo si stanca prima e riprende volentieri il giorno dopo. Se un soggetto smette del tutto di giocare la causa non è quasi mai il carattere, ed è un cambiamento che va segnalato al veterinario, perché dietro l’apatia improvvisa c’è spesso un dolore che il gatto non mostra in altro modo.
Giochi autonomi e cibo che si guadagna
Per le ore in cui non ci sei servono attività che il gatto possa gestire da solo. Una palla automatica interattiva che cambia direzione da sola copre qualche minuto di caccia solitaria, e i distributori che rilasciano crocchette trasformano il pasto in un’attività invece che in trenta secondi di ciotola. In una razza che ingrassa facilmente questo ha un doppio effetto, perché rallenta l’ingestione e consuma un po’ di energia.
Il criterio è la rotazione: tenere fuori tre oggetti alla volta e cambiarli ogni settimana mantiene la novità, mentre una cesta sempre piena smette di funzionare in pochi giorni. Vale anche per gli odori e per gli oggetti gratuiti, uno scatolone appena arrivato o un sacchetto di carta. Gli oggetti vanno ruotati, non accumulati, e un gatto che ignora un gioco nuovo di solito non lo sta rifiutando: lo ha già visto e archiviato la settimana prima.
Il gioco sociale quando i gatti sono due
In una razza che soffre la solitudine il secondo gatto è spesso la soluzione migliore, e il gioco fra conviventi copre una parte del fabbisogno che nessun oggetto sostituisce. Bisogna però saper distinguere il gioco dal conflitto: nel gioco i ruoli si alternano, gli inseguimenti cambiano direzione, non ci sono soffi né orecchie appiattite e le pause sono frequenti. I segnali che indicano che si è passati al litigio, e come intervenire, sono descritti in due gatti che litigano.
Il gioco con le persone resta comunque necessario, perché è il canale principale del rapporto. Molti sacri di birmania riportano gli oggetti lanciati, un comportamento più comune di quanto si creda e che dice parecchio su come funziona la relazione: le ipotesi e il modo di assecondarlo sono in perché il gatto mi porta i giochi. Rispondere al gioco proposto dal gatto vale più di dieci giocattoli nuovi, e nelle case con due animali resta il modo più semplice per dare a ciascuno un’attenzione esclusiva senza scatenare competizione.
Riposo: dorme molto, e in alto
Un gatto adulto passa dormendo la maggior parte della giornata, e il sonno non è tempo perso ma parte del ciclo di attività: il problema non è che dorma troppo, è che non abbia niente da fare quando è sveglio. Quanto dorme davvero un gatto sano, e quando la sonnolenza diventa un sintomo da indagare, è spiegato in quanto dorme un gatto, e vale come riferimento anche per questa razza.
I posti per dormire vanno moltiplicati invece che perfezionati: uno caldo e in alto, uno riparato a terra, uno vicino alle persone. Una cuccia a ciambella da 50 cm lavabile funziona per i gatti che dormono raggomitolati, ed è utile averne più di una in stanze diverse. Il posto giusto lo sceglie il gatto, non il catalogo: se una cuccia resta inutilizzata per settimane, il problema è la posizione, non l’oggetto.