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Gattini e riproduzione del Sacro di Birmania

Sacro di Birmania seal point disteso su un copriletto arancione

Foto: Camerawn · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Nascono bianchi, poi arriva il colore

I gattini di sacro di birmania nascono quasi completamente bianchi. Dipende dall’enzima tirosinasi nella sua versione termosensibile, che produce pigmento solo alle temperature più basse: nell’utero, dove il calore è alto e uniforme, la pigmentazione non parte affatto, e comincia solo dopo la nascita sulle estremità che si raffreddano, cioè muso, orecchie, zampe e coda. Il disegno definitivo si completa nel giro di settimane e continua a intensificarsi negli anni successivi.

Lo stesso vale per i guanti, che all’inizio non si distinguono dal resto. La CFA segnala che nei colori scuri il bianco delle zampe comincia a delinearsi entro pochi giorni dalla nascita, mentre nei colori chiari può richiedere diverse settimane: valutare un gattino di dieci giorni sul disegno delle zampe non ha senso, e chi promette un soggetto perfettamente guantato prima che il disegno sia leggibile sta vendendo una previsione, non un dato.

I guanti: un gene fisso e mille sfumature

La genetica di base dei guanti è nota: si tratta di una variante recessiva del gene KIT, e il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis, che ne offre il test, segnala che nella razza è ormai praticamente fissata, cioè presente in doppia copia in quasi tutti i soggetti. Questo significa che non è il gene a fare la differenza fra un gatto ben guantato e uno no: la variante ce l’hanno tutti, l’estensione e la simmetria del bianco dipendono da altri fattori.

Ed è esattamente lì che sta la difficoltà. Lo standard chiede guanti anteriori che si fermino in linea netta all’altezza delle dita, guanti posteriori che risalgano dietro il garretto in speroni a V rovesciata, e soprattutto simmetria fra le quattro zampe. Nella scala FIFe questi elementi valgono da soli un quinto del punteggio totale, e la CFA scrive senza giri di parole che i soggetti guantati in modo impeccabile sono un’eccezione rara.

La conseguenza pratica riguarda chi compra. In una cucciolata la maggior parte dei gattini non avrà guanti da esposizione, e questo non li rende difettosi né malati: sono gatti identici agli altri per salute e carattere, venduti come non riproduttori a un prezzo inferiore. Diffida piuttosto del contrario, cioè di chi presenta ogni gattino come un futuro campione, e ricorda che i punti di uno standard estetico non dicono nulla sul cuore di quel gatto.

Ipotricosi congenita con timo displasico

Questa è la voce che rende i test indispensabili in alcune linee. Nel sacro di birmania è descritta da decenni una sindrome ereditaria in cui i gattini nascono quasi nudi, con pelo rado e fragile e pelle grinzosa, e presentano insieme un’anomalia grave del timo: senza quell’organo il sistema immunitario non si sviluppa, e i piccoli muoiono presto per infezioni che un gattino sano supererebbe. Non è un problema estetico, è un’immunodeficienza.

Nel 2015 uno studio pubblicato su PLOS ONE ha identificato la causa in una delezione nel gene FOXN1, con trasmissione autosomica recessiva: un gattino si ammala solo se eredita la variante da entrambi i genitori, mentre i portatori con una sola copia sono normali e non mostrano nulla. Da quel lavoro deriva un test del DNA che distingue con precisione i sani, i portatori e i soggetti a rischio, ed è il motivo per cui la sindrome è oggi evitabile in modo semplice.

La regola di allevamento è quella di tutte le recessive: non accoppiare mai due portatori. Un portatore può essere usato in riproduzione con un partner testato negativo senza produrre malati, il che permette di non perdere linee di sangue in una razza che è già passata per due colli di bottiglia. Se l’allevatore non sa dirti che cosa significa un referto FOXN1, il problema non è il gattino che stai guardando ma la persona che te lo sta vendendo.

Gruppo sanguigno, parto e prime settimane

C’è un secondo test che in questa razza non è opzionale: la tipizzazione del gruppo sanguigno. Il sacro di birmania è fra le razze in cui il gruppo B è frequente, e da un accoppiamento sbagliato nasce l’isoeritrolisi neonatale, in cui gli anticorpi del colostro di una madre di gruppo B distruggono i globuli rossi dei gattini di gruppo A nelle prime ore di vita. Si previene tipizzando i riproduttori, e all’occorrenza separando i piccoli dal colostro per le prime ventiquattro ore.

Per il resto la gestazione dura circa nove settimane e il parto di solito non richiede assistenza, ma il veterinario va allertato prima della data prevista. Nelle prime settimane serve un angolo tranquillo e caldo, una cuccia nido morbida e lavabile e la bilancia tutti i giorni, perché la crescita quotidiana è il primo indicatore che qualcosa non va. Il passaggio al cibo solido segue i tempi descritti in lo svezzamento del gattino.

L’ultimo pezzo è la socializzazione, che nel gatto si chiude molto prima che nel cane: i gattini vanno cresciuti in casa, fra rumori domestici, persone e altri animali, e non in box separati. I passaggi e i tempi reali sono in la socializzazione del gattino. Nei primi giorni a casa nuova conviene limitare lo spazio a una stanza, e un diffusore di feromoni può rendere l’ambientamento meno teso senza sostituire la pazienza.

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