Educazione e intelligenza del Maine Coon

Foto: Bozma88 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Impara in fretta, ma solo se conviene
La CFA definisce il Maine Coon intelligente e ragionevolmente indipendente, e le due cose vanno lette insieme. Impara volentieri, ma non esegue per compiacere: se la sequenza che gli proponi non porta a niente di utile, smette. È il motivo per cui i metodi che funzionano sui gatti sono quelli basati sul rinforzo, cioè sul far seguire immediatamente a un comportamento qualcosa che il gatto vuole. Il rinforzo deve arrivare entro un secondo, altrimenti l’associazione non si costruisce.
Il bocconcino resta il rinforzo più maneggevole, ma va scalato dalla razione giornaliera per non trasformare l’addestramento in un ingrasso. Per alcuni soggetti funzionano meglio il gioco breve o una manciata di foglie di erba gatta a fine sessione. Le sessioni utili durano due o tre minuti e finiscono prima che il gatto si stanchi: meglio tre micro-sessioni al giorno che un quarto d’ora una volta a settimana. Il quadro delle capacità cognitive su cui si lavora è in quanto è intelligente un gatto.
Le tre cose che vale la pena insegnare
La prima è farsi maneggiare. Un gatto semilungo va pettinato per tutta la vita, e un adulto da otto chili che si oppone non si tiene fermo con la forza. Si comincia da cucciolo con tocchi brevi su zampe, orecchie e bocca, seguiti subito da qualcosa di piacevole, allungando i tempi di pochi secondi alla volta. La seconda è entrare da solo nel trasportino, che è la differenza fra una visita gestibile e una lotta: un trasportino rigido con apertura superiore lasciato aperto in casa tutto l’anno, con dentro una coperta, smette in fretta di essere un oggetto minaccioso. Il metodo passo per passo è in il gatto e il trasportino.
La terza è il richiamo. Associare un suono preciso, sempre lo stesso, all’arrivo di qualcosa di buono costruisce in poche settimane una risposta affidabile, utile in emergenza e per far rientrare il gatto da un balcone o da una stanza. Funziona meglio se il suono non è il nome, che viene usato in troppi contesti diversi. Sono le stesse basi che spiegano perché un gatto risponda in certe situazioni e ignori la chiamata in altre.
Cosa non funziona: punizione, spruzzi, voce alta
Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per la collottola non insegnano niente e producono un effetto collaterale preciso: il gatto impara a evitare te, non il comportamento. Un animale che si nasconde quando arrivi non ha capito la regola, ha solo classificato una persona come imprevedibile. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile, e la punizione lavora esattamente contro quel principio.
L’alternativa è gestire l’ambiente e rendere conveniente l’alternativa. Se sale sul piano di lavoro, il piano va sgomberato e va offerto un punto alto più comodo accanto; se graffia il divano, il tiragraffi va spostato dove il gatto vuole graffiare, non dove sta bene all’arredamento. Si sposta il comportamento, non si spegne. Quando invece un gatto comincia a nascondersi in modo nuovo e insistente, il primo sospetto da escludere non è caratteriale ma sanitario.
Problemi di gestione tipici della taglia
Un gatto grande arriva dove gli altri non arrivano. Mensole alte, top della cucina, maniglie a leva delle porte e sportelli pesanti rientrano nel suo raggio d’azione, e molti Maine Coon imparano ad aprirli senza che nessuno glielo insegni. La soluzione non è la punizione ma la meccanica: fermi per gli sportelli, cibo fuori vista, niente sacchetti lasciati sul tavolo. Le ragioni per cui un gatto sale sui mobili sono le stesse per tutti, ma qui le conseguenze si vedono di più.
L’altra questione è il gioco che diventa troppo intenso. Un morso dato per gioco da un adulto di questa taglia fa male anche senza intenzione, e i bambini vanno protetti dall’entusiasmo, non dall’aggressività. Le mani non devono mai fare da preda: si usano bacchette e giochi a distanza, e la sessione si chiude prima del picco. Le dinamiche del morso e i modi per interromperlo senza rompere il rapporto sono spiegati in perché il gatto morde.