Origine e storia dell’Aphrodite Giant

Foto: Apanag10 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Una razza costruita sui gatti di villaggio di Cipro
L’Aphrodite Giant non nasce da un incrocio progettato in allevamento: è la versione registrata dei gatti che vivono da secoli nei villaggi e sulle montagne dell’interno di Cipro. Il lavoro di standardizzazione comincia soltanto nel 2006, quando alcuni allevatori locali iniziano a selezionare i soggetti più tipici della popolazione libera dell’isola. Nel 2008 un giudice della World Cat Federation incontra quel programma e ne scrive lo standard, e nel 2009 viene fondata la Cyprus Cats National Breed Association. È una delle razze feline più recenti, con meno di vent’anni di storia documentata alle spalle.
Lo standard WCF spiega la morfologia con l’ambiente e non con il gusto delle esposizioni: inverni freddi e umidi in montagna, estati lunghe e asciutte, prede che si difendono. Da lì derivano l’ossatura pesante, la dentatura solida e un mantello che cambia molto con la stagione, folto e con sottopelo d’inverno, molto più corto e senza sottopelo d’estate. Chi lo tiene in casa se ne accorge in primavera, quando un pettine per pelo semilungo comincia a riempirsi a ogni passata mentre nei mesi caldi il gatto sembra un altro.
Shillourokambos: la sepoltura di 9.500 anni fa
Nel 2004 la rivista Science pubblica il ritrovamento, nel sito neolitico cipriota di Shillourokambos, di un gatto sepolto accanto a un essere umano circa novemilacinquecento anni fa. È la più antica testimonianza conosciuta di un rapporto stretto fra gatto e uomo, e anticipa di millenni le raffigurazioni egizie a cui di solito si fa risalire la domesticazione. Il dettaglio che rende il ritrovamento decisivo è geografico: il gatto non è autoctono a Cipro, quindi quell’animale è arrivato sull’isola su una barca, portato di proposito da qualcuno.
Da qui nasce però anche il malinteso più diffuso negli annunci di vendita, cioè l’idea che l’Aphrodite Giant discenda direttamente da quel gatto. Nessuno lo ha dimostrato. Il reperto racconta la storia dell’isola, non la genealogia di una razza registrata nel 2012, e fra i due fatti passano novemila anni di popolazione libera, rimescolamenti e arrivi successivi. Un’origine antica del luogo non è un pedigree, e va tenuta per quello che è: un pezzo di archeologia interessante, non una garanzia sul gattino che stai guardando.
Sant’Elena, i serpenti e il monastero dei gatti
La seconda storia che accompagna sempre la razza è quella di Sant’Elena. Secondo la tradizione bizantina, attorno al 328 dopo Cristo la madre di Costantino avrebbe fatto arrivare a Cipro un carico di gatti dall’Egitto o dalla Palestina per contenere i serpenti velenosi che infestavano la penisola di Akrotiri. Da lì il monastero di San Nicola dei Gatti, dove i religiosi avrebbero richiamato gli animali a suon di campana per i pasti e per la caccia. Non esistono documenti che confermino l’episodio, che resta una tradizione monastica.
Vale comunque la pena non liquidarla del tutto, perché racconta una cosa vera: a Cipro il gatto è stato per secoli un animale utile e tollerato, non un animale da compagnia chiuso in casa. Generazioni cresciute in semilibertà, che si procuravano parte del cibo da sole e sceglievano quando avvicinarsi alle persone, spiegano il carattere che i registri descrivono oggi, fatto di socialità spiccata e di una vena di autonomia che non si cancella con due generazioni di selezione.
Dal riconoscimento WCF alla diffusione fuori dall’isola
Il primo luglio 2012 la World Cat Federation concede il riconoscimento pieno con il nome di Aphrodite’s Giant, mentre la TICA registra la razza dal settembre 2017 con il nome più breve di Aphrodite. Le due varietà di pelo, corta e semilunga, sono considerate un’unica razza e possono essere accoppiate fra loro, mentre non è ammesso alcun incrocio con altre razze. È una scelta che protegge il tipo ma obbliga gli allevatori a gestire con attenzione la variabilità genetica di un gruppo fondatore ristretto.
Per chi cerca un cucciolo la conseguenza pratica è semplice: gli allevamenti sono pochissimi e concentrati fra Cipro e la Grecia, i tempi di attesa sono lunghi e quasi sempre si parla di importazione. Nel frattempo conviene preparare la casa, perché è un gatto grande e arrampicatore che chiede punti alti solidi fin dal primo giorno: un albero per gatti da 143 cm è un investimento più utile di qualunque discussione sul pedigree, e vale quanto detto in generale per il gatto in appartamento.
Un’ultima avvertenza riguarda le aspettative sulla durata della vita. Sulle razze giovani non esistono casistiche veterinarie ampie, e le medie che circolano online sono stime di allevatori costruite su pochi soggetti. I dati affidabili sulla longevità del gatto arrivano dalle banche dati cliniche e dalle assicurazioni, e sono quelli riassunti in quanto vive un gatto. Per l’Aphrodite Giant è più onesto dire che non sappiamo ancora abbastanza, e che la gestione quotidiana pesa più di qualunque numero pubblicato.