Gioco e stimoli consigliati per il Kurilian Bobtail

Foto: TRUE KURILIANS · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Una caccia al giorno, portata fino in fondo
Il gioco di un gatto è una sequenza con un inizio e una fine: cerca, si avvicina, insegue, blocca, morde. Un Kurilian che arriva ogni giorno in fondo a quella sequenza è un gatto tranquillo; uno che viene interrotto a metà resta carico e trova da solo dove scaricarsi. Servono aste lunghe mosse come si muove una preda vera, cioè con pause, sparizioni dietro i mobili e ricomparse improvvise in un punto diverso.
La durata giusta è breve e ripetuta: dieci minuti al mattino e dieci alla sera valgono più di mezz’ora una volta ogni tanto. Il finale conta quanto il resto e va sempre concesso, con una cattura riuscita e qualcosa da mangiare subito dopo. Si chiude quando il gatto è ancora convinto, non quando è esausto, altrimenti l’appuntamento perde valore e la sessione successiva parte con meno entusiasmo.
Il gioco in verticale, che qui è il migliore
In una razza che salta bene e senza controindicazioni, l’altezza va sfruttata invece che evitata. Un percorso di mensole che permetta di attraversare una stanza senza toccare terra è l’arricchimento con il miglior rapporto fra costo e risultato: un set di mensole da parete per gatti ben avvitato nei tasselli giusti trasforma un corridoio in un’autostrada, e l’affaccio più alto diventa il posto preferito della casa.
Va tenuta d’occhio la fase di discesa, che è quella in cui i gatti si fanno male: gli appoggi vanno distribuiti in modo che il ritorno a terra avvenga per gradi, e i punti di atterraggio vanno lasciati liberi da oggetti che rotolano. Per il resto, l’osservazione dall’alto è un’attività a tutti gli effetti, e una finestra con vista vale una sessione di gioco nelle ore in cui in casa non c’è nessuno.
Acqua, oggetti da riportare e giochi da bagnare
Il rapporto della razza con l’acqua apre una categoria di giochi che con altri gatti non funziona: una bacinella bassa con due dita d’acqua e qualche pallina galleggiante tiene occupato un Kurilian per un quarto d’ora, e il pavimento si asciuga. Molti soggetti riportano gli oggetti lanciati, e vale la pena assecondarli, perché è il modo più semplice di far correre un gatto adulto senza dover restare in piedi con la bacchetta.
Le ragioni per cui un gatto porta le cose alle persone e le lascia in punti precisi non hanno niente di sentimentale e sono raccontate in perché il gatto mi porta i giochi. Gli oggetti vanno cambiati spesso, perché la novità è metà del gioco: una pallina nuova ottiene in trenta secondi quello che una vecchia non ottiene più in dieci minuti, e la rotazione settimanale costa meno di qualunque acquisto.
Attività da fare da solo mentre non ci sei
Fra una sessione e l’altra il gatto deve avere qualcosa da fare, e il modo più efficace è farlo lavorare per il cibo. Le razioni distribuite in giochi di manipolazione, i bocconcini nascosti in punti che cambiano ogni giorno e le scatole con i buchi occupano tempo e testa. Le scatole di cartone, per i motivi spiegati in perché il gatto ama le scatole, restano l’oggetto con il miglior rapporto fra costo e ore di utilizzo.
Serve anche materiale da mordere e da abbrancare, perché la parte finale della sequenza predatoria chiede qualcosa di consistente: un peluche delle dimensioni di un topo, sostituito quando si sfascia, e ogni tanto un’erba gatta in foglie di qualità strofinata sopra per rinnovare l’interesse. Non tutti i gatti rispondono all’erba gatta, ed è una questione genetica: chi non reagisce non è meno vivace, semplicemente non ha il recettore giusto.