Maobau

Origine e storia del Kurilian Bobtail

Kurilian Bobtail rosso con la coda corta, all'aperto

Foto: TRUE KURILIANS · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

Un arcipelago fra la Kamchatka e Hokkaido

Le isole Curili sono una catena di terre vulcaniche lunga più di mille chilometri, distesa fra l’estremità della penisola di Kamchatka e la costa settentrionale del Giappone. Clima duro, mare freddo, pochissime persone: un posto dove un gatto domestico o si arrangia o non resta. TICA riferisce che gatti a coda corta sono presenti su quelle isole e su Sachalin da almeno due secoli, il che significa che la razza è arrivata alle esposizioni molto dopo essersi già formata da sola.

Le condizioni sono le stesse che hanno prodotto altri gatti insulari: una popolazione tagliata fuori dagli scambi, in cui un carattere comparso una volta si diffonde in fretta perché non viene diluito da nuovi arrivi. Quello che rende interessante il Kurilian, però, non è la coda in sé ma il tipo di gatto che le isole hanno selezionato: ossatura pesante, muscolatura densa, posteriori più lunghi degli anteriori, mantello doppio e attitudine alla caccia mantenuta intatta.

Ogni pezzo di quella descrizione ha una ragione pratica. Il doppio mantello serviva a reggere un inverno che arriva dal mare, il torace ampio a sostenere lo sforzo prolungato della caccia, il posteriore potente a saltare fra le rocce e la vegetazione bassa. Sono caratteri che il gatto si porta in salotto tali e quali, e che si traducono in due esigenze concrete di gestione: spazi da percorrere in altezza e un passaggio di pettine e spazzola per il sottopelo tutte le settimane, soprattutto nelle mute stagionali.

Dai militari e dai ricercatori alla Russia continentale

Il passaggio dalla condizione di gatto locale a quella di razza comincia a metà del Novecento, quando militari e scienziati di stanza sulle isole cominciano a portare a casa qualche soggetto: TICA lo riporta esplicitamente. Erano gatti presi per quello che erano, cioè cacciatori efficienti e compagni robusti, e non per un progetto di allevamento. In Russia occidentale si riproducono, si notano e a poco a poco entrano nel giro delle prime associazioni feline post-sovietiche.

I programmi di allevamento veri partono all’inizio degli anni Novanta, con la stesura dei primi standard russi e il riconoscimento della World Cat Federation nello stesso decennio. È una storia recentissima sul piano dei registri e antichissima sul piano del gatto: la razza non è stata costruita, è stata descritta, e questa differenza pesa su tutto quello che riguarda la sua salute e la sua varietà genetica di partenza.

I riconoscimenti: FIFe nel 2004, TICA nel 2012

La FIFe riconosce il Kurilian Bobtail dal 2004 e lo registra in due varietà distinte, a pelo corto e a pelo semilungo, entrambe nella terza categoria. TICA lo ammette al campionato nel 2012 e lo inserisce fra le razze naturali, cioè quelle che non nascono da un incrocio programmato ma da una popolazione preesistente. Nei due sistemi lo standard descrive lo stesso animale, e la lunghezza del pelo è l’unica cosa che separa le due varietà.

Un dettaglio del regolamento TICA vale più di molte descrizioni: la razza non ammette incroci con altre razze. Il pool genetico è quindi quello che è stato portato dalle isole, e da lì in avanti si lavora al suo interno. È una scelta coerente con l’idea di razza naturale, che però rende importante la gestione della consanguineità, perché una popolazione chiusa consuma diversità a ogni generazione, anche quando parte da una base larga.

Da dove viene quella coda, secondo le ipotesi in circolazione

La FIFe, nella scheda della razza, riferisce l’ipotesi che il Kurilian nasca dall’incontro fra gatti a coda corta di origine giapponese e gatti siberiani portati dai marinai lungo l’arcipelago. È una ricostruzione plausibile, perché quelle rotte esistevano davvero e perché il tipo del gatto ricorda per struttura e mantello i gatti del nord del continente, come si vede confrontandolo con il Siberiano. Resta però un’ipotesi di lavoro e va presentata come tale: nessuno ha ricostruito quella genealogia con documenti d’archivio o con analisi genetiche mirate, e sulle isole i gatti circolavano da molto prima che qualcuno pensasse a registrarli.

Le prove genetiche disponibili oggi dicono che la coda del Kurilian appartiene alla famiglia dei bobtail asiatici, la stessa del Japanese Bobtail, e non ha niente a che vedere con la mutazione dei gatti dell’Isola di Man, che è una storia diversa e molto più problematica. Il confronto merita una spiegazione per esteso ed è nella scheda sulla salute: due code corte non sono la stessa cosa, e la differenza si vede sulla colonna vertebrale. Chi cerca un gatto insolito trova qui un animale robusto, a patto di dargli le altezze che chiede: un albero per gatti da 143 centimetri è il punto di partenza.

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