Gioco e stimoli consigliati per il Norvegese delle foreste

Foto: Mezuah · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
La sequenza di caccia va chiusa
Le linee guida AAFP e ISFM dedicano un pilastro intero al gioco e al comportamento predatorio e chiedono di coinvolgere quanti più elementi possibile della sequenza: cercare, avvistare, avvicinarsi, agguato, scatto, cattura e infine consumo. Interrompere il gioco prima della cattura lascia il gatto in tensione, ed è l’errore più comune di tutti: si smette quando la persona è stanca, non quando la sequenza si è chiusa con una preda presa e con qualcosa da mangiare.
In pratica la bacchetta va mossa come una preda che scappa, si nasconde e riappare, mai come un elicottero sopra la testa; ogni tanto si lascia prendere davvero; alla fine si conclude con qualche crocchetta. Un set di bacchette con piume copre bene la parte di simulazione. Se il gatto sembra svogliato vale la pena leggere perché il gatto non gioca, perché quasi sempre il problema è nel modo in cui il gioco viene proposto.
Gioco in verticale, non solo a terra
Con un gatto costruito per arrampicarsi, il gioco più efficace è quello che sfrutta l’altezza. Una bacchetta fatta salire lungo una parete attrezzata, un oggetto lanciato verso una mensola, una pallina che rotola giù da un ripiano attivano risposte molto più intense di qualsiasi giocattolo trascinato sul pavimento. Il norvegese si accende quando può salire, e una sessione con dislivelli lo stanca in dieci minuti più di mezz’ora di corse in orizzontale sul parquet.
Il gioco verticale ha anche un valore fisico. Salire e scendere mantiene tono muscolare e peso in un gatto che in appartamento tende a fare poco, e distribuisce il carico su articolazioni che in questa razza vanno protette. Gli appoggi vanno però resi sicuri, con superfici che non scivolino e un gradino intermedio verso i punti più alti, perché atterrare male da un metro e mezzo è un rischio reale per un animale di questa mole.
Odori, cartone e rotazione
La parte di ricerca della sequenza è quella che manca del tutto in appartamento e si ricostruisce a costo quasi zero. Piccole porzioni di cibo nascoste in punti diversi, scatole di cartone bucate, sacchetti di carta e un tunnel pieghevole da 130 cm creano un percorso da esplorare ogni giorno diverso. È lo stesso principio che sta dietro a tutto il discorso sull’arricchimento ambientale, e non richiede di comprare nulla di sofisticato.
La regola che conta di più è la rotazione. Tenere fuori quattro o cinque oggetti alla volta e cambiarli ogni settimana mantiene alta la novità senza spendere altro, perché un giocattolo riposto per dieci giorni torna interessante. Anche l’olfatto è un canale poco usato: l’erba gatta funziona solo su una parte dei soggetti, per predisposizione genetica, quindi vale la pena provare qualche foglia di erba gatta in foglie prima di comprarne a chili.
Quando giocare, e per quanto
Due sessioni brevi al giorno a orari stabili valgono più di mezz’ora casuale ogni tanto. Il gatto è crepuscolare e concentra l’attività all’alba e al tramonto, quindi una sessione nel tardo pomeriggio e una prima dell’ultimo pasto assecondano il ritmo naturale invece di combatterlo. La prevedibilità riduce le richieste sparse durante il giorno, perché il gatto impara quando arriva il momento buono e smette di provare a ottenerlo di continuo dalle persone.
È anche la contromisura più semplice al problema per cui il gatto corre di notte e sveglia la casa prima dell’alba. Il gioco serale seguito dal pasto sposta il riposo nelle ore notturne, e su un norvegese, che è meno iperattivo di altre razze, l’effetto è visibile in pochi giorni. Se l’abitudine è già consolidata, l’orario va anticipato per gradi, di quindici minuti alla volta, senza cedere alle richieste intermedie.