Educazione e intelligenza del Singapura

Foto: Squeezeweasel (Wikipedia English) · CC BY-SA 2.5 · via Wikimedia Commons
Impara in fretta perché vuole partecipare
La CFA descrive un gatto intelligente e orientato alle persone, e nell’addestramento questo si traduce in una disponibilità superiore alla media: il Singapura si avvicina a quello che stai facendo invece di allontanarsi, e questo è metà del lavoro. Il metodo che funziona con i gatti è il rinforzo positivo, cioè far seguire immediatamente a un comportamento qualcosa che l’animale vuole. Il rinforzo deve arrivare entro un secondo, altrimenti l’associazione non si costruisce e il gatto impara qualcos’altro.
Le sessioni utili durano due o tre minuti e finiscono prima che il gatto si stanchi: meglio tre micro-sessioni distribuite nella giornata che un quarto d’ora una volta a settimana. Il bocconcino resta il rinforzo più maneggevole ma va scalato dalla razione, che in questa razza è piccola; per molti soggetti funziona altrettanto bene un gioco breve con un set di bacchette e giochi con piume tenuto a portata di mano. Che cosa un gatto sia effettivamente in grado di imparare è raccontato in quanto è intelligente un gatto.
Le tre cose che conviene insegnare presto
La prima è farsi maneggiare senza reagire. In una razza dove i test genetici si fanno su tampone boccale e i controlli cardiologici sono raccomandati, un gatto che accetta di farsi aprire la bocca e tenere fermo qualche secondo risparmia stress a tutti. Si comincia da cucciolo con tocchi brevi su zampe, orecchie e muso seguiti subito da qualcosa di piacevole, allungando di pochi secondi alla volta. La seconda è il trasportino, che va lasciato aperto in casa tutto l’anno con dentro una coperta.
Un trasportino rigido con apertura superiore che si separa a metà permette di lasciare il gatto dentro durante la visita, ed è la differenza fra un controllo gestibile e una lotta: il metodo passo per passo è in il gatto e il trasportino. La terza è il richiamo, cioè un suono sempre uguale associato a qualcosa di buono. Serve davvero in emergenza, quando un gatto piccolo si è infilato dove non dovrebbe e non si vede.
Perché la punizione qui funziona ancora meno
Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per la collottola non insegna il comportamento corretto: insegna che una persona è imprevedibile. In un gatto che di suo reagisce male alle novità l’effetto è amplificato, e il risultato tipico è un animale che si nasconde e che smette di avvicinarsi spontaneamente. Le linee guida AAFP e ISFM mettono fra i pilastri di un ambiente sano un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile, e la punizione lavora esattamente contro quel principio.
L’alternativa è gestire l’ambiente e rendere conveniente il comportamento alternativo: se sale sul piano di lavoro, il piano va sgomberato e va offerto un punto alto più comodo accanto. Se un gatto comincia a nascondersi in modo nuovo e persistente, però, la prima ipotesi da escludere non è caratteriale ma sanitaria, e il ragionamento da fare è quello di perché il gatto si nasconde. Il comportamento si sposta, non si spegne.
Aprire, spingere, far cadere
Un gatto piccolo, leggero e curioso arriva ovunque e non fa rumore mentre lo fa. Molti Singapura imparano ad aprire sportelli, a infilarsi nei cassetti socchiusi e a spingere oggetti oltre il bordo del tavolo, comportamento che ha una spiegazione precisa nella manipolazione esplorativa e non è dispetto. La risposta efficace è meccanica, cioè fermi per gli sportelli, cibo fuori vista e superfici sgombre, non educativa: sgridare un gatto mentre spinge un bicchiere lo rende semplicemente più interessante, perché aggiunge una reazione a un gesto che prima non ne aveva nessuna.
L’altra questione è il gioco che sale di tono. Un morso da un gatto di due chili fa meno danno che da un maine coon, ma l’errore che lo produce è lo stesso: usare le mani come preda quando il gattino è piccolo e trovarsi un adulto che lo fa per abitudine. Le mani non devono mai essere il gioco: si usano bacchette e oggetti a distanza, e la sessione si chiude con una cattura vera seguita da un bocconcino.