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Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Savannah

Savannah maculato seduto su un letto

Foto: Jason Douglas · Public domain · via Wikimedia Commons

Un carnivoro stretto, come tutti gli altri gatti

Il fabbisogno di base non cambia perché in fondo all’albero genealogico c’è un serval. Il Savannah resta un carnivoro obbligato, con bisogno di proteine animali di buona qualità, di taurina, di arachidonico e di vitamina A preformata, perché il gatto non li ricava dai vegetali. Un alimento completo formulato per gatti copre questi fabbisogni per definizione: è il senso della parola completo. La differenza fra un prodotto e l’altro sta nella qualità delle materie prime e nella digeribilità, non nella presenza di ingredienti esotici in etichetta.

Quello che cambia davvero è la quantità, e non per la razza in sé ma per l’attività. Un Savannah adulto che si muove molte ore al giorno consuma più di un gatto sedentario di pari peso, e il modo giusto di regolarsi non è la tabella sul sacchetto ma la condizione corporea: costole palpabili senza premere, vita visibile dall’alto, pancia che non pende. La logica di calcolo è la stessa spiegata in quanto deve mangiare un gatto e va rivista dopo la sterilizzazione.

La leggenda della dieta cruda obbligatoria

Nel mondo degli ibridi si ripete spesso che questi gatti hanno bisogno di carne cruda perché il loro apparato digerente sarebbe diverso. Non esiste una prova che lo dimostri, e le associazioni veterinarie che si sono espresse sulle diete crude segnalano i rischi noti: contaminazione batterica per l’animale e per le persone di casa, ossa che possono perforare, squilibri di calcio e fosforo nelle razioni preparate in casa senza formulazione. Un ibrido di quarta generazione digerisce come un gatto domestico, perché in gran parte lo è.

Se si sceglie comunque una dieta casalinga o cruda, va fatta formulare da un veterinario nutrizionista e integrata di conseguenza, non copiata da un gruppo di allevatori. Nella maggior parte dei casi la soluzione più solida resta un buon alimento industriale completo, umido o secco, scelto con i criteri riassunti in crocchette o umido per il gatto. Il denaro speso in ingredienti scenografici rende molto meno di quello speso in visite di controllo e in arricchimento della casa.

Acqua: perché conta più della marca del cibo

Il gatto ha una sete poco reattiva e ricava buona parte dell’acqua dal cibo. Con una dieta secca al cento per cento l’apporto idrico dipende interamente da quanto beve, e in una razza attiva questo pesa. Aumentare le occasioni funziona meglio di qualunque insistenza: più punti di abbeverata in stanze diverse, ciotole larghe e basse, acqua cambiata ogni giorno, distanza netta dalla lettiera e dalla ciotola del cibo. Molti gatti bevono di più se l’acqua si muove, ed è qui che una fontanella ha senso.

Il criterio di scelta non è la forma ma la manutenzione: quanto è facile smontarla, quanto costano i filtri, quanto rumore fa la pompa. Una fontanella in acciaio inox da 2,6 litri si lava meglio della plastica e non trattiene odori, mentre un modello compatto come la fontana Catit Pixi basta in una casa con un solo gatto. Se un adulto comincia improvvisamente a bere molto più del solito la fontanella non c’entra: vale quanto spiegato in il gatto beve troppo.

Far lavorare il gatto per il cibo

In un animale con questo livello di attività, il modo in cui il cibo arriva conta quanto il cibo stesso. Una ciotola piena due volte al giorno esaurisce in trenta secondi un’attività che in natura occuperebbe ore e lascia scoperta la parte più importante della giornata. Distribuire la razione in più punti della casa, nasconderla dentro contenitori da rovesciare, usare palline dispensatrici e scatole di cartone bucate trasforma il pasto in una sequenza di ricerca. Non è un gioco: è la forma più economica di arricchimento ambientale.

Il metodo va introdotto per gradi, partendo da contenitori facili e aumentando la difficoltà solo quando il gatto ha capito. Un animale frustrato che non riesce ad accedere al cibo smette di provarci e ingrassa lo stesso, perché poi compensa. Conviene invece cambiare spesso contenitore e livello di difficoltà. Vale la pena aggiungere che il Savannah impara questi giochi molto in fretta, quindi la rotazione dei contenitori serve più che in altre razze.

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