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Gattini e riproduzione del Savannah

Savannah maculato seduto su un letto

Foto: Jason Douglas · Public domain · via Wikimedia Commons

Perché incrociare due specie non è un dettaglio tecnico

La prima generazione nasce dall’accoppiamento fra un serval e una gatta domestica, e questo comporta problemi che nelle razze normali non esistono. International Cat Care segnala il rischio di lesioni per la femmina, molto più piccola del maschio, e le differenze nella durata della gestazione fra le due specie, che possono portare a parti prematuri o difficili. Sono le ragioni per cui l’organizzazione dichiara di non sostenere la creazione di razze ibride, indipendentemente da come venga gestito il singolo allevamento.

Chi compra un cucciolo di generazione avanzata non partecipa direttamente a quel passaggio, ma lo alimenta comunque, perché la domanda di Savannah tiene in piedi la produzione di prime generazioni a monte. Vale la pena saperlo prima di scegliere, non per rinunciare per forza, ma per decidere con l’informazione completa. È la stessa onestà con cui si dovrebbero guardare i costi estetici di altre razze, dalle orecchie piegate al muso schiacciato.

Maschi sterili per diverse generazioni

Nei mammiferi, quando due specie si incrociano, il sesso eterogametico è quello che paga per primo in fertilità: nei felini sono i maschi. Nel Savannah le femmine risultano fertili già dalla prima generazione, mentre i maschi restano di norma sterili per parecchie generazioni e diventano riproduttivi solo più avanti nella linea. La conseguenza è strutturale: la razza si mantiene reincrociando femmine ibride con maschi domestici o con maschi delle generazioni fertili, e questo tiene il pool riproduttivo molto stretto.

Per chi compra ci sono due implicazioni pratiche. La prima è che un maschio delle prime generazioni non riprodurrà, e chi lo vende come futuro stallone sta vendendo una cosa che non esiste. La seconda è che un pool ristretto concentra le varianti dannose, ed è il motivo per cui i test genetici in questa razza non sono un adempimento formale ma lo strumento principale di controllo del rischio. La sterilizzazione dei soggetti da compagnia resta comunque la scelta corretta, per i motivi riassunti ne la sterilizzazione del gatto.

Che cosa deve aver fatto l’allevatore, e con quali carte

Le domande da fare sono poche e specifiche. Quale generazione è esattamente questo cucciolo, e come è documentata sul pedigree? Entrambi i genitori sono stati testati per la deficienza di piruvato chinasi e per la PRA-b, con referti intestati a quei soggetti e non generici sulla linea? Esiste un’ecocardiografia recente? Quali permessi accompagnano l’animale, considerato che la CITES tratta come esemplari protetti gli ibridi con un antenato tutelato nelle quattro generazioni precedenti? Un allevatore serio risponde con documenti, non con rassicurazioni.

Vanno chiesti anche i tempi e i luoghi. Dove crescono i cuccioli, in casa o in box separati, quante persone li maneggiano, se hanno visto un cane, un aspirapolvere, un trasportino. Un allevamento che non fa entrare nessuno e manda solo fotografie va guardato con sospetto. E va verificato che l’animale sia in regola con l’anagrafe felina dove prevista, con microchip e passaporto se arriva dall’estero, perché in questa razza i passaggi transfrontalieri sono frequenti.

Le settimane che formano il carattere, e quando portarlo a casa

Il periodo sensibile della socializzazione del gattino si concentra nelle prime settimane di vita e si chiude presto, molto prima di quanto si creda. Quello che il cucciolo incontra in quel periodo diventa normale per il resto della vita; quello che non incontra resta potenzialmente spaventoso. In un ibrido con una quota di reattività superiore alla media questo pesa il doppio: un Savannah cresciuto in un box senza contatto umano quotidiano difficilmente diventerà un gatto gestibile, quale che sia la generazione dichiarata sul pedigree.

Per questo l’età di consegna non si negozia al ribasso. Il cucciolo va lasciato con la madre e i fratelli fino a tre mesi almeno, perché lì impara l’inibizione del morso, la gestione della frustrazione e i codici sociali della specie. Chi propone la consegna a otto o nove settimane sta risparmiando su svezzamento e vaccinazioni, non facendo un favore. Le tappe complete sono descritte ne la socializzazione del gattino e valgono per ogni razza. Nei primi giorni a casa un diffusore di feromoni Feliway Optimum e una cuccia nido morbida lavabile aiutano l’ambientamento.

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