Gattini e riproduzione del Sokoke

Foto: SHD (Wikipedia English) · CC BY-SA 2.5 · via Wikimedia Commons
Due cuccioli in un anno: che cosa significa davvero
Le statistiche di allevamento pubblicate dalla FIFe per il 2023 danno la misura esatta della rarità di questa razza: su 101.997 gattini registrati in tutte le razze, i Sokoke sono stati due. Per confronto, nello stesso anno il Maine Coon ne ha registrati 24.691 e il British Shorthair 17.629. Il Sokoke è la razza più rara fra quelle pienamente riconosciute, e il GCCF lo definisce senza mezzi termini il gatto di razza più raro del mondo.
Questo cambia completamente il modo di cercare un cucciolo. Non esiste un mercato, esistono pochi allevamenti sparsi fra il nord Europa e qualche altro paese, con liste d’attesa lunghe e quasi sempre un’importazione da organizzare. Chi trova un annuncio che promette Sokoke disponibili subito e a prezzo contenuto sta quasi certamente guardando un altro gatto, magari un tabby marmorizzato di bell’aspetto ma senza pedigree, oppure un incrocio venduto per quello che non è.
Consanguineità: i numeri della politica di allevamento
Con una base così ristretta, la gestione della parentela è il problema tecnico centrale della razza. La politica di allevamento del GCCF fornisce una scala esplicita per il coefficiente di consanguineità di un accoppiamento: fino al dieci per cento è basso, fra dieci e venti discreto, fra venti e venticinque accettabile, fra venticinque e quaranta alto e riservato ad allevatori esperti, oltre il quaranta per cento sconsigliato. Il numero va chiesto prima, non dopo.
Il documento aggiunge un principio che vale la pena riportare: più l’incrocio è stretto, più severa deve essere la selezione dei soggetti. Al momento non è ammesso alcun incrocio con altre razze, anche se l’apertura verso altri gatti a pelo corto viene tenuta in considerazione per il futuro. Chi compra un cucciolo può quindi legittimamente chiedere il coefficiente dell’accoppiamento e le generazioni su cui è calcolato: un allevatore serio lo sa a memoria.
Colori, varianti e che cosa si può registrare
La varietà classica è il tabby marmorizzato bruno modificato, con i disegni dal centro vuoto e l’effetto sale e pepe prodotto dall’agouti che i primi allevatori hanno chiamato tabby africano. Accanto a questa il GCCF riconosce per l’esposizione lo Snow Sokoke, che porta in doppia copia il gene recessivo del colourpoint. In Italia se ne vedono pochissimi. Le regole di registrazione chiedono tre generazioni di Sokoke nei colori riconosciuti, con soli Sokoke o gatti di fondazione nel pedigree.
Esistono poi le varianti, cioè soggetti utilizzabili in riproduzione ma non ammessi in esposizione: neri melanistici, blu, forme non agouti e a pelo lungo. Non sono errori né scarti da svendere, sono materiale genetico prezioso in una razza con questi numeri. Una variante non è un gatto difettoso, e un allevatore che la presenta come una rarità speciale da pagare di più sta raccontando la storia al contrario: la variante serve alla razza, non al listino.
Cucciolata, svezzamento e primi giorni a casa
La gestazione dura circa nove settimane e nella maggioranza dei casi il parto non richiede assistenza, ma il veterinario va allertato prima della data prevista. Nelle prime settimane il lavoro lo fa la madre: all’uomo tocca garantire un angolo tranquillo, caldo e riparato e pesare i gattini ogni giorno, perché la crescita quotidiana è il primo indicatore che qualcosa non va. Una cuccia nido morbida e lavabile in una stanza poco frequentata è sufficiente.
La finestra sensibile per la socializzazione si chiude molto presto e in una razza tanto legata alle persone conta doppio: un gattino che in quel periodo non ha incontrato persone, rumori domestici e altri animali resta timoroso da adulto, come spiegato in la socializzazione del gattino. Vale la pena chiedere all’allevamento come sono state gestite quelle settimane, perché su una cucciolata di due o tre gattini la differenza la fa il singolo ambiente. I tempi del passaggio al cibo solido sono invece quelli descritti in lo svezzamento del gattino, senza scorciatoie.
All’arrivo conviene limitare lo spazio a una stanza con tutte le risorse e allargarlo gradualmente, tenendo la lettiera lontana dalla ciotola e usando all’inizio lo stesso substrato dell’allevamento, come spiegato in la prima lettiera del gattino. Un trasportino morbido per il viaggio basta per il trasferimento di un cucciolo, ma serve subito anche un modello rigido di taglia adulta, perché sarà quello definitivo e conviene che il gattino lo consideri parte dell’arredamento fin dal primo mese.