Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Sokoke

Foto: SHD (Wikipedia English) · CC BY-SA 2.5 · via Wikimedia Commons
Magro di costituzione non vuol dire sottopeso
Il Sokoke è un gatto lungo, asciutto e muscoloso, e lo standard chiede proprio quella struttura. Il rischio per chi arriva da altre razze è leggere la magrezza come un problema e aumentare le porzioni per «rimetterlo in forma». Non funziona così: la valutazione va fatta con le mani, sentendo le coste sotto una copertura sottile e controllando che ci sia massa muscolare sulle spalle e sulle cosce. Le coste si sentono, non si vedono.
Il metodo pratico è lo stesso di sempre. Pesare il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia, annotare il numero e correggere del dieci per cento alla volta se la tendenza è sbagliata. Un calo di peso progressivo in un adulto non è mai normale e va portato dal veterinario, perché in questa fascia d’età le cause più frequenti sono renali, tiroidee o dentali. Il procedimento completo per calcolare la razione è in quanto deve mangiare un gatto.
Attività alta, fabbisogno reale
Un gatto che si arrampica tutto il giorno consuma più di uno sedentario dello stesso peso, e questo va tenuto presente quando si applicano le tabelle stampate sulle confezioni, che sono costruite su un gatto medio da appartamento. Lo scarto non è enorme e non giustifica il raddoppio delle porzioni, ma spiega perché molti Sokoke restano asciutti mangiando quantità che ingrasserebbero un altro gatto. Il riferimento resta il peso stabile misurato nel tempo, non la tabella.
Nei periodi freddi il fabbisogno energetico tende a salire, e in un gatto senza sottopelo la cosa si nota più che in altri. Non serve cambiare alimento: serve tenere d’occhio la bilancia e garantire ambienti tiepidi, perché un gatto che spende energia per scaldarsi è un gatto che ne ha meno per il resto. Il termosifone vale una porzione, nel senso che un posto caldo riduce il dispendio più efficacemente di qualunque aggiustamento della dieta.
Acqua e umido
Il gatto beve poco perché in natura ricava l’acqua dalla preda, e una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, cosa che molti soggetti fanno male. Aumentare la quota di umido resta il modo più efficace per alzare l’apporto idrico complessivo, e il confronto onesto fra le due opzioni, con i pro e i contro reali di ciascuna, è in crocchette o umido per il gatto. Non esiste un formato giusto in assoluto.
Sull’acqua contano più la posizione e il numero delle ciotole che il modello: vanno tenute lontano da cibo e lettiera, distribuite su più stanze e riempite ogni giorno. Per i soggetti attratti dall’acqua in movimento una fontanella in acciaio da 2,6 litri aumenta davvero le occasioni di bere, purché venga smontata e lavata con regolarità. Una fontana sporca è peggio di una ciotola pulita, perché il biofilm nei tubi non si vede a occhio.
Distribuire il cibo invece di riempire la ciotola
In una razza così attiva la ciotola sempre piena è uno spreco di occasioni. Spostare una parte della razione dentro giochi di manipolazione, o semplicemente distribuirla in punti diversi della casa e in alto, trasforma il pasto in un’attività e riduce la noia delle ore in cui non c’è nessuno. È lo stesso principio dell’arricchimento ambientale applicato al cibo, e in questo gatto funziona particolarmente bene perché la ricerca fa parte del suo repertorio naturale.
Anche una palla interattiva a movimento automatico può accompagnare la sessione che precede il pasto, purché resti un complemento e non un sostituto del gioco con la persona. La sequenza che conviene rispettare è caccia, cattura, pasto: chiuderla nell’ordine giusto porta al riposo. Chiudere la sequenza nell’ordine giusto vale più di qualunque gioco costoso lasciato a terra. Se invece il gatto ingrassa nonostante l’attività, i motivi e le contromisure sono elencati in il gatto grasso, e valgono anche qui.