Carattere e convivenza in famiglia del Sokoke

Foto: SHD (Wikipedia English) · CC BY-SA 2.5 · via Wikimedia Commons
Attivo, arrampicatore, sempre in movimento
La FIFe descrive il Sokoke come un gatto molto attivo e amante dell’arrampicata, e nella pratica quella riga si traduce in un animale che sta in alto per gran parte della giornata e che tratta la casa come un percorso a più piani. Non è una razza da divano e non lo diventerà: la spinta al movimento è la stessa che serviva a procurarsi il cibo nella foresta. L’energia non cala con l’età quanto ci si aspetterebbe da altre razze.
Chi vive con un Sokoke racconta un gatto veloce, curioso di tutto, capace di aprire porte e di raggiungere ripiani che sembravano fuori portata. È divertente e faticoso in parti uguali. La conseguenza pratica è che una casa senza percorsi verticali e senza sessioni di gioco quotidiane produce un gatto frustrato, e la frustrazione in questa razza si vede subito, sotto forma di corse notturne e di attenzioni insistenti verso chiunque si sieda.
Vocale e attaccato: un legame che complica i trasferimenti
Il Sokoke è un gatto che parla, sia con le persone sia con gli altri gatti della casa, e la FIFe segnala anche un legame affettivo particolarmente profondo verso i conviventi, umani e felini. È un tratto piacevole ma ha un rovescio serio: ricollocare un adulto è difficile, e i tempi di adattamento a una casa nuova sono più lunghi rispetto alla media, soprattutto per soggetti già legati a un altro gatto.
Questo dovrebbe pesare sulla decisione iniziale più di qualunque considerazione estetica. Prendere un Sokoke significa impegnarsi per quindici anni e mettere in conto che separarlo dal compagno di gabbia o cambiargli casa dopo qualche anno non è un’operazione neutra. Chi acquista due cuccioli insieme, cosa che molti allevamenti suggeriscono proprio per questo motivo, dovrebbe considerarli una coppia indivisibile e non due animali intercambiabili da collocare separatamente in futuro. Il legame non si scioglie per comodità di chi lo ha creato.
Con bambini, cani e altri gatti
La socialità di questa razza la rende adatta a una casa piena di gente, purché ci siano vie di fuga e ripiani alti dove ritirarsi. Con i bambini valgono le regole descritte per il gatto e i bambini: nessun obbligo di farsi prendere in braccio, nessun inseguimento e sempre una via d’uscita. Un gatto veloce e leggero come questo si toglie dai piedi da solo, ma un’infanzia passata a essere rincorso lascia un adulto diffidente.
Con gli altri gatti la convivenza funziona bene e spesso è consigliata, ma l’inserimento va fatto con metodo: separazione iniziale, scambio di odori e incontri brevi, cioè i passaggi descritti per presentare due gatti. Nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo. Con i cani l’esito dipende quasi solo dal cane: uno che insegue crea un problema, uno indifferente no, e la differenza si vede nelle prime ore molto più che nelle settimane successive.
Non è un gatto da casa vuota
Il combinato disposto di attività alta e attaccamento forte porta a una conclusione netta: il Sokoke è una scelta sbagliata per chi sta fuori dodici ore al giorno e vuole un gatto autonomo. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto elencano fra i cinque pilastri un’interazione umana positiva, coerente e prevedibile, e qui quel pilastro pesa più che altrove. Una casa vuota tutto il giorno è un ambiente povero per questa razza.
Le contromisure esistono e vanno prese sul serio: un secondo gatto compatibile, sessioni di gioco fisse la mattina e la sera con un set di bacchette con piume, punti di osservazione sulle finestre e distribuzione del cibo in più punti della casa. Restano rimedi parziali. Nessuna di queste misure sostituisce la presenza di qualcuno in casa per una parte della giornata. Il quadro completo delle strategie per le assenze prolungate, con i segnali da tenere d’occhio, è in il gatto lasciato solo.