Gioco e stimoli consigliati per il Savannah

Foto: Jason Douglas · Public domain · via Wikimedia Commons
La sequenza predatoria va chiusa, non interrotta
Il gioco del gatto non è intrattenimento generico: è una sequenza precisa fatta di individuazione, avvicinamento, agguato, scatto, presa e uccisione simulata. Se la si interrompe a metà, riponendo il gioco quando il gatto è ancora eccitato, resta una frustrazione che si scarica altrove, spesso sulle caviglie di chi passa. Ogni sessione deve finire con una presa, cioè con il gatto che afferra l’oggetto e lo tiene, e subito dopo con qualcosa da mangiare, perché è così che la sequenza si chiude in natura.
In una razza con questo livello di attività la regola vale doppio. Il gioco a bacchetta è lo strumento più efficace perché permette di simulare una preda che scappa, si nasconde e si ferma, invece di muoversi a caso. Una bacchetta con piume e set di ricambi costa poco e va conservata fuori dalla portata del gatto, sia perché fili e piume ingeriti sono pericolosi, sia perché un gioco sempre disponibile smette di essere interessante nel giro di pochi giorni.
Quanto gioco serve, davvero
Due sessioni al giorno da dieci o quindici minuti sono il minimo, meglio se a orari prevedibili, con una collocata alla sera per far coincidere caccia, pasto e sonno. In molti casi servono tre sessioni, e nelle prime generazioni anche di più. Non è una quantità arbitraria: un gatto che in natura farebbe decine di tentativi di caccia al giorno ha bisogno di ripetizioni, non di un unico episodio lungo. Le sessioni corte e frequenti stancano meglio di una maratona serale e riducono l’attività notturna.
Il segnale che la dose non basta si legge nel comportamento: risvegli alle quattro del mattino, corse rumorose, morsi ai piedi, oggetti fatti cadere dai piani. Il gatto non sta facendo dispetti, sta cercando ingaggio. Aumentare il gioco serale e spostare il pasto principale dopo l’ultima sessione risolve una parte importante dei casi, come si vede analizzando perché il gatto morde i piedi di notte. Se non cambia nulla in due settimane, vale la pena approfondire.
Acqua, salto e altre inclinazioni da sfruttare
Molti Savannah si interessano all’acqua in modo attivo: zampate nella ciotola, ricerca del rubinetto aperto, giochi sul bordo della vasca. È un’inclinazione da usare, non da correggere. Una bacinella bassa con qualche pallina galleggiante, o un filo d’acqua lasciato scorrere sotto sorveglianza, occupa il gatto per parecchi minuti e non costa nulla. La stessa curiosità spiega perché tanti gatti bevono altrove: il tema è affrontato in perché il gatto beve dal rubinetto.
L’altra inclinazione da sfruttare è il salto. Percorsi in altezza, ripiani a distanze diverse e giochi lanciati verso l’alto trasformano un corridoio in una palestra. Un tunnel pieghevole da 130 cm aggiunge la parte di agguato, che sul pavimento libero manca, e si sposta di stanza in stanza per cambiare lo scenario. La rotazione è la chiave: gli stessi oggetti riproposti in posizioni nuove tornano interessanti, mentre un giocattolo lasciato sempre lì diventa arredamento nel giro di una settimana.
Giochi automatici e cibo da cercare: quando aiutano
I giochi elettrici che si muovono da soli hanno un limite preciso: non offrono la presa finale e quindi non chiudono la sequenza. Servono come riempitivo nelle ore in cui non c’è nessuno in casa, non come sostituto della sessione a bacchetta. Una palla automatica interattiva funziona meglio se viene accesa in una stanza chiusa, per un tempo limitato, e spenta prima che il gatto si stufi. Usata tutto il giorno smette di produrre interesse e resta un oggetto che ronza.
Molto più utile è il cibo da cercare. Piccole porzioni nascoste in punti diversi della casa, contenitori da rovesciare, scatole di cartone con i buchi e coperte da srotolare occupano tempo e testa. La ricerca stanca più della corsa, e in un gatto sveglio come questo è la variabile che cambia la giornata. Un ciuffo di erba gatta in foglie sparso su un tappetino aggiunge una componente olfattiva, con l’avvertenza che non tutti i gatti rispondono alla nepetalattone.