Educazione e intelligenza del British Longhair

Foto: Fanta3 · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Capisce in fretta, esegue quando gli conviene
Non è un gatto lento: è un gatto che valuta. Impara rapidamente le sequenze che portano a qualcosa che vuole e ignora quelle che non hanno esito, il che rende inutile qualunque metodo basato sull’obbedienza e indispensabile il rinforzo. Il principio è semplice: al comportamento desiderato segue subito qualcosa di gradito. Il rinforzo deve arrivare entro un secondo, altrimenti il gatto associa un’altra cosa e impara qualcosa che non si voleva insegnare.
Le sessioni efficaci sono corte, due o tre minuti, ripetute più volte al giorno e chiuse prima che il gatto si stanchi. I premi vanno scalati dalla razione, perché in una razza che ingrassa facilmente l’addestramento può diventare un problema di peso. Per alcuni soggetti funziona meglio un premio non alimentare, dal gioco breve a qualche foglia di erba gatta canadese. Il quadro delle capacità cognitive è in quanto è intelligente un gatto.
Farsi spazzolare va insegnato prima che serva
In un gatto a pelo semilungo questa è la lezione più importante di tutte, e va impostata da cucciolo. Si comincia con tocchi brevissimi del pettine su zone facili, dorso e guance, seguiti immediatamente da qualcosa di piacevole, e si allunga di pochi secondi alla volta fino ad arrivare alle zone difficili: ascelle, inguine, culotte, base della coda. Un pettine a denti lunghi va lasciato in giro e usato spesso, non tirato fuori solo nell’emergenza.
Il momento in cui si sbaglia quasi sempre è il primo nodo. Tirare per aprirlo fa male, e un gatto che associa il pettine al dolore smette di farsi avvicinare per mesi. Meglio interrompere, aprire il feltro con le dita o tagliarlo, e riprendere il giorno dopo da zero. Un’unica sessione dolorosa costa più di venti sessioni saltate, e in un adulto da sei chili che non collabora la spazzolatura diventa presto impossibile senza sedazione.
Trasportino e veterinario, insegnati a freddo
La differenza fra una visita gestibile e una lotta si decide mesi prima. Un trasportino rigido con apertura superiore lasciato aperto in casa tutto l’anno, con dentro una coperta e ogni tanto un premio, smette in fretta di essere l’oggetto che annuncia guai. I modelli che si separano a metà permettono di visitare il gatto dentro la base, cosa che riduce lo stress e migliora anche la qualità dell’esame. Il metodo per gradi è in il gatto e il trasportino.
Con un gatto abitudinario conviene aggiungere un passaggio in più: qualche uscita in auto senza destinazione, di cinque minuti, che non finisca in ambulatorio. Altrimenti il trasportino resta associato a un solo esito. Vale la pena insegnare anche la posizione ferma per il controllo di orecchie e bocca, perché in una razza a testa larga e orecchie piccole i controlli auricolari sono più scomodi e vengono rimandati proprio per questo.
Dire di no senza punire
Spruzzare acqua, alzare la voce o afferrare il gatto per la collottola non insegnano il comportamento corretto: insegnano che quella persona è imprevedibile. Il risultato è un gatto che evita te, non l’oggetto del divieto, e in una razza poco espansiva la perdita è difficile da recuperare. Le linee guida internazionali mettono fra i pilastri di un ambiente sano un’interazione umana coerente, e la punizione lavora esattamente contro quel principio.
L’alternativa è ambientale. Se sale sul piano di lavoro, il piano va sgomberato e va offerto un punto alto più comodo accanto; se mordicchia le mani durante il gioco, si passa a bacchette e giochi a distanza e la sessione si chiude prima del picco di eccitazione. Le mani non devono mai fare da preda, per le ragioni e con i tempi descritti in perché il gatto morde, e la regola vale dal primo giorno.