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Cura del pelo e salute dello York Chocolate

York Chocolate adulto a pelo semilungo di colore cioccolato

Foto: Nickstein00 · Pubblico dominio · via Wikimedia Commons

Un semilungo con sottopelo, quindi due o tre passate a settimana

Lo standard descrive un pelo di media lunghezza, fine e lucido, che scende liscio lungo il corpo, con una tessitura morbida e serica e un sottopelo sviluppato ma non lanoso, più corto sulle spalle e più lungo verso la groppa. Un mantello così si annoda dove c’è attrito e dove la lingua del gatto arriva peggio: ascelle, inguine, dietro le orecchie e alla base della coda. I nodi nascono dove il gatto non arriva, non dove il pelo è più lungo.

Servono due strumenti, un pettine a denti larghi per aprire e uno più fitto per rifinire; le spazzole a setole passano sopra il problema senza risolverlo. Un set pettine e spazzola per gatti basta e avanza, purché venga usato due o tre volte alla settimana e non una volta al mese. Nei cambi di stagione la perdita aumenta ed è normale; una caduta a chiazze o con croste non lo è e va vista dal veterinario invece che attribuita alla muta.

Più pelo ingerito significa anche più boli. Il vomito occasionale con un bolo è comune, quello frequente non lo è, e la distinzione conta perché nel secondo caso spesso il pelo non c’entra: la casistica completa è riassunta in i boli di pelo nel gatto. Pettinare con regolarità resta il modo più efficace di ridurre la quantità che finisce nello stomaco, e ha il vantaggio di far scoprire noduli e zone dolenti settimana dopo settimana.

Nessuna patologia di razza descritta, e perché non è una buona notizia

Sullo York Chocolate non esistono malattie ereditarie specifiche documentate, e negli annunci questa frase viene usata come argomento di vendita. Letta di fretta sembra un’ottima notizia, ma la spiegazione è molto meno rassicurante: la razza non ha mai avuto una popolazione abbastanza numerosa da essere studiata, non ha programmi di screening, non ha un pannello genetico dedicato e non compare nelle casistiche veterinarie di razza. L’assenza di dati non è un certificato, è semplicemente un buco nelle conoscenze disponibili.

Quello che sappiamo riguarda il gatto in generale e vale anche qui. La cardiomiopatia ipertrofica è la malattia cardiaca più frequente nel gatto secondo il Cornell Feline Health Center, si diagnostica con l’ecocardiografia e per molto tempo non dà alcun segno. I test genetici disponibili riguardano mutazioni descritte in altre razze e non sono trasferibili a questa. Per un riproduttore, quindi, l’unico strumento serio resta il controllo cardiologico periodico fatto da uno specialista.

Il rischio vero si chiama consanguineità

Il punto delicato di questa razza non è una singola malattia ma la sua struttura genetica. Una popolazione fondata su una gatta e sui suoi parenti stretti, con accoppiamenti fra fratellastri e fra madre e figlio, parte con una variabilità ridottissima. Nelle popolazioni molto imparentate aumentano la mortalità neonatale, i problemi di fertilità e la probabilità che due copie dello stesso difetto recessivo si incontrino. Il difetto non arriva da fuori, era già presente nei fondatori.

Per chi valuta un gattino la traduzione pratica è chiedere il pedigree su almeno quattro o cinque generazioni e guardare quante volte lo stesso nome si ripete. Un allevatore competente sa dire da dove vengono i suoi riproduttori, quante cucciolate ha fatto una femmina e con quali linee lavora per allargare la base. Chi liquida l’argomento parlando di purezza della razza sta dicendo, senza accorgersene, esattamente la cosa che dovrebbe preoccupare chi compra.

Quello che va comunque fatto, razza o non razza

Le voci di controllo sono le stesse per tutti i gatti e vengono prima di qualunque discorso genetico: profilo vaccinale aggiornato, trattamenti antiparassitari regolari, test per FIV e FeLV nei soggetti di provenienza incerta, peso monitorato ogni mese. I denti vanno guardati almeno una volta l’anno, perché la malattia parodontale è comune, dolorosa e silenziosa, come spiegato in i denti del gatto, e nei gatti maturi le visite vanno ravvicinate.

Dopo i sette anni entrano nel quadro la funzionalità renale, la pressione e la tiroide, ed è il momento in cui gli esami del sangue annuali smettono di essere facoltativi. La malattia renale cronica è comune e si vede prima nei valori che nel gatto, come si legge in la malattia renale del gatto. Un trasportino rigido con apertura superiore lasciato aperto in casa tutto l’anno rende quelle visite molto meno complicate.

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