Gioco e stimoli consigliati per l’American Curl

Foto: Cljk · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
La caccia, tutta intera
Il gioco del gatto è una sequenza di caccia: avvistamento, agguato, inseguimento, cattura e morso. Un American Curl la esegue per intero e con entusiasmo, quindi la bacchetta va mossa come si muove una preda, con soste, sparizioni dietro un mobile e riapparizioni improvvise. Un set di bacchette con piume permette di variare l’oggetto in punta, che è il modo più semplice per tenere alta l’attenzione settimana dopo settimana. La cattura va concessa più volte nel corso della sessione, non soltanto alla fine, perché è la parte che alimenta la motivazione.
La sessione va chiusa lasciando prendere la preda, seguita da un premio o da un piccolo pasto: un gatto che insegue senza mai catturare resta in tensione. Due sessioni brevi al giorno valgono più di una lunga della domenica, e la sera funzionano meglio del mattino perché scaricano l’attività prima della notte. I giochi vanno poi riposti, altrimenti smettono di essere interessanti nel giro di pochi giorni. Ne bastano tre o quattro tenuti in un cassetto e alternati, invece di una cesta piena lasciata sempre a disposizione sul pavimento.
Riportare, spingere, risolvere
Molti soggetti di questa razza riportano gli oggetti, li portano in giro per casa e li lasciano davanti alle porte, e non è un vezzo isolato: è un comportamento sociale che alcuni gatti sviluppano verso le persone di riferimento, spiegato in perché il gatto mi porta i giochi. Vale la pena assecondarlo, lanciando di nuovo l’oggetto: è una delle poche interazioni in cui il gatto stabilisce la regola del gioco. Non tutti i soggetti lo fanno, e non è un difetto: dipende dal singolo gatto e dal tipo di relazione che costruisce con le persone di casa.
Accanto alla caccia serve la parte di manipolazione. Contenitori con i fori da cui estrarre le crocchette, palline dentro una pista circolare, scatole da esplorare: un tiragraffi con pista e pallina unisce le due cose e occupa il gatto anche quando in casa non c’è nessuno. Il problema da risolvere stanca più della corsa, ed è quello che serve a un animale sveglio che passa la giornata in appartamento. La difficoltà va calibrata: un contenitore troppo complicato viene abbandonato dopo due tentativi, uno troppo facile smette di interessare in una settimana.
Verticale, olfattivo, imprevedibile
L’American Curl salta bene, quindi il gioco può usare l’altezza: bacchetta sollevata, salti su una piattaforma, inseguimenti che salgono su un albero da gatto. Alternare i piani rende la sessione più varia e allena meglio. Ai percorsi in altezza conviene affiancare la parte olfattiva, che è quella più trascurata: crocchette nascoste in un tappeto, sacchetti di carta con dentro qualcosa, l’erba gatta in foglie sparsa su una superficie ruvida. L’effetto dell’erba gatta dura pochi minuti e non compare in tutti i soggetti, quindi va usata come variazione occasionale e non come base della giornata.
Il criterio generale è la rotazione. Tre giochi lasciati sempre a terra diventano invisibili nel giro di una settimana, mentre gli stessi tre a turno restano interessanti per mesi. Lo stesso vale per gli oggetti di recupero, dalle scatole di cartone ai tappi di sughero. L’impianto completo di questo approccio, con le proporzioni fra risorse e stimoli, è descritto in arricchimento ambientale per gatti. La rotazione non costa niente ed è la sola strategia che regge nel tempo senza dover comprare qualcosa di nuovo ogni mese.
Graffiare è un bisogno, non un capriccio
Graffiare serve a marcare visivamente e con l’odore, a mantenere le unghie e a distendere la schiena, e un gatto che non ha dove farlo sceglie il divano. Servono superfici stabili, alte abbastanza da permettere l’allungamento completo, in sisal e in cartone, e vanno messe dove il gatto vive: accanto alla cuccia, vicino alla porta d’ingresso, di fianco al divano. Un tiragraffi in cartone ondulato orizzontale copre il bisogno che quelli verticali non soddisfano.
Se il divano è già stato preso di mira, si lavora su due fronti: proteggere il bersaglio e mettere l’alternativa a pochi centimetri, premiando l’uso corretto. Spostare il tiragraffi funziona di rado se lo si allontana dal punto scelto dal gatto. Le ragioni per cui il gatto graffia il divano restano valide per tutte le razze, e nessuna di queste soluzioni prevede punizioni. Le unghie vanno comunque accorciate ogni tre o quattro settimane nei gatti che vivono soltanto in casa.