Gattini e riproduzione del British Shorthair

Foto: Prskavka · Public domain · via Wikimedia Commons
Gruppo sanguigno B: il rischio che si previene prima dell’accoppiamento
Il British Shorthair è fra le razze con la più alta frequenza dell’allele B del sistema AB, insieme a exotic shorthair, cornish rex e devon rex: lo indica esplicitamente la UC Davis, che offre il test genetico su tampone buccale. Non è un dettaglio da laboratorio, perché una femmina B accoppiata con un maschio A produce gattini che possono sviluppare isoeritrolisi neonatale, cioè la distruzione dei globuli rossi nelle ore successive alla prima poppata di colostro.
Il meccanismo è brutale nella sua semplicità: il colostro della madre contiene anticorpi diretti contro il gruppo sanguigno dei piccoli, che li assorbono intatti nelle prime ore di vita, quando l’intestino è ancora permeabile. I gattini nascono normali e nel giro di uno o due giorni smettono di poppare, deperiscono, urinano scuro e spesso muoiono. Si previene in un modo solo, cioè tipizzando i riproduttori prima dell’accoppiamento e, quando la combinazione è a rischio, separando i piccoli dalla madre nelle prime ventiquattro ore.
Che cosa deve aver fatto l’allevatore
Le domande utili sono poche e specifiche. I due genitori hanno un gruppo sanguigno noto, con referto? È stato fatto il test PKD1 per il rene policistico, o almeno l’ecografia renale? Quando è stata l’ultima ecocardiografia dei riproduttori, e chi l’ha eseguita? Un allevatore serio risponde con documenti riferibili a quei singoli gatti, non alla cattería in generale; una rassicurazione generica sulla salute delle proprie linee non è una risposta e va trattata come tale, anche quando arriva in buona fede.
Sul cuore serve un’avvertenza onesta: nel British Shorthair non esiste un test genetico validato per la cardiomiopatia ipertrofica, quindi lo screening dei riproduttori è ecocardiografico e va ripetuto nel tempo. Un’ecografia normale a due anni non dice quasi nulla su come sarà lo stesso gatto a sei o a otto. Chi mostra un certificato di dieci anni fa, o parla di test del DNA per l’HCM in questa razza, sta usando parole che non corrispondono allo stato attuale delle conoscenze.
Cucciolate, crescita lenta e distacco
Le cucciolate sono di solito di tre o quattro gattini, e la crescita è più lenta di quella di molte altre razze: il British raggiunge la taglia definitiva verso i tre anni e resta un gattino nel comportamento più a lungo di quanto suggerisca la stazza. Non va lasciato andare prima delle dodici settimane, meglio se più tardi, perché le settimane con la madre e i fratelli insegnano l’inibizione del morso e la gestione del conflitto, competenze che poi mancano nei gatti ceduti troppo presto.
Le prime settimane sono anche la finestra in cui il gattino impara che cosa è normale. Manipolazione quotidiana, rumori domestici, persone diverse, superfici, l’aspirapolvere, il trasportino aperto in mezzo alla stanza e, se possibile, un cane tranquillo: tutto quello che entra in questo periodo diventa mondo accettabile. Quello che manca resta spaventoso per sempre, ed è il nucleo di quanto si dice sulla socializzazione del gattino. Un set di bacchette con piume serve anche a questo.
I primi giorni a casa
Il gattino va tenuto per qualche giorno in una stanza sola, con lettiera, acqua, cibo e nascondigli, e la casa gli va aperta per gradi mano a mano che prende confidenza. La vaschetta iniziale deve avere il bordo basso ed essere sempre nella stessa posizione, come si spiega parlando della prima lettiera del gattino; un substrato neutro e poco polveroso come una lettiera vegetale da 20 litri è una scelta prudente nelle prime settimane.
Sul cibo conviene non essere pigri fin dall’inizio. Le preferenze alimentari si formano presto e un gattino abituato a un solo prodotto diventa un adulto che rifiuta qualsiasi cambio, comprese le diete terapeutiche che un giorno potrebbero servirgli davvero. Offrire consistenze e formati diversi durante lo svezzamento e nei mesi successivi è una polizza per il futuro. Alla consegna devono esserci libretto sanitario, vaccinazioni, sverminazioni, microchip, pedigree e i referti dei test dei genitori.