Gioco e stimoli consigliati per il British Shorthair

Foto: Prskavka · Public domain · via Wikimedia Commons
La fama di gatto pigro e le sessioni corte
Il British ha la reputazione di gatto che non gioca, e in parte se l’è guadagnata: si stanca prima, si distrae prima, dopo qualche scatto si siede e osserva la bacchetta senza muovere un muscolo. Il problema è la conclusione che se ne trae di solito, cioè che non gli interessi. Serve giocare più spesso, non più a lungo: tre o quattro sessioni da cinque minuti distribuite nella giornata funzionano molto meglio di mezz’ora di insistenza serale, che finisce con il gatto che se ne va.
Contano anche il momento e il rituale. Il gatto è crepuscolare, quindi il tardo pomeriggio e la prima sera sono le fasce più produttive, e far seguire alla sessione un pasto chiude la sequenza di caccia e favorisce il riposo notturno. Se il gatto si limita a guardare senza partecipare il problema è quasi sempre nella proposta e non nel carattere, e tutto quello che si dice quando il gatto non gioca vale anche per una razza che passa per pigra.
Che preda insegue un British
Le razze atletiche inseguono prede aeree, con volteggi e cambi di quota improvvisi. Il British no: risponde molto meglio a una preda che si muove a terra, lenta, che sparisce dietro un bordo e riappare dall’altra parte. La bacchetta va trascinata sul pavimento, fatta scomparire sotto un tappeto, fermata per qualche secondo e poi ripresa. Un set di bacchette con piume basta e avanza, purché il movimento imiti un roditore che scappa e non un elicottero sopra la testa del gatto.
Vale poi la regola generale: ogni tanto la preda si deve lasciare prendere davvero. Un gatto che rincorre venti volte senza catturare mai nulla smette di partecipare, e questa razza smette prima delle altre. Anche i nascondigli aiutano moltissimo, perché permettono l’agguato senza richiedere corsa: un tunnel per gatti pieghevole o una semplice scatola bassa producono più movimento di un gioco costoso, per gli stessi motivi per cui il gatto ama le scatole e ci si infila appena arrivano.
Il cibo come attività, non come premio di consolazione
In un gatto sedentario la razione quotidiana è la risorsa più preziosa che si abbia per generare movimento. Spargere una parte del secco in punti diversi della casa, nasconderla dentro scatole bucate, farla trovare su un ripiano da raggiungere con due salti: sono tutti modi di trasformare venti grammi di crocchette in dieci minuti di attività reale. Il cibo trovato vale più del cibo servito, e su una razza che si muove poco la differenza si vede nel giro di qualche settimana.
L’errore da evitare è aggiungere queste attività alla razione invece di sottrarle. Se le crocchette nascoste sono un extra, il risultato netto è un gatto che si muove un po’ di più e ingrassa parecchio, cioè l’esatto contrario dell’obiettivo. Vanno prese dalla dose giornaliera, pesata come sempre, e distribuite lontano dalla lettiera e dai passaggi. È il modo più semplice per applicare al singolo gatto quello che si dice in generale sull’arricchimento ambientale.
Erba gatta, odori e giornate lunghe
La risposta all’erba gatta è ereditaria e riguarda circa due gatti su tre: chi non risponde non è difettoso, semplicemente non ha ereditato quel tratto. Vale la pena provarla, perché in un soggetto ricettivo produce qualche minuto di attività spontanea che nessun giocattolo garantisce, seguito di solito da una fase di rilassamento. Una confezione di erba gatta in foglie sparsa su un tappetino o infilata dentro un gioco vuoto è il modo più economico di verificare se il proprio gatto è fra i ricettivi.
Il resto della giornata si riempie con la rotazione e con la finestra. Tenere fuori quattro o cinque oggetti alla volta e cambiarli ogni settimana mantiene alta la novità senza comprare niente, perché un giocattolo riposto per dieci giorni torna interessante. Un punto di osservazione stabile su una strada o su un giardino fornisce ore di attenzione a costo zero, e per un gatto che dorme molto e si muove poco guardare fuori è un’attività vera, non un ripiego per riempire il tempo.