Maobau

Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Mau Arabo

Cucciolo di Mau Arabo rosso e bianco seduto

Foto: SolnishkoA · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

La razione segue il peso, non il nome della razza

Non esiste un fabbisogno del Mau Arabo: esiste il fabbisogno di quel gatto, con quel peso, quell’età e quel livello di attività. Un soggetto asciutto e molto attivo consuma più di un gatto della stessa taglia che dorme sedici ore, e le quantità stampate sulle confezioni sono medie calcolate su popolazioni, spesso generose. la razione giusta tiene stabile il peso, verificata pesando il gatto una volta al mese sulla stessa bilancia e correggendo del dieci per cento alla volta.

Il secondo strumento è la valutazione della condizione corporea, che si fa con le mani: coste palpabili sotto una copertura sottile, vita visibile dall’alto, profilo laterale non convesso. Su un gatto a pelo corto è più facile che su un semilungo, perché non c’è niente che nasconda. Il metodo completo, con le fasi di vita e i passaggi in cui il fabbisogno cambia, è descritto in quanto deve mangiare un gatto e vale per qualunque razza.

Un cacciatore attivo mangia meglio se lavora un po’

In un gatto selezionato dall’ambiente il cibo è sempre stato la conclusione di una sequenza di caccia, non un oggetto disponibile in permanenza. La ciotola sempre piena è il modo più rapido per accumulare peso senza accorgersene e per spegnere l’interesse verso qualunque attività. Due o tre razioni misurate al giorno funzionano meglio, e distribuire una parte del cibo in punti diversi della casa trasforma il pasto in una piccola ricerca che occupa tempo e testa.

Anche l’ordine delle cose conta. Una sessione di gioco che si chiude con una cattura riuscita e viene seguita subito dal pasto riproduce la sequenza naturale e porta al riposo, mentre un gatto che mangia e poi viene stimolato resta sveglio per ore. Prima si caccia, poi si mangia. Una palla interattiva a movimento automatico serve come complemento nei momenti in cui non c’è nessuno in casa, e qualche foglia di erba gatta canadese rende più interessante il gioco che precede la ciotola.

L’origine desertica non è un permesso a bere poco

Si legge spesso che un gatto di origine desertica ha bisogno di meno acqua. È un’inferenza sbagliata: il gatto in generale ricava tradizionalmente l’acqua dalla preda e beve poco, e una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, cosa che molti soggetti fanno male. Aumentare la quota di umido resta il modo più efficace per alzare l’apporto idrico complessivo, e non esiste un formato giusto in assoluto: esiste quello che il singolo gatto mangia e tollera.

Sulle ciotole contano il numero e la posizione più della forma: lontane dal cibo e dalla lettiera, distribuite in più stanze, riempite ogni giorno. Molti gatti preferiscono l’acqua in movimento, e in quel caso una fontanella in acciaio da 2,6 litri aumenta davvero le occasioni di bere, con il vantaggio che l’acciaio si lava meglio della plastica. una fontana sporca è peggio di una ciotola, quindi il criterio di scelta è la facilità di smontaggio.

Attenzione però a non confondere una buona idratazione con un consumo eccessivo. Un gatto che comincia a bere molto più del solito, che svuota le ciotole e cerca acqua ovunque, va portato dal veterinario: è uno dei primi segnali di malattia renale, diabete e ipertiroidismo. La soglia oltre la quale il consumo diventa sospetto e gli esami da fare sono descritti in il gatto beve troppo, e valgono per questa razza come per tutte le altre.

Sterilizzazione e peso: il momento in cui cambia tutto

Dopo la sterilizzazione il fabbisogno energetico si riduce e l’appetito spesso aumenta, e in molte case è esattamente lì che comincia il sovrappeso. La correzione è semplice ma va fatta subito, riducendo la razione e ricontrollando il peso ogni due settimane per un paio di mesi. Il momento giusto per intervenire è prima che il gatto ingrassi, non quando il veterinario segnala due chili di troppo su un animale che ne dovrebbe pesare quattro.

Su un gatto attivo e asciutto il sovrappeso si nota tardi, perché la struttura è lunga e le zampe alte confondono l’occhio. Vale la pena mettere il gatto sulla bilancia anche quando sembra tutto normale, e ricordare che l’eccesso di peso non è un problema estetico: pesa sul rischio di diabete, sulle articolazioni e sulla capacità di pulirsi da solo. Il quadro di quello che cambia nell’organismo dopo l’intervento è raccolto in la sterilizzazione del gatto.

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