Accessori consigliati per lo Sphynx

Foto: Dmitry Makeev · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
Prima di tutto il caldo, poi tutto il resto
In quasi tutte le razze l’accessorio che conta di più è una struttura verticale. Qui no: la prima voce della lista è il calore. Un gatto senza mantello disperde di continuo, e la conseguenza si vede nel comportamento prima che nella salute, sotto forma di fame, ricerca ossessiva di contatto e sonno appiccicato ai caloriferi. Servono almeno due punti caldi diversi, in stanze diverse, in modo che il gatto non debba scegliere fra stare al caldo e stare con le persone.
Le soluzioni pratiche costano poco. Un’amaca da termosifone sfrutta una fonte di calore che c’è già e libera il pavimento, mentre una cuccia a ciambella da 50 centimetri con i bordi alti trattiene il calore corporeo e offre un nascondiglio morbido. Il criterio di scelta, in entrambi i casi, è la lavabilità in lavatrice: su questi tessuti si accumula sebo, e un materiale che non si può lavare dura poche settimane.
Il bucato fa parte della gestione sanitaria
Chi arriva a questa razza dagli altri gatti sottovaluta sempre la stessa cosa: la quantità di lavatrici. Il sebo che in un gatto normale viene assorbito dal mantello qui finisce su coperte, federe e divani, e le superfici unte sono un terreno favorevole per i lieviti che già popolano la cute di questi soggetti. Coperte e cucce vanno lavate ogni settimana, e conviene sceglierle di colore chiaro, perché l’accumulo si vede prima sui tessuti chiari.
Sui tessuti che in lavatrice non ci vanno, come un divano o una poltrona, serve un rimedio locale: uno smacchiatore per animali domestici agisce sulle macchie grasse e sugli odori senza dover smontare mezza casa. La regola generale, quando si compra qualcosa di nuovo per uno Sphynx, è chiedersi prima di tutto se sia sfoderabile: è il filtro che elimina in partenza metà degli oggetti pensati per gatti con il pelo.
Lettiera: poca polvere e un tappetino davanti
La lettiera va scelta con un criterio diverso rispetto a un gatto comune, perché la polvere si attacca alla pelle unta e si infila nelle pieghe del collo e dell’inguine. Un substrato agglomerante ma a grana grossa risolve il problema alla radice: una lettiera di tofu agglomerante produce pochissima polvere e si smaltisce con facilità. Il confronto completo fra i materiali disponibili è nella guida alle migliori lettiere per gatti.
Il resto dei criteri non cambia: una vaschetta per gatto più una, posizionate in stanze diverse e lontane da cibo e acqua, pulite due volte al giorno. Un tappetino davanti alla lettiera trattiene i granuli e si risciacqua in dieci secondi, e in una casa dove il gatto dorme sotto le coperte questo dettaglio si nota subito: meno granulato in giro, meno granulato nel letto, che è il posto dove questo gatto passa buona parte della notte.
Verticalità, graffio e trasportino
Gli accessori classici servono anche qui, con una precisazione: il punto in alto deve essere anche un punto caldo, altrimenti viene ignorato. Un albero con cucce chiuse funziona meglio di una piattaforma aperta, e le postazioni vicine a una finestra soleggiata vanno schermate nelle ore centrali, perché la pelle nuda si scotta. Il confronto fra le tipologie di struttura è nella guida ai migliori tiragraffi per gatti.
L’ultimo acquisto che conta è il trasportino, e va scelto pensando alle visite piuttosto che ai viaggi. Un trasportino rigido con omologazione IATA si apre dall’alto e si separa a metà, così il gatto resta dentro durante l’esame, e in una razza che fa controlli cardiologici periodici questa differenza si sente. Le altre opzioni per taglia e uso sono confrontate nella guida ai migliori trasportini per gatti.