Sphynx: la vita in appartamento

Foto: Dmitry Makeev · CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons
La temperatura diventa una variabile di casa
Con uno Sphynx il termostato smette di essere una questione di comfort umano. Una casa fredda o piena di correnti mette il gatto in una condizione di dispersione continua, che si traduce in fame, ricerca ossessiva di contatto e sonno appiccicato ai caloriferi. Il riferimento pratico è un ambiente stabile e senza spifferi, con almeno un paio di punti caldi sempre accessibili. Il gatto non deve scegliere fra caldo e compagnia: gli servono entrambi, in punti diversi della casa.
I punti caldi si costruiscono con poco. Una cuccia coperta vicino a una fonte di calore, una coperta pesante in cui infilarsi, una mensola sopra il termosifone, il letto della famiglia lasciato accessibile durante il giorno. La regola vale anche d’estate con l’aria condizionata, che crea correnti fredde localizzate: un gatto nudo sotto la bocchetta sta male esattamente come sotto una finestra aperta d’inverno, e tende a spostarsi di continuo senza trovare pace.
Sole, finestre e ustioni
L’altra faccia del problema è il sole. La pelle dello Sphynx si scotta come quella umana, e i soggetti chiari o bianchi sono i più esposti: una lunga sessione di sole diretto dietro una finestra, che è il posto preferito da qualsiasi gatto, può produrre arrossamenti veri. Conviene garantire ombra nelle ore centrali, usare tende leggere e osservare la pelle dopo le giornate luminose, soprattutto su orecchie, naso e schiena.
Il sole ha anche un effetto meno noto: intensifica il colore della pelle, tanto che gli standard di razza lo segnalano esplicitamente. Un gatto che passa molte ore alla finestra si scurisce nei punti esposti e schiarisce d’inverno, il che è normale e reversibile. Diverso è il caso di arrossamenti persistenti, croste o zone che il gatto lecca in continuazione: lì non si tratta di abbronzatura e serve una visita, perché le patologie cutanee in questa razza sono frequenti.
Un gatto che vive dentro, e ha bisogno di stimoli
Lo Sphynx non è un gatto che possa passare la giornata all’aperto: freddo, pioggia, sole diretto e rischi vari lo rendono un animale d’appartamento in senso stretto, e le associazioni feline lo dicono senza mezzi termini. Questo significa che tutta la sua giornata dipende da come è organizzata la casa, e che un ambiente povero produce noia, richieste continue e problemi comportamentali. Tutto quello che vale per il gatto in appartamento qui vale il doppio.
Le priorità sono percorsi verticali che portino a un punto alto e caldo, nascondigli chiusi in cui isolarsi, superfici da graffiare in ambienti diversi e almeno un punto di osservazione sulla finestra. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali chiedono inoltre che ogni risorsa, cibo, acqua, lettiera e riposo, abbia una posizione propria e separata dalle altre, ed è il modo più economico per prevenire metà dei problemi che poi si attribuiscono al carattere.
Lettiera, polvere e tessuti
La scelta della lettiera cambia rispetto a un gatto con il pelo, perché la polvere si attacca alla pelle unta e finisce nelle pieghe. Un substrato agglomerante ma poco polveroso è la scelta più sensata: una lettiera di tofu agglomerante ha grana grossa e poca polvere, e un tappetino in silicone per lettiera davanti alla vaschetta trattiene i granuli che altrimenti si spargono ovunque. Il resto dei criteri è nella guida alle migliori lettiere per gatti.
Sui tessuti serve una routine domestica in più. Le coperte usate dal gatto vanno lavate ogni settimana, le federe dei cuscini su cui dorme anche più spesso, e conviene destinargli materiali chiari che permettano di accorgersi dell’accumulo di sebo. Non è una fissazione estetica: i lieviti proliferano sulle superfici unte, ed è il motivo per cui la superficie sporca va tolta di mezzo, quindi la lavatrice fa parte a tutti gli effetti della gestione sanitaria di questa razza.