Maobau

Origine e storia del Turco Van

Turco Van bianco e rosso disteso su un ramo

Foto: Photo (c)2007 Helen Filatova · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Il lago di Van e un gatto che nessuno aveva selezionato

La razza prende il nome dal lago di Van, un bacino salato dell’Anatolia orientale circondato da montagne, dove per secoli è esistita una popolazione di gatti bianchi e semilunghi che nessuno aveva progettato. Le condizioni erano quelle di un isolamento geografico vero: estati calde, inverni lunghi, poca circolazione di animali da fuori. Il tipo si è fissato da solo, per selezione naturale e per una certa dose di consanguineità, molto prima che qualcuno pensasse a scrivere uno standard.

Da quella popolazione derivano due cose che oggi vengono spesso confuse. La prima è il gatto locale, che in Turchia si chiama van kedisi e che gli abitanti della zona considerano autentico solo se completamente bianco, meglio se con gli occhi di colore diverso. La seconda è la razza registrata in Occidente con il nome di Turco Van, costruita in Inghilterra a partire dagli anni Cinquanta e caratterizzata invece da un disegno preciso, colorato su testa e coda.

1955: due fotografe inglesi e due gattini

La storia della razza in Europa comincia con un incarico di lavoro. Nel 1955 due fotografe britanniche, Laura Lushington e Sonia Halliday, viaggiavano in Turchia per conto del ministero della cultura e del turismo e ricevettero in dono due gattini non imparentati, un maschio e una femmina. Il dettaglio che entrò nella leggenda arrivò poco dopo: durante una sosta le due si rinfrescarono in acqua e i gattini le seguirono, nuotando apparentemente per il gusto di farlo, cioè facendo esattamente il contrario di quello che spiega perché i gatti odiano l’acqua.

Tornate in Inghilterra, le due donne fecero accoppiare i soggetti e ottennero una cucciolata identica ai genitori, bianca con testa e coda color auburn: la prova che il tipo era già geneticamente stabile e non un caso isolato. Da lì partì un lavoro di selezione lungo quattordici anni, chiuso con il riconoscimento del Governing Council of the Cat Fancy nel 1969. TICA concesse lo status di campionato nel 1979, la Cat Fanciers’ Association riconobbe la razza nel 1988 e la portò al campionato nel 1994.

Una precisazione onesta va fatta proprio qui, perché quasi nessuno la scrive. Gli allevatori britannici non lavorarono soltanto su gatti provenienti dalla zona del lago: le importazioni arrivarono da diverse regioni della Turchia, e il disegno con colore su testa e coda fu fissato dalla selezione europea. Il Turco Van registrato non coincide con il gatto di Van, e chi cerca in Turchia l’animale che vede nelle esposizioni occidentali di solito trova qualcosa di diverso.

Il disegno van: un gatto colorato quasi tutto bianco

Il tratto che dà il nome al disegno è semplice da riconoscere e difficile da ottenere. Il corpo è bianco gesso, il colore resta confinato alla testa, dove lascia una banda bianca fra le orecchie, e alla coda, spesso ad anelli. Lo standard CFA tollera una o più macchie casuali sul corpo purché il colore complessivo non superi circa un quinto della superficie, e squalifica sia i soggetti troppo colorati sia quelli che non hanno colore su testa e coda.

Dal punto di vista genetico non si tratta di un gatto bianco. È un gatto colorato con un’ampia pezzatura bianca, prodotta dal gene della pezzatura, quello che negli europei crea i bicolori e i soggetti con bavaglino e calzini. La distinzione sembra accademica e invece è la cosa più importante di questa scheda, perché il bianco da pezzatura e il bianco dominante non hanno lo stesso rapporto con la sordità congenita.

Il colore classico e storicamente più richiesto è l’auburn, un rosso caldo, ma gli standard ammettono da tempo anche crema, nero, blu, tartaruga e diverse varianti tabby, sempre nello stesso schema. Sulle spalle molti soggetti mostrano una piccola macchia isolata che gli allevatori chiamano l’impronta del pollice, considerata di buon auspicio nel folklore locale. Il pelo è semilungo e la razza è classificata fra i gatti a pelo semilungo, non fra gli orientali.

Van, Vankedisi e Angora: tre nomi da non confondere

Il Turco Van è il gatto con il disegno van, cioè con il colore su testa e coda. Il Turkish Vankedisi, riconosciuto in Gran Bretagna, è lo stesso gatto interamente bianco: stesso tipo, stesso carattere, stessa razza sul piano pratico, con una differenza genetica precisa che il Governing Council of the Cat Fancy mette nero su bianco nella sua politica di allevamento, e che ha conseguenze dirette sull’udito dei gattini. Non è una varietà estetica.

L’Angora Turco è invece una razza diversa, legata ad Ankara e non al lago di Van, più leggera, più longilinea e spesso interamente bianca. La somiglianza superficiale ha generato decenni di equivoci nei negozi e negli annunci, aiutati dal fatto che in italiano «angora» viene usato come sinonimo di pelo lungo. Chi sta scegliendo farebbe bene a guardare la struttura prima del mantello: il van è un gatto grande e pesante, l’angora no.

Vale la pena ricordare che il Turco Van resta una razza poco diffusa, con pochi allevamenti in Europa e liste di attesa lunghe. È un elemento da considerare prima di innamorarsi di una fotografia, perché la rarità favorisce gli annunci opportunisti e i gatti bianchi qualunque venduti come van. In casa, comunque, i bisogni restano quelli descritti parlando di il gatto in appartamento, a partire da un albero robusto da 143 centimetri e da un pettine a doppia dentatura.

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