Alimentazione e fabbisogni nutrizionali del Turco Van

Foto: Photo (c)2007 Helen Filatova · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto grande che cresce per anni
La razza matura lentamente: CFA e TICA parlano di tre-cinque anni prima che un soggetto raggiunga la forma definitiva, con maschi che possono superare i sette chili e femmine sensibilmente più leggere. Questo non significa tenere un gatto a cibo per gattini per cinque anni. La fase di crescita rapida si esaurisce molto prima, e il passaggio all’alimento per adulti si fa in genere entro il primo anno, salvo indicazione diversa del veterinario che segue l’animale.
Quello che continua a lungo è il riempimento della struttura, cioè muscolo e ossatura, e non si accelera aumentando le porzioni. Anzi, spingere sulla crescita in un gatto destinato a diventare grande carica articolazioni ancora immature senza produrre un adulto migliore. Un gattino magro cresce meglio di uno tondo, e la fretta è l’errore più comune di chi ha preso un soggetto di taglia grande e vuole vederlo imponente il prima possibile.
La razione di un gatto che si muove davvero
Questa è una delle poche razze in cui il rischio di sovrappeso è più basso della media, semplicemente perché l’animale non sta fermo. Non è un lasciapassare: un van sterilizzato che vive in un bilocale senza stimoli ingrassa come chiunque altro, e il pelo bianco e voluminoso nasconde bene i primi chili. Il metodo resta quello di sempre, cioè pesare una volta al mese e correggere del dieci per cento alla volta, come spiegato in quanto deve mangiare un gatto.
Sul numero dei pasti conta più la prevedibilità della quantità. Due o tre razioni misurate al giorno, agli stessi orari, riducono le richieste insistenti tipiche di un gatto molto attivo e permettono di tenere da parte una quota di crocchette per il gioco e per l’addestramento invece di aggiungerne. In un animale che si muove molto vale anche la pena distribuire una parte del cibo in punti diversi della casa, compresi un paio in alto.
Le foglie di erba gatta non sono cibo ma vale la pena citarle qui, perché in questa razza servono a spostare l’attenzione. Una manciata di erba gatta canadese in foglie su un tappetino prima del pasto principale funziona come innesco del gioco e chiude meglio la sequenza caccia, mangia, riposa. Sui soggetti che non rispondono all’erba gatta, e sono una minoranza consistente, si prova con la valeriana o con il matatabi.
Acqua: il paradosso del gatto che gioca con l’acqua
Sembra un controsenso e invece è la norma: un gatto che passa il tempo con la zampa dentro la ciotola non è necessariamente un gatto che beve abbastanza. Giocare con l’acqua e assumerla sono due comportamenti diversi, e il gatto in quanto specie resta un animale che ricava tradizionalmente l’idratazione dalla preda. Una dieta di sole crocchette lo obbliga a compensare bevendo, e il confronto onesto fra i formati è in crocchette o umido per il gatto.
Alzare la quota di umido resta il modo più efficace di aumentare l’apporto idrico complessivo. In parallelo conviene assecondare la preferenza per l’acqua in movimento, che in questa razza è marcata: una fontanella in acciaio da 2,6 litri raccoglie più bevute di una ciotola ferma, e l’acciaio si lava molto meglio della plastica. Il criterio di scelta è la facilità di smontaggio, perché una fontana pulita male è peggio di una ciotola pulita bene.
Ciotole rovesciate e giochi dentro l’acqua
Chi vive con un Turco Van scopre presto che la ciotola dell’acqua è un’attrazione più che una risorsa da consumare. Zampe immerse fino al gomito, giochi lasciati a mollo, crocchette portate dentro l’acqua e liquido spostato sul pavimento con colpi laterali della zampa sono comportamenti frequenti nella razza, e hanno le stesse spiegazioni descritte in perché il gatto rovescia l’acqua, amplificate però da un animale a cui l’acqua interessa davvero e che ci passa del tempo.
Le contromisure sono pratiche e nessuna prevede di sgridare il gatto. Contenitori pesanti a base larga, meglio in ceramica o acciaio, un sottovaso o un vassoio impermeabile sotto ogni punto acqua, e almeno un contenitore in una stanza dove il pavimento bagnato non è un problema. Il gioco con l’acqua non si toglie, si sposta: lasciare una vaschetta bassa dedicata, cambiata spesso, riduce parecchio i danni collaterali sulle ciotole vere.