Maobau

Cura del pelo e salute del Turco Van

Turco Van bianco e rosso disteso su un ramo

Foto: Photo (c)2007 Helen Filatova · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Un semilungo senza sottopelo

Il mantello è la sorpresa più piacevole di questa razza. La CFA lo descrive semilungo, aderente al corpo, con una tessitura paragonata al cachemire e senza traccia di sottopelo, e per questo la definisce una delle razze a pelo lungo più semplici da curare. Senza sottopelo non ci sono infeltrimenti veri: una pettinata alla settimana basta, con un pettine a doppia dentatura passato su fianchi, culotte e attaccatura della coda.

Il pelo cambia molto con la stagione. D’estate si accorcia al punto che il gatto sembra quasi a pelo corto, d’inverno si allunga e compaiono i ciuffi fra le dita e una gorgiera più evidente. È normale e non richiede interventi. Quello che non è normale è una caduta a chiazze, con croste o prurito: le cause vanno distinte da una muta stagionale, e sono le stesse elencate in perché il gatto perde il pelo.

L’altra conseguenza del mantello riguarda l’acqua: la tessitura è idrorepellente e il gatto si asciuga in fretta, ed è probabilmente uno dei motivi per cui il bagno gli pesa meno che ad altri. Sul fronte digestivo, meno sottopelo significa meno pelo ingerito, quindi in questa razza i boli sono meno frequenti che in un persiano; restano possibili, e la distinzione fra normale e patologico è spiegata in i boli di pelo nel gatto.

Sordità congenita: dove sta davvero il rischio

Questo è il punto sanitario serio della razza, e va capito con precisione perché circolano due versioni opposte, entrambe imprecise. La sordità congenita del gatto è legata al gene del bianco dominante, indicato con W, che impedisce ai melanociti di popolare il mantello e, in una quota consistente di soggetti, anche la coclea, che degenera nelle prime settimane di vita. Il danno è permanente, riguarda strutture che si sono perse durante lo sviluppo e non si corregge.

Il gene coinvolto nel disegno van, però, non è quello: il Turco Van con il colore su testa e coda è geneticamente un gatto colorato con pezzatura bianca, e la CFA scrive esplicitamente che la sordità non è associata al disegno van, se non per cause traumatiche o infettive. Il rischio si concentra invece nei soggetti interamente bianchi, cioè nei Vankedisi, e in generale nei gatti bianchi con occhi azzurri, dove la combinazione fra colore e colore dell’iride è il vero indicatore.

I numeri disponibili riguardano i bianchi in quanto tali. International Cat Care indica per un bianco con due occhi azzurri una probabilità di sordità da tre a cinque volte maggiore rispetto a un bianco senza occhi azzurri, con un occhio solo azzurro il rischio circa raddoppia, e nei bianchi a pelo lungo la sordità bilaterale è più frequente. Il Cornell Feline Health Center indica che nei bianchi con due occhi azzurri la quota di soggetti sordi è molto alta e che i segni compaiono già nei primi giorni.

Il test BAER: chi lo deve fare e che cosa certifica

Il BAER, cioè la risposta uditiva evocata del tronco encefalico, è un esame non invasivo che misura l’attività elettrica generata dall’orecchio interno in risposta a una serie di clic. Si esegue in centri specializzati, anche su un gattino di poche settimane, e distingue con precisione un orecchio che sente da uno che non sente. È l’unico modo per certificare l’udito, soprattutto quando il deficit riguarda un solo lato e in casa nessuno se ne accorgerebbe mai.

Sul piano dell’allevamento la regola britannica è netta e vale la pena conoscerla anche fuori dal Regno Unito. Il Governing Council of the Cat Fancy non registra la discendenza di un gatto bianco, maschio o femmina, senza un certificato BAER o di otoemissioni che attesti l’assenza di sordità monolaterale o bilaterale, e richiede il test per tutti i Turkish Vankedisi usati in riproduzione. Un allevamento che non testa i bianchi non sta risparmiando: sta spostando il problema su chi compra.

Per chi acquista un van con il disegno classico il test non è una richiesta obbligata, mentre lo diventa se il gattino è interamente bianco o se ha occhi azzurri. La domanda giusta all’allevatore non è «i suoi gatti sentono?», che è un’opinione, ma «mi mostra il referto BAER di questo gattino e dei genitori bianchi?». La differenza fra le due formulazioni è tutta la distanza fra una rassicurazione e un documento riferibile a un animale preciso.

Vivere con un gatto sordo, in pratica

Un gatto sordo bilaterale ha bisogno di due cose e nessuna delle due è compassione. La prima è una casa da cui non esce mai: non sente le auto, non sente i cani, non sente arrivare nulla, e all’aperto non ha nessuna possibilità di cavarsela. Questo significa finestre e balconi in sicurezza con rete a maglia stretta, porte controllate quando si entra, e nessuna uscita libera nemmeno in un cortile che sembra tranquillo.

La seconda è un modo di comunicare che non passi dalla voce. Funzionano i segnali visivi, per esempio un gesto della mano sempre identico o l’accensione e lo spegnimento di una luce, e funzionano le vibrazioni del pavimento, che avvisano il gatto che stai arrivando meglio di qualunque richiamo. Un gatto sordo non va svegliato di sorpresa: si appoggia la mano dove può vederla, mai da dietro, perché la reazione difensiva è normale e non è cattiveria.

Per il resto un soggetto sordo gioca, caccia, impasta e fa le fusa come tutti gli altri, e impara i segnali visivi con la stessa facilità con cui un altro impara il rumore dell’apriscatole. Cambiano gli accessori che hanno senso: i giochi con il campanello sono inutili, quelli che si muovono in modo visibile no. Anche i punti di riposo vanno scelti con la vista sull’ingresso della stanza, come una cuccia ciambella da 50 centimetri messa in un angolo con visuale.

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